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Scritto Lunedì 07 novembre 2011 alle 08:22

I Comuni del casatese e dell'oggionese celebrano la ricorrenza del 4 Novembre. Tutte le foto e i video degli eventi sul territorio

I sindaci e le amministrazioni comunali di gran parte dei comuni del casatese e dell'oggionese hanno voluto celebrare domenica mattina la festa del 4 Novembre, data importante per la storia del nostro paese, segno della fine del primo conflitto mondiale.
Il 4 Novembre simboleggia anche la conquista dell'unità e dell'indipendenza della nostra nazione. Contestualmente si celebra anche la Festa delle Forze Armate, istituita in memoria dei settecentomila soldati che persero la vita combattendo nel primo conflitto mondiale. Lo sforzo di tutti i giovani impegnati nella guerra trovò poi pieno compimento solo con la Costituzione della Repubblica, carta fondamentale simbolo di libertà e democrazia.
Ecco le immagini delle celebrazioni in alcuni dei comuni del casatese e dell'oggionese:


ANNONE



Domenica mattina anche Annone ha ricordato i caduti durante la Grande Guerra. Intorno alle 9,45, decine di cittadini si sono ritrovati presso il centro degli alpini.



Da lì è partita una piccola processione diretta in parrocchia. Le autorità civili e militari, gli alpini, il Corpo Musicale di Annone Brianza con i suoi musicisti, ''ragazze pon pon'' e majorettes dai colori della bandiera italiana, i volontari della Protezione Civile e i cittadini, hanno preso posto per assistere alla celebrazione della messa.


Al termine della liturgia, spazio al corteo verso il monumento ai caduti poco distante, con la deposizione della corona di alloro e il discorso del sindaco Carlo Colombo.


BARZAGO
Al termine della messa delle 10.30, ha avuto luogo a Barzago la cerimonia per onorare i caduti del conflitto mondiale.



Ad aprire il corteo dall'oratorio sino al Monumento dei Caduti sono stati i bambini della scuola primaria, che hanno letto alcune riflessioni di fronte al Gruppo Alpini e ai cittadini che sono intervenuti alla manifestazione.



Presso il monumento è stata quindi deposta corona d'alloro. Il sindaco Mario Tentori ha poi ricordato l'importanza di questa ricorrenza. "Ognuno di noi è chiamato, ciascuno con le proprie capacità, ad impegnarsi per ricostruire un' Italia unita come quella per cui i nostri caduti si sono sacrificati" ha così affermato il primo cittadino.



Il corteo si è poi ricomposto traferendosi al cimitero, dove il parroco don Fabrizio Crotta ha impartito la benedizione di fronte a tutti i presenti.


BOSISIO PARINI
C'erano anche il sindaco di Rogeno Antonio Martone e l'assessore al territorio Gianluca Bezzi in rappresentanza dell'amministrazione provinciale di Lecco alla celebrazione della Festa dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate tenutasi domenica mattina a Bosisio Parini.

Fotoservizio a cura di Sonia Videofotografica - Bosisio Parini

Un 4 novembre all'insegna dell'unità quello bosisiese, non soltanto con il resto del territorio ma anche all'interno del paese, che ha visto la presenza di tutte le forze politiche locali, rappresentate dal sindaco Giuseppe Borgonovo e dai due capogruppi di minoranza Gianni Binda e Walter Gaiardoni.


Le celebrazioni si sono aperte questa mattina alle 9.15 in piazza Parini alla presenza delle autorità civili, delle Associazioni Combattenti e Reduci di Bosisio e Rogeno, della Croce Verde di Bosisio e del Gruppo Protezione Civile nonché dei ragazzi delle scuole e di tutta la cittadinanza.
Il corteo si è quindi diretto verso il Monumento ai Caduti di Piazza Vittoria dove ha avuto luogo la posa della corona di fiori in omaggio ai caduti e ha quindi raggiunto la chiesa parrocchiale per la celebrazione della Santa Messa presieduta dal parroco don Giuseppe Farioli.


