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Scritto Domenica 12 giugno 2011 alle 14:05

Greppi: striscioni degli studenti del classico fuori dai cancelli per ''salvare'' il corso dallo stop. Genitori: ''Siamo sconcertati''

La loro ''battaglia'' gli studenti del classico dell'istituto superiore Greppi di Monticello, intendono portarla avanti fino in fondo. Lo hanno dimostrato ieri pomeriggio quando, accompagnati dai genitori, si sono radunati davanti ai cancelli della scuola, ''armati'' di striscioni, per far conoscere a tutti quello che sta accadendo e definire i prossimi passi da compiere per cercare di salvare il loro indirizzo dalla chiusura.



Com'è noto infatti, l'ufficio scolastico provinciale ha deciso lo scorso giovedì, di non confermare il proseguo degli studi per i 29 ragazzi che a partire da settembre dovrebbero frequentare la terza e la quarta classe del classico. Una decisione presa unilateralmente senza consultare la scuola, a causa dell'esiguità degli alunni e come conseguenza dei ''tagli'' ai posti docenti scaturiti dalla riforma Gelmini.



''Quando abbiamo letto la notizia su Casateonline siamo rimasti sconvolti - ci hanno spiegato i ragazzi - perchè non ne sapevamo nulla. Nessuno ci aveva mai detto che si sarebbe potuta verificare questa possibilità. Eravamo tranquilli, sicuri di ritornare a settembre per riprendere le lezioni''.
Giovedì 9 giugno, data in cui è stata comunicata la decisione dal provveditorato, era anche l'ultimo di scuola per gli studenti del Greppi, che la mattina successiva si sono presentati dal dirigente scolastico, professor Pelamatti, a chiedere spiegazioni.
Il preside si è subito attivato convocando un incontro all'ufficio scolastico provinciale, in programma il prossimo giovedì. In quella stessa data anche gli studenti si presenteranno nella sede lecchese per cercare di far valere le proprie ragioni.



''Questo liceo non ha mai avuto numeri di iscrizioni elevati - hanno proseguito gli studenti - ma c'è da dire che il classico è un corso di studi impegnativo e anche in altri istituti si è verificato un calo di questo tipo. Ci era stato garantito che avremmo comunque ultimato gli studi in questa scuola. Anche perchè la nostra classe ha già iniziato il triennio e cambiare a questo punto non ha proprio senso. Non esistono nella zona, scuole come la nostra e per alcuni di noi spostarsi a Lecco o Monza non è nemmeno possibile con i mezzi pubblici''.



I ragazzi hanno avviato una raccolta firme online che in soli due giorni ha raccolto più di 400 firme, numeri che caratterizzano anche il gruppo aperto su Facebook per fare conoscere a più persone possibili quello che sta accadendo. ''Siamo contenti perchè in questi giorni abbiamo ricevuto il sostegno di molti ragazzi di altre scuole che sono venuti a conoscenza della triste situazione che stiamo vivendo. Sappiamo che l'onorevole Codurelli del PD si è interessata al nostro problema e presenterà due interrogazioni in Parlamento''.



Presente ieri pomeriggio al Greppi anche la professoressa Rossella Gattinoni, docente del classico e una delle artefici dell'introduzione del corso nel plesso monticellese.
''Si tratta di una decisione presa senza considerare minimamente il danno didattico, affettivo e territoriale che essa provocherà. Non ci è stato dato il tempo necessario per valutare il progetto, che non arriverà neanche al quinquennio se la scelta sarà confermata. In sostanza è stato interrotto un lavoro nel suo pieno svolgimento''.



La docente ha spiegato i punti di forza che caratterizzano l'indirizzo classico al Greppi. ''Abbiamo fortemente voluto un corso potenziato nei settori della matematica e in quello linguistico, proprio per differenziare l'offerta da quelle già presenti. Non dimentichiamoci che nel 1974 quando fu fondata, questa scuola era stata pensata proprio come polo umanistico ma all'epoca le iscrizioni esigue non consentirono di avviare l'indirizzo classico. Il percorso didattico condotto in questi tre anni è stato serio e selettivo, abbiamo sempre raggiunto un numero di iscrizioni adeguato, ma purtroppo ci siamo dovuti scontrare con una decina tra riorientamenti e bocciature all'anno, che hanno abbassato i numeri. Non abbiamo fatto sconti a nessuno perchè abbiamo voluto mantenere un livello alto e la preparazione di questi studenti lo dimostra''.



Anche diversi genitori hanno accompagnato i figli fuori dai cancelli del Greppi nel pomeriggio di sabato. Un'occasione di confronto anche per loro. ''Siamo sconcertati - ci hanno detto - e troviamo che quello che è accaduto sia incommentabile. E' come se la scuola avesse rescisso un contratto senza preavviso. Lo Stato non può trattare così i nostri figli''. Numerosi i problemi che l'interruzione degli studi al Greppi causerebbe per i ragazzi. ''I libri sarebbero tutti da riacquistare. E chi ci rimborsa? E per quanto riguarda il trasporto molti dei nostri figli non riuscirebbero a raggiungere Monza o Lecco. Devono garantirci una continuità e noi ci batteremo per questo''.
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Gloria Crippa
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