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Scritto Lunedì 26 settembre 2011 alle 17:28

Alla Marcia della Pace Perugia - Assisi letto un ricordo di Vik Arrigoni, scritto dalla madre Egidia Beretta

Grande commozione domenica pomeriggio ad Assisi per il ricordo di Vittorio “Vik” Arrigoni, portato dalla madre Egidia Beretta e da una delegazione di sindaci lecchesi alla tradizionale Marcia della Pace che collega la cittadina umbra al capoluogo di Perugia.



i sindaci Mario Tentori (Barzago) e Antonio Colombo (Casatenovo) sul palco di Assisi

A prendere parte alla manifestazione, oltre ai sindaci del territorio, sono stati diversi rappresentanti della Tavola della Pace e del Comitato per la Pace e la Cooperazione tra i Popoli, partiti da Lecco con ben 12 pullman alla volta di Assisi.




Al termine della grande manifestazione di pace, capace di raccogliere ogni anno migliaia di adesioni di persone provenienti da ogni parte di Italia, i sindaci di Casatenovo e Barzago hanno letto dal palco centrale un messaggio scritto da Egidia Beretta a ricordo del figlio, ucciso nella Striscia di Gaza lo scorso 15 aprile.

http://www.casateonline.it/public/pub_immagini/2011/Aprile/Casateonline_Arrigoni11.jpg

Vittorio Arrigoni

Di seguito il messaggio di Egidia Beretta letto dal sindaco casatese Antonio Colombo alla Marcia Perugia – Assisi:

Alla Tavola della Pace
Perugia - in occasione della Marcia Perugia Assisi


Miei cari,
il riconoscimento che avete voluto dedicare a mio figlio, Vittorio Arrigoni, mi emoziona e mi riempie di gioia.
vittorio, come voi, ha cercato di promuovere la pace, i diritti umani, la solidarietà compiendo, con la sua vita, una scelta radicale ponendosi senza esitazioni dalla parte degli oppressi.
Non ha mai avuto incertezze su quale fosse la giusta strada da percorrere e ha continuato in quella sua direzione "ostinata e contraria" a testimoniare l’Umanità, a dimostrare che la vera solidarietà non è salottiera, ma è fatta di scelte coraggiose, difficili, ma che pur riescono facili se è dal profondo dell'anima che si nutre l’impellente bisogno di giustizia per i più deboli, per i perseguitati, per coloro che il mondo volutamente ignora.
Se vittorio non ha mai esitato di fronte all'ingiustizia a porsi come scudo, a dividere pane e pericoli con i pescatori e i contadini, ad accompagnare i paramedici sulle ambulanze sotto il tiro dei cecchini, in quella prigione a cielo aperto che è la Striscia di Gaza, è perché sentiva fortissimo questo bisogno e mai l’avrebbe tradito o ignorato, pur avendo anche messo in conto di poter dare la vita, ben sapendo che della pace, come spesso ci dicevamo nel nostro discorrere, la giustizia è “madre e sorella”.
E ha lasciato, a chi ha orecchie per ascoltare e cuore per intendere, l’invito pressante a Restare Umani.
Vi ringrazio dal profondo del cuore, con Ettore e Alessandra.

Egidia Beretta
Bulciago 25 settembre 2011
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