Al termine della funzione liturgica la messa è quindi proseguita nel suggestivo scenario della cripta della chiesa di Sant'Anna che oggi custodisce il fonte battesimale in cui venne battezzato il poeta Giuseppe Parini.
La cerimonia si è aperta con un minuto di rispettoso silenzio e cordoglio per i drammatici eventi che nelle ultime ore hanno gravemente colpito la città di Genova e i suoi dintorni.


Quindi ha avuto luogo il saluto delle autorità e la commemorazione dei caduti di tutte le guerre, che il sindaco di Bosisio Giuseppe Borgonovo ha voluto celebrare ricordando colui che ne fu la vittima più giovane: Giulio Emilio Ratti, morto durante la Prima Guerra Mondiale all'età di soli 18 anni.


"Luigi Emilio Ratti morì all'età di soli 18 anni al termine di una lunga agonia" ha esordito il primo cittadino. "Dopo otto giorni di tremenda sofferenza morì per asfissia dopo aver contratto la broncopolmonite. Una tragedia che colpì doppiamente la sua famiglia: l'esercito non gli riconobbe la morte in servizio e quindi la pensione. Sua madre disse che per lei fu come se il figlio fosse morto una seconda volta. L'invito è a ricordarci dei nostri caduti, dimenticarli sarebbe come ucciderli una seconda volta".


Un ricordo che l'amministrazione di Bosisio ha deciso di perpetuare con un gesto simbolico: il sindaco Borgonovo ha scritto al sindaco di Candia Lomellina, nel cui ospedale morì Luigi Emilio Ratti, per verificare se i resti del milite siano ancora lì custoditi con l'intenzione di riportarne a casa le spoglie.


Un diciottenne di Bosisio ha quindi ricordato i nomi di tutti i caduti di Bosisio seguito da un personale ricordo da parte degli studenti di terza media. Il corteo ha quindi raggiunto il cimitero locale per la deposizione della corona di alloro al monumento ai caduti.


La commemorazione del 4 novembre si è conclusa con un sentito ringraziamento espresso dal sindaco Borgonovo "a tutti gli intervenuti e in particolare all'assessore Walter Stucchi per l'impegno profuso e per la perfetta organizzazione della cerimonia".

DOLZAGO


Tanta gente domenica mattina a Dolzago per celebrare la ricorrenza del 4 novembre. La comunità si è infatti raccolta per commemorare i caduti di tutte le guerre in occasione della Festa dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate inserita quest'anno nei più ampi festeggiamenti del 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia.

La cerimonia si è aperta alle 10.30 con la celebrazione della messa presso il tendone dell'oratorio parrocchiale alla presenza delle autorità, dei membri dell'amministrazione comunale, del Gruppo Alpini, dei bambini dell'asilo e degli alunni della scuola primaria e di tutta la cittadinanza.

Al termine della funzione eucaristica il corteo, accompagnato dal Corpo Musicale Santa Cecilia di Sirone, si è mosso in direzione del Parco Alpini per la cerimonia di alzabandiera e la deposizione della corona di fiori presso il Monumento degli Alpini.

Da qui si è quindi diretto al Monumento dei Caduti Dolzaghesi per porgere omaggio ai militari caduti di tutte le guerre con la deposizione della corona di fiori.

Qui i bambini della scuola dell'infanzia hanno cantato l'inno nazionale.

"L'Italia è attualmente impegnata all'esterno in diverse missioni di pace, oggi vorrei cogliere l'occasione per ricordare tutti i militari che hanno perso la vita nel corso di queste missioni" ha esordito il sindaco Adelio Isella."Indipendenza e libertà sono conquiste straordinarie che vanno difese tutti i giorni. Quest'anno ricorre il 150esimo dell'Unità d'Italia e non a caso i nostri padri costituenti hanno inserito il tricolore nella costituzione, vessillo di libertà e di un popolo unito".

"Vorrei che in ogni casa sventolasse un tricolore" ha quindi proseguito "per dimostrare che ci crediamo in questa nostra Italia. Grazie a tutti per essere qui oggi, la vostra presenza pone argine a quel percettibile regresso civico in cui stiamo cadendo. Il mio augurio è che il sacrificio di molti sia di sprono al Governo affinché si impegni a superare questo momento di incertezza e di difficoltà che sta pericolosamente minando la coesione sociale".

