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Scritto Lunedì 05 settembre 2011 alle 17:47

In tanti alla presentazione del libro per ricordare Vittorio Arrigoni, ''Gaza: restiamo umani''

Vittorio Arrigoni, bulciaghese, attivista per i diritti umani, è stato rapito e ucciso a Gaza nella notte tra il 14 e 15 aprile di quest'anno da un gruppo di jihadisti salafiti. La sua storia in Palestina è raccolta nel libro "Gaza: restiamo umani" (Ed.Manifestolibri), presentato sabato sera presso la libreria della Festa del Pd a Osnago. Presenti la madre di Vittorio, Egidia Beretta, sindaco di Bulciago, l'onorevole Lucia Codurelli, deputata del PD, l'assessore alla cultura del comune di Bulciago Raffaella Puricelli e Marco Besana, dell'associazione "No Mas".



Importante e partecipe la risposta del pubblico, tra cui numerosi bulciaghesi amici di Vittorio e della famiglia. "A Vittorio non piaceva farsi chiamare pacifista, - ha spiegato la madre nel suo intervento - preferiva di gran lunga definirsi attivista per i diritti umani. Vittorio non è andato in Palestina solo come giornalista, ma per un'istanza di verità e di giustizia che non poteva tenersi dentro. Vittorio sapeva che non può esserci pace dove non c'è giustizia, e l'ingiustizia lui l'ha voluta denunciare a piena voce, col suo blog 'Guerrilla Radio', l'unico organo di informazione che nelle terribili giornate dell'operazione 'Piombo Fuso' ha dato conto dell'uccisione di 1.300 palestinesi, nell'indifferenza - perpetuatasi oggi - degli organi di informazione ufficiali.



Anche in occasione della sua morte si è mancato di sottolineare l'importanza della sua opera giornalistica attraverso il blog. Mio figlio ha dedicato la sua esistenza alla promozione dei diritti civili. Era contro gli integralisti di Hamas. Era stato minacciato di morte da un sito di oltranzisti israeliani. Ha fatto da scudo umano ed è stato a fianco dei pescatori di Gaza, ha forzato con loro i blocchi navali israeliani che avrebbero impediti di dar da mangiare ai loro figli"
.

Egidia Beretta e Marco Besana di ''No Mas''

Nel suo sentito intervento l'onorevole Lucia Codurelli si è soffermata sull'importanza di mantenere viva la testimonianza giornalistica e umana di Vittorio Arrigoni, per contro assolutamente trascurata dal governo italiano: "In occasione della morte di Vittorio il comunicato ministeriale che abbiamo ricevuto è stato deludente. Pieno di cose già note, già scritte sui giornali. Da parte del governo non c'è stato alcun impegno per aiutare a chiarire la situazione. L'indifferenza per quanto accade a Gaza è sorprendente: vi sembra giusto che la primavera araba a cui stiamo assistendo non tocchi anche la Palestina? Eppure abbiamo in parlamento ben 150 deputati che hanno firmato per il 'NO' alla creazione di uno Stato palestinese. C'è un problema di informazione che vogliamo affrontare subito. La memoria di Vittorio Arrigoni non deve essere perduta. A questo proposito stiamo lavorando ad un incontro con Beppe Giulietti di Articolo21" .



Durante la serata l'amarezza per la scomparsa di Vittorio "Vik'' Arrigoni si è unita all'orrore per le immagini che la lettura dei suoi reportage da Gaza hanno evocato tra i presenti: corpi corrosi dal fosforo bianco, corpi di bambini - a centinaia - coperti da lenzuola, corpi dilaniati tra macerie fumanti.



Uno spettacolo apocalittico a cui Arrigoni ha assistito senza protezioni di alcun tipo, e la cui testimonianza diretta prova - insieme ad altre voci contemporanee del giornalismo di guerra - a scuotere l'altrettanto spaventosa indifferenza dell'opinione pubblica italiana ed europea.



Un vecchio apologo greco spiega che quando una grande disgrazia capita a noi ci troviamo a disperarci e chiederci "Ma è vita questa?", e che quando la stessa disgrazia capita ad altri il pensiero più comune è invece "Questa è la vita". In merito alla seconda considerazione Vittorio Arrigoni la pensava certo diversamente.
Massimo Colombo
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