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Scritto Giovedì 04 agosto 2011 alle 15:47

Castello B.: ricorso al Tar della parrocchia sul sovrappasso. Sindaco: ''andiamo avanti''

"Non ho alcuna intenzione di fare un passo indietro di fronte alla sicurezza''. Così il sindaco Luigina De Capitani ha commentato la decisione della parrocchia di Castello Brianza di presentare ricorso al Tar contro il progetto del sovrappasso destinato a collegare il sagrato della chiesa di San Lorenzo alla scuola primaria di Via Dante. Un'opera dalla spesa prevista di 290 mila euro e finalizzata a risolvere le criticità del comparto, soggetto a problemi di visibilità per gli automobilisti che percorrono quella strada a causa della presenza di un dosso natura. Un intervento che si inserisce in un più ampio progetto di itinerari pedonali in grado di collegare i principali punti nevralgici del centro paese.
Un progetto al quale il parroco don Mauro Mascheroni, in qualità di responsabile della parrocchia e del terreno antistante il sagrato dove il ponte pedonale andrebbe a poggiare, si è sempre opposto, optando piuttosto per altre possibili soluzioni e definendolo "un'opera inutile, costosa e illogica in quanto andrebbe ad intaccare il sagrato che come noto è tutelato dalla Sovrintendenza". E di fronte al rifiuto della curia di cedere le aree, l'amministrazione comunale aveva deciso di avviare la procedura di esproprio. Di qui la decisione della parrocchia, annunciata questa settimana, di presentare ricorso. "Si tratta di un atto dovuto" ha spiegato don Mauro Mascheroni. "Tra comune e parrocchia esiste già una convenzione della durata di vent'anni e la cui scadenza è fissata nel 2029 che prevede l'utilizzo del sagrato della chiesa per finalità pubbliche. Pertanto procedere all'esproprio è a nostro avviso un controsenso". Non è invece dello stesso avviso il sindaco De Capitani, che ha individuato nello scavalco della SP54 una delle priorità dell'amministrazione per garantire la sicurezza dei cittadini in un punto del paese particolarmente pericoloso, anche in vista di una futura crescita demografica del paese, e che ha criticato la decisione di procedere per vie legali: "Forse sarebbe stato meglio sedersi al tavolino e discuterne. Di fronte alla sicurezza non faccio un passo indietro e l'obiettivo è quello di arrivare a una conclusione. Naturalmente la porta resta ancora aperta e siamo pronti a discutere di eventuali necessità della parrocchia. Finché i soldi continueranno ad essere spesi per ricorsi e controricorsi significa che non ci saranno risorse a disposizione per fare altro".
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