 

Gli alunni delle scuole elementari si sono quindi impegnati nella recita di una poesia in omaggio alla pace. La cerimonia si è quindi conclusa con un piccolo rinfresco offerto a tutti i partecipanti presso la palestra delle scuole.

MISSAGLIA
La celebrazione per il 4 Novembre a Missaglia ha preso il via alle ore 8.45 dal monumento dei caduti di Lomaniga con la posa di una corona commemorativa, per poi proseguire a Missagliola e Contra. Alle ore 9.30 ci si è trovati di fronte al monumento dei caduti a Maresso dove poi è stata celebrata la messa. 


Presenti il Sindaco Rosagnese Casiraghi con alcuni assessori, il parroco Don Albino Mandelli, gli alpini, i rappresentanti di Carabinieri e la Polizia Locale.


"E' una ricorrenza molto importante per ricordare tutti i caduti. E' significativo ricordare ogni loro nome: chi è morto sul campo, chi ne paga tutt'ora le conseguenze e le famiglie che a loro volta soffrono. La guerra è una cosa terribile, dovremmo aprire i nostri cuori alla pace, al rispetto reciproco e all'amore e utilizzare l'intelligenza e l'amore verso il prossimo per evitare queste immense tragedie che portano solamente grande dolore. L'occasione ci permette anche di ricordare le vittime e i connazionali colpiti dall'alluvione in Liguria e Toscana" ha dichiarato il primo cittadino Rosagnese Casiraghi.


A seguire le parole e le preghiere di Don Albino Mandelli: "Queste occasioni possono essere un punto di partenza per una riflessione più ampia. Come ha suggerito il Presidente della Repubblica è importante ricordare che il 4 novembre è stato un primo passo verso l'unità d'Italia. Preghiamo con le parole che ci ha insegnato Gesù, con quelle della Madre di Dio e infine recitiamo un eterno riposo per i nostri caduti nella speranza che tragedie del genere non si ripetano più".


Dopo la posa della corona di fiori, l'Inno d'Italia e l'alzabandiera, un piccolo corteo verso la chiesa di Maresso dove è stata celebrata la Messa.
Dopo la celebrazione religiosa la commemorazione è proseguita al monumento dei caduti di Missaglia.

VIDEO

MONTICELLO
La manifestazione commemorativa di Monticello ha avuto inizio a Torrevilla con la messa celebrata da Don Carlo Ambrosoni.


Il sacerdote ha invitato i fedeli a riunirsi fuori dalla chiesa di fronte al monumento per i caduti per ricevere la benedizione.
Presenti anche il sindaco Luca Rigamonti, gli Alpini e la polizia locale.

 


"Leggendo sui libri di scuola il 4 novembre è ricordato come la Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate. Durante il conflitto mondiale hanno perso la vita 689.000 persone: uomini che hanno sacrificato la loro vita per un ideale. La guerra infatti non fa ne vinti ne vincitori ma solamente morti e sofferenza. Citerei anche la frase di un grande uomo: John Fitzgerald Kennedy che afferma che l'umanità deve porre fine alle guerre o saranno le guerre a porre fine all'umanità" ha dichiarato il primo cittadino.


A seguire le preghiere e la benedizione di don Carlo.

OGGIONO
Domenica mattina entrambe le parrocchie di Oggiono hanno ricordato i loro caduti. Alle 9:00 le autorità civili e militari hanno reso omaggio ai combattenti deponendo la corona di alloro sul monumento ai caduti di largo San Francesco, a Imberido.

Le celebrazioni sono continuate dalle 9:30 in centro: una processione ha guidato le autorità e i cittadini dal Municipio alla chiesa di Santa Eufemia. Dopo la Santa Messa il corteo è ripartito dalla piazza della chiesa e, arricchito dai Firlinfeu vestiti "alla oggionese", è arrivato fino al cimitero, dove una prima corona di alloro è stata depositata in memoria dei caduti.

Il corteo è proseguito fino a piazza Manzoni, dove la banda del Corpo Musicale Marco d'Oggiono già aspettava schierata ai piedi del Monumento ai Caduti. Dopo la deposizione dell'ultima corona, il vicesindaco Giuseppina Gerosa ha letto il discorso preparