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Scritto Giovedì 13 ottobre 2011 alle 22:03

Ello, Colle B.: corsa di moto del S.Genesio, critiche per i permessi concessi dai sindaci


Domenica 9 Ottobre si è svolto il 1° Trofeo Monte di Brianza. Fin qui tutto bene, se non si trattasse, come recita la locandina, di una gara di regolarità di moto d’epoca. Come Comitato Parco Locale del Monte di Brianza avremmo preferito non doverci occupare di questo genere di cose ma, visto la nostra posizione in merito, non possiamo esimerci dall’intervenire e segnalare, quantomeno, alcune osservazioni. Le prime di carattere tecnico. Per chi fosse poco pratico di queste cose per enduro si intendono moto adatte a terreno misto. E tra questo appunto quello di sentieri, sterrati e strade agro-silvo-pastorali. Infatti il percorso della gara prevedeva, nei suoi circa 25 km di sviluppo, anche il transito su queste ultime tipologie di terreno. Nella proposta iniziale - che la Comunità Montana negando l’autorizzazione deve aver valutato ” indecente” - era previsto il transito anche su sentieri. E’ doveroso ricordare che il transito di mezzi motorizzati, e di conseguenza la pratica del moto cross o enduro che dir si voglia, su sentieri, strade forestali e in bosco, sono attività proibite dalla L.R. 31 del 05-12-2008. Perché  dunque rischiare di incentivare una attività che per la collina del Monte di Brianza rappresenta già una vera e propria piaga? Invitiamo chiunque a recarsi, possibilmente la domenica o il sabato, nella zona compresa tra Consonno, monte Regina, Figina e Colle Brianza per rendersi conto di persona! Perché far passare moto su sentieri o sterrati già mal ridotti a causa di degrado, smottamenti, frane e appunto moto? A tal proposito Vi invitiamo a seguire le varie squadre di volontari che si occupano della manutenzione dei sentieri, per rendersi conto di persona degli effetti devastanti di questa pratica. La gara ha potuto svolgersi - anche se ridimensionata nel percorso - solo grazie alle competenze comunali per quanto riguarda il transito su strade agro-silvo-forestali. Ma veniamo all’aspetto che più ci preme: quello dell’opportunità. Era proprio necessario? Ne sentivamo la mancanza? Manifestazione che, negli intenti degli organizzatori, avrebbe dovuto raccogliere fondi per il restauro di parti di un complesso storico e religioso del paese. Finalità più che nobili  e che naturalmente sottoscriviamo in pieno ma che però finiscono per cozzare tra di loro. Infatti ci rimane incomprensibile come si possa, ancora una volta, sacrificare l’ambiente e il territorio. Il paradosso è evidente. Per salvare storia e cultura si devasta ambiente e cultura. Perché è così che noi vediamo  e viviamo il territorio e l’ambiente. Come una parte irrinunciabile di quel grande concetto molto più ampio chiamato cultura senza della quale non si può produrre tutela e conservazione. In aggiunta ci stiamo chiedendo il perché una scelta così “stravagante”. O meglio incomprensibile. Perché non una serata con musica, salamelle e polenta? Funziona sempre. Infatti rappresenta il modo più facile per raccogliere fondi. Così sono state restaurate chiese, costruiti asili e altro ancora. Perché non una camminata per i sentieri, decisamente più eco-compatibile ed in sintonia col territorio? Perché proprio un raduno di Moto? Non ci resta che, rammaricati, ringraziare per una tranquilla domenica di paura e di frastuono. Infatti dopo aver speso tante energie per segnalare il percorso ai partecipanti la gara, non è stato visto nemmeno un cartello ( vengono posti anche per gare podistiche! ) che avvertisse del passaggio di motociclette sui percorsi utilizzati anche da molti escursionisti, con incontri ravvicinati e non certo privi di qualche pericolo, come ci è stato segnalato da più parti. Singolare anche come qualche tempo fa furono chiamate le Guardie Ecologiche della Valle S. Martino per porre rimedio allo scorrazzare, proibito, di moto da cross in quel del S. Genesio e come invece domenica ne siano passate decine e decine, più volte…..legalizzate!


