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Scritto Venerdì 04 novembre 2011 alle 18:47

 Lario Reti convoca la stampa dopo averla messa alla porta per offrire la propria versione del progetto di riassetto del Gruppo

Via libera allo spin off di Lario Reti Holding. Ieri sera l'assemblea dei soci ha dato ufficialmente mandato al CdA di procedere al riassetto del gruppo secondo il modello denominato "Spin off 2012". Una soluzione che prevede la strutturazione di Lario Reti in una holding operativa e in tre distinte società di scopo: Acel Service (vendita di gas ed energia), Reti Gas e Idroservice. E questa mattina, avendo lasciato la stampa fuori dalla porta, i vertici di Lario reti Holding si sono sentiti in dovere di convocare una conferenza per offrire ai giornalisti la loro visione del tema.
Un percorso avviato già a settembre dell'anno scorso allorché l'autority aveva chiesto al gruppo una ristrutturazione relativamente al settore gas mediante la creazione di un'unica società di scopo che non avesse contatti con la rete di vendita del gas di Acel. Ma nel riassetto generale è finito per incappare anche il settore idrico.

Vittorio Proserpio

Al termine dell'illustrazione dei possibili modelli di ristrutturazione il sindaco di Lecco Virginio Brivio ha presentato una mozione controfirmata da Carlo Signorelli proponendo di dare mandato al CdA per procedere al riassetto secondo il modello 1 di spin off, che prevede la creazione di una società di scopo non solo per il gas ma anche relativamente al servizio idrico (Idroservice) dotata tuttavia di modalità di controllo analogo per potersi eventualmente proporre in futuro come gestore in house.
"La società non era chiamata a scegliere il modello idrico di tutta la Provincia (cosa che spetterà all'Ato) bensì aveva la necessità di riassestarsi per adeguarsi alle norme, soprattutto nel settore gas"
ha spiegato Brivio. "In questo contesto si è deciso di creare contestualmente anche una società apposita a cui affidare eventualmente in futuro l'intero servizio idrico della provincia. Holding e Idroservice dovranno quindi dotarsi di uno statuto che consenta modalità di controllo analogo al fine di consentire (qualora l'Ato decidesse di optare per questa soluzione) l'eventuale candidatura per il ruolo di gestore in modalità "in house".

Da sinistra Virginio Brivio, Luciano Tovazzi e Carlo Signorelli

Secondo l'assessore provinciale Carlo Signorelli, in seno all'Ato vi sarebbe infatti l'orientamento unanime di proseguire in futuro con la gestione in house (ove ci siano condizioni giuridiche ed economiche adeguate) ma ad oggi non ci sarebbe un soggetto adeguato per questo tipo di affidamento: "Siamo felici che ci sia una ristrutturazione in atto. Se dovessimo procedere oggi con l'in house di fatto non avremmo un interlocutore: Idrolario non ha al suo interno tutte le capacità necessarie e LRH non è idonea per quelle particolarità che oggi si vanno chiarendo".
I sindaci soci, che hanno approvato a larga maggioranza la mozione, hanno tuttavia sottolineato due aspetti importanti, innanzitutto ribadendo che nella Holding non potranno entrare i privati e in secondo luogo chiedendo una verifica affinché il riassetto possa un domani essere compatibile con l'affidamento in house. A questo punto verrà indetta una nuova assemblea per la presentazione dei nuovi statuti oltre che del piano industriale.


In ogni caso, come ribadito dal sindaco di Lecco, "la scelta programmatica del modello gestionale dovrà essere fatta in sede di ATO (in cui vige il voto per testa e non per quote) per fare in modo di trovare soluzioni che siano compatibili con i risultati referendari in primo luogo e che abbiano elementi di forza economica e efficienza del servizio".
Se infatti in LRH è in corso una ristrutturazione, non si può certo dire che per quanto riguarda l'Ato non siano in corso nuovi assestamenti. Entro il 31 ottobre 2012 (scadenza del periodo transitorio), l'Ato dovrà infatti compiere una scelta importante affidando il servizio per i prossimi 10 anni. E non sono pochi gli ostacoli sul percorso, soprattutto dopo che una norma statale ha deciso di abolire gli Ato demandando alle regioni il compito di attribuire il potere ad altri soggetti. In Lombardia saranno le Province ad occuparsene ma con la clausola di costituire un'azienda speciale. "L'amministrazione provinciale ha già iniziato questo iter che terminerà nei prossimi due mesi e che prevede l'istituzione di un'azienda speciale e di una nuova conferenza dei sindaci con un presidente e demandata a fornire pareri" ha spiegato Signorelli. "I sindaci hanno già espresso l'idea che per l'anno successivo all'affidamento restino invariate le tariffe (il Piano d'Ambito prevedeva invece un incremento del 5%) quindi stiamo pianificando gli investimenti per mantenere questo impegno''.
La partita quindi secondo i sindaci è ancora tutta da giocare. L'Ato ha richiesto che vi sia un approfondimento sui modelli in ordine alla praticabilità di un affidamento in house, e a breve sarà istituito un tavolo tecnico e giuridico per verificarne la fattibilità.

ESITO DI VOTAZIONE DELLA MOZIONE:

46 comuni soci presenti (pari al 74,74%)

Favorevoli: 73,45%

Astenuti: 1,29%

Contrari: 0,00%

Marta Mazzolari
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