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Scritto Sabato 02 luglio 2011 alle 16:19

Costa M.: 'gaffe' ministeriali agli esami e taglio dei precari. La denuncia dei docenti

Altre numerose criticità sono emerse nel corso dell’intervista rilasciata dalle docenti della scuola secondaria di primo grado di Costa Masnaga.
I problemi riscontrati dalle insegnanti durante l’anno sembrano infatti essersi acuiti con l’approssimarsi degli esami finali, come affermato dalle stesse Grebaz e Pozzi durante il nostro incontro.
“Durante l’anno il Miur ci ha sempre chiesto di garantire prove diversificate per i nostri studenti, in base alle loro problematicità e al loro livello di apprendimento. A fine anno però tutti gli studenti sono stati giudicati sulla base della mera media aritmetica dei singoli voti, indipendentemente dalla loro disabilità o dai loro problemi.
Anche in sede d’esame tutti gli studenti hanno dovuto affrontare la prova Invalsi (comune a tutte le scuole italiane), un vero inferno per un ragazzo dislessico.
Oltretutto il livello di difficoltà varia notevolmente di anno in anno: nel 2010 abbiamo assistito a una prova di grande difficoltà che ha inevitabilmente penalizzato i voti finali mentre quest’anno i voto sono stati più alti”.



Un problema, quello degli esami, che nelle scorse settimane ha investito lo stesso corpo docente alle prese con i complessi meccanismi di correzione delle prove e una clamorosa “svista” ministeriale sui criteri di valutazione delle risposte.
“Dopo esserci intrattenute sino a tarda notte per correggere gli scritti ci siamo rese conto che qualcosa non tornava. Alcuni alunni avevano riportato valutazioni di 10/10 pur avendo commesso diversi errori, altri 4/10 pur avendo dato molte risposte corrette.
La mattina successiva un fax del Miur ci ha invitato a ricorreggere le prove in quanto le griglie di valutazione da loro fornite non erano corrette. A quel punto abbiamo proposto di invalidare la prova, cosa che però ci è stata negata. Per il bene dei ragazzi, abbiamo quindi ricorretto i compiti. In qualità di insegnanti ci viene richiesta grande precisione, come dare credito a un Ministero che si concede queste “sviste” colossali?”.




vignetta realizzata dall'insegnante di arte Attilia Colzani, delle scuole medie di Costa Masnaga

Diverse le perplessità sollevate in relazione del prossimo anno scolastico, che si aprirà con diverse novità per gli insegnanti di ruolo cui saranno offerte ore aggiuntive oltre a quelle previste dalle cattedre. Il tutto, secondo le insegnanti masnaghesi, a discapito delle ore ricoperte dai “precari” della scuola.
“Non solo ci viene richiesto di colmare le lacune del Ministero. Ora dovremmo anche occupare le ore degli insegnanti precari svolgendo mansioni che esulano dalle nostre competenze – hanno proseguito le insegnanti Grebaz e Pozzi – agli insegnanti di ruolo hanno già annunciato un congelamento degli scatti fino al 2014. A partire da settembre ci verranno offerte dalle  3 alle 6 ore in più settimanali, regolarmente retribuite. Ciò porterà a un ennesimo taglio indiscriminato dei colleghi precari, già pesantemente provati. Una “tentazione” per molti insegnanti che da vent’anni lavorano per meno di 1.500 euro al mese ai quali si chiederà di andare contro la propria etica professionale per “compensare” il mancato aumento degli scatti congelati.
Di questo passo sarà la fine della scuola pubblica a favore delle sempre più numerose paritarie. Capiamo la crisi ma non è pensabile andare a tagliare su un settore fondamentale come quello della scuola. Di questo passo le scuole pubbliche continueranno a esistere soltanto per gli studenti immigrati con limitate disponibilità economiche, chi potrà si rivolgerà alle strutture private pagando le relative rette per avere un servizio migliore rispetto a quello che, in questo momento, si rischia di rovinare irreparabilmente nella scuola pubblica”.
Roberto Bonfatti
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