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Scritto Lunedì 29 agosto 2011 alle 18:24

Riduzione dei parlamentari e maggiore autonomia agli enti locali, le richieste Anci

La delegazione Anci Lombardia, presieduta da Attilio Fontana, registra con orgoglio il trionfo della manifestazione di protesta dei sindaci. Entusiasmo e convinzione hanno infatti portato più di un migliaio di sindaci a ritrovarsi nella mattinata di oggi presso il Pirellone per dire "No" ai tagli del Governo.
Unendosi al dissenso dei primi cittadini provenienti da tutta Italia, l'Anci ha così sottolineato la propria disponibilità a partecipare al risanamento della finanza pubblica per superare la crisi economica.

Attilio Fontana, numero uno di Anci Lombardia

"Siamo stufi di essere accomunati alla cosiddetta casta. Noi non abbiamo privilegi da difendere! Il nostro unico privilegio è quello di poter dare delle risposte ai nostri cittadini - ha affermato il presidente Fontana - Siamo stufi di vedere che gli sprechi dello Stato non vengono colpiti, e di subire le tante violazioni di norme che si perpetuano nei nostri confronti".
Un esempio portato da Fontana fa riferimento a Varese, il Comune del quale è sindaco, che per i costi della politica ha subito un'entità di tagli complessivamente superiore ai 900mila euro.

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Diverse le richieste avanzate dalla delegazione lombarda dell'Anci. Innanzitutto è stata ribadita l'importanza del federalismo fiscale, che non può essere però realizzato attraverso drastiche riduzioni delle risorse a disposizione degli enti locali. "Comuni più forti significano diritti più forti per tutti, maggiori investimenti e più efficienza" ha affermato il primo cittadino di Varese.
E' stato chiesto inoltre il dimezzamento del numero dei Parlamentari, maggiore autonomia per gli enti locali e la possibilità di utilizzare le risorse proprie dei Comuni per finanziare le imprese presenti sul territorio, al fine di dare maggiore respiro all'ecomia del Paese. "Il Governo non può costringerci a vendere le nostre aziende - ha infine ribadito Fontana - Le venderanno i Comuni perchè vorranno, ma non ci può venire imposto dal sistema centrale. Queste aziende rappresentano una risorsa per i cittadini".
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