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Scritto Mercoledì 21 settembre 2011 alle 14:11

Barzanò: sulla scuola dell'infanzia Primavera

Nei mesi passati non sono stati pochi i casi di cronaca che hanno occupato le pagine dei giornali e i servizi dei tg raccontandoci di asili dove i bambini venivano maltrattati o costretti ad ingoiare cibo scadente che rifiutavano.
E' ovvio che di fronte a questi casi una coppia di genitori con il problema di dove lasciare i figli durante l'orario lavorativo possa essere assalita da mille dubbi prima di decidere a chi affidare i propri cuccioli.
Credo personalmente che, pur senza giungere a questi esecrabili eccessi, ci siano anche altri tipi di scuole dell'infanzia che non facciano troppo bene ai nostri bambini, e sono quelle che io chiamo "baby autogrill": luoghi perfettamente puliti ed efficienti, con personale in gamba, ma dove i nostri piccoli vengono semplicemente parcheggiati la mattina, circondati per tutto il tempo di stupendi e vari giochi colorati, e lasciati così in attesa del ritorno dei genitori nel pomeriggio.
Ma molto argutamente Gilbert Keith Chesterton annotava in uno dei suoi scritti che "Non ci può essere un'educazione libera; perché se lasci libero un bambino non lo educherai affatto".
Allora non si può che essere lieti quando ci si trova a che fare (come è successo anche a me, in modo del tutto fortuito) con la scuola dell'infanzia "Primavera" di Barzanò, una struttura presente sul territorio da oltre trent'anni, ma che già da un lustro può offrire, oltre ai normali servizi di scuola materna, anche l'eccellente opportunità del "Micronido Primavera", per i bimbi dai 6 mesi ai tre anni.
Incontrando la vulcanica direttrice Patrizia Colombo, ci si accorge rapidamente non solo di avere di fronte una professionista che può vantare un'esperienza pedagogica trentennale, ma soprattutto una normale donna (moglie e madre di cinque figli) che riesce a ricordare tutti i volti e tutti i nomi dei bambini che frequentano sia la scuola dell'infanzia che il micronido da lei diretti!
E' fin da subito evidente che la preoccupazione di Patrizia non sia il semplice far passare del tempo ai bambini in attesa del ritorno dei genitori, ma quella di educare il cuore di questi piccoli uomini così come Dio l'ha fatto: continuare l'atteggiamento con cui Lui ha creato l'uomo di fronte a tutte le cose e nel rapporto con esse. Lo stupore, la chiave di tutto. Se osserviamo attentamente il modo di giocare di un bambino (prima che sia pervertito dalla playstation e dai giochi elettronici) non può sfuggirci il fatto che egli si accosta a un oggetto con una sorprendente serie di gesti, di movimenti, di sguardi. Egli compie veramente l'atto primordiale dell'affacciarsi sul mondo con meraviglia per scoprirne le meraviglie.
Sempre Chesterton ci ammoniva che "Il mondo perirà per mancanza di meraviglia, non di meraviglie!"
E' con questo stile che il micronido primavera si occupa dei nostri piccoli ometti, introducendoli in una realtà totale fatta di passato, presente e futuro; cercando di lasciare in loro inalterato questo sguardo di meraviglia sul mondo.
Passato, perché senza di esso non è possibile educare adeguatamente. Senza questa conoscenza del passato, della tradizione, il bambino cresce senza una vera e propria linea guida: non sa da dove viene! Ecco perché conviene privilegiare una ipotesi di lavoro basata sulla tradizione. Un modo di rapportarsi con le cose che se ha funzionato per i nostri bisnonni, nonni e genitori, perché non dovrebbe andar bene per loro? In nome di quale falso ed ingannevole modernismo? Per questo al "Primavera", nel pieno rispetto di tutte le sensibilità, ad esempio non si rinuncerà mai a festeggiare in modo adeguato il Santo Natale o la Pasqua di resurrezione.
Questo passato è però proponibile ai bambini se vissuto dentro un presente che ne spieghi le ragioni. O possiamo dirlo anche al contrario: una proposta di vita così corrispondente alle esigenze del cuore, dà ragione a tutta una tradizione che ci accompagna sicura alle nostre spalle durante il cammino della vita.
E infine il futuro, cioè l'educazione allo spirito critico verso le cose: non ripetere semplicemente quello che degli adulti ci dicono; ma, col tempo, divenire capaci di dare autonomamente una ragione ad ogni cosa.
Tutto questo Patrizia lo può fare grazie ai numerosi collaboratori che ha al suo fianco (al micronido con un ottimo rapporto di uno a cinque: due educatrici per dieci bambini), accuratamente scelti, sempre invitati a tenersi aggiornati ed a non considerare mai concluso il proprio lavoro.
Il più bel risultato di questo atteggiamento verso i bambini? Il fatto che sono proprio i piccoli che alla fine educano i grandi, sono loro che creano un luogo di incontro e di cultura anche per i genitori stessi!
Per i nostri figli, davvero passare una giornata così come al "Micronido Primavera" è qualcosa che li coinvolge e li introduce alla vita come niente altro. Non me ne vogliano i nonni, ma non c'è paragone!
Per informazioni: 039.956297
Un genitore
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