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Scritto Domenica 25 settembre 2011 alle 16:27

Inchiesta doping Torino: indagati un 18enne di Merate e due corridori di Sirtori e Rogeno

Ci sarebbero un giovanissimo meratese, promessa del ciclismo, un 51enne di Rogeno e un 46enne di Sirtori tra le persone coinvolte nell'inchiesta sul doping coordinata dai magistrati torinesi Raffaele Guariniello e Gianfranco Colace. Un'indagine che ha formulato ipotesi accusatorie a vario titolo, tra i 102 coinvolti e i 12 arrestati, che vanno dalle accuse di ricettazione alla frode sportiva. L'impianto dei magistrati si fonda anche su intercettazioni nella quali, tramite linguaggi in codice, venivano ordinati quantitativi di merce da piazzare sul mercato oppure da acquistare al dettaglio e su richiesta. I prodotti, in prevalenza anabolizzanti, venivano comperati all'estero con ordini online oppure, secondo quanto avrebbe appurato l'inchiesta, ci sarebbero state anche delle sottrazioni dalle strutture ospedaliere. 6mila le confezioni sinora sequestrate per un valore di 300mila euro.
Come dicevamo in questa inchiesta che ha un'eco nazionale, ci sono anche personaggi più o meno noti del nostro territorio.
Tra i nomi più conosciuti coinvolti, secondo quanto riporta il quotidiano "La provincia", c'è quello di Maurizio Spreafico, 46 anni residente a Sirtori, corridore professionista dal 1987 al 1989. C'è poi Alberto Panata, 51 anni di Rogeno, appartenente al team Breviario con alle spalle diversi successi nelle categorie amatoriali. E infine un 18enne di Merate, che corre per il team Pavan mountain bike.
A questi si aggiungono Andrea Oriana, 38enne, ex nuotatore della nazionale, sportivo conosciutissimo a Lecco per la sua militanza nella Canottieri e per i successi macinati uno dietro l'altro con una quindicina di titoli italiani, che ha fatto sapere tramite il suo legale di essere assolutamente estraneo ai reati a lui contestati. Infine non suona nuovo sia ai lecchesi che ai meratesi il nome di Andrea Diminutto, portiere nelle file delle due squadre.
L'inchiesta (che, lo ricordiamo, ha formulato solo capi di accusa che dovranno poi essere vagliati dalla magistratura giudicante) ha portato alla luce anche la storia di una madre che, pur di vedere la propria figlia 15enne gareggiare con successo in vasca, acquistava sostanze illecite dai pusher online. La donna lecchese, intercettata sia per le sue conversazioni telefoniche che per i suoi "traffici" in rete, è finita così nell'inchiesta dei magistrati di Torino.
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