Comitato Parco Locale del Monte di Brianza

La prima, vibrante protesta per l'evento motoristico del San Genesio è arrivata proprio dal Comitato del PLIS Monte di Brianza, in prima linea negli ultimi anni per la tutela e la conservazione dell'ambiente naturale locale.
A ruota sembra che diversi cittadini, nella giornata di lunedì, si sono recati presso gli uffici municipali di Ello e Colle Brianza per protestare nei confronti della presenza delle due ruote, facilmente incontrabili nella giornata di domenica a "rombare" lungo i sentieri percorsi da famiglie alla ricerca della pace e della tranquillità dei boschi.
A organizzare il primo trofeo motoristico del San Genesio è stata l'associazione "Chiesa dei SS. Giacomo e Filippo ONLUS", promotrice della manifestazione con il nobile fine di reperire finanziamenti per il restauro dell'omonima e amata chiesetta del paese.
Un fine nobile ma altrettanto opinabile per il Comitato del PLIS, per il quale il paradosso sarebbe lampante: "per salvare storia e cultura si devasta ambiente e cultura".
Dubbiosa sull'effettiva utilità dell'evento il sindaco di Ello Elena Zambetti: "indubbiamente le moto hanno rovinato i sentieri. Appena ricevuta la richiesta per autorizzare la competizione, ho stabilito di inibire il transito delle moto sui sentieri riservando alle motociclette le sole strade asfaltate e i terreni di proprietà privata. Inizialmente il giro avrebbe dovuto svilupparsi su un anello più ampio, ma a fronte del diniego presentato dalla Comunità Montana e dalla Provincia gli organizzatori hanno dovuto restringere il tracciato. Lungo le strade di Ello era presente il personale dell'associazione, mentre a Marconaga ho personalmente controllato che le moto non interferissero con il centro abitato. Sicuramente il rumore è stato fastidioso per i residenti e per chi si è recato in paese alla ricerca di tranquillità. Probabilmente sarà la prima e l'ultima volta che organizziamo un evento di tal genere: sono del parere che sui sentieri le moto non debbano circolare, con o senza autorizzazioni".
Nel frattempo in paese c'è già chi pensa a "rispondere" all'evento motoristico con una manifestazione di tenore opposto, una passeggiata lungo gli stessi sentieri percorsi dalle moto sino al laghetto di Cogoredo.
Sentieri aperti alle moto invece nella vicina Colle Brianza, interessata domenica da una vera e propria giornata "mondana" con l'accavallarsi del trofeo motociclistico, la festa di San Donnino e il raduno delle guardie ecologiche e dei camminatori del "Sentierone" al San Genesio.
"Prima di rilasciare l'autorizzazione ho voluto firmare una convenzione con l'associazione dei SS. Giacomo e Filippo affinchè provvedano alla manutenzione dei sentieri rovinati dalle moto entro 30 giorni dalla gara - ci ha spiegato il sindaco di Colle Brianza Marco Manzoni, più cauto nel descrivere i "danni" provocati dai centauri - nella giornata di domenica ho personalmente effettuato un passaggio al San Genesio ma i sentieri non mi sembravano così distrutti. Sarà mia premura nei prossimi giorni effettuare un ulteriore sopralluogo e, nel caso, farli prontamente sistemare da chi di dovere. Per quanto concerne la segnaletica, i volontari dell'associazione avevano il compito di segnalare tramite cartelli lo svolgimento della manifestazione. Sotto il profilo ambientale mi hanno detto di non aver registrato particolari problematicità, anche perché risultavano in regola con tutta la documentazione ambientale necessaria".


R.B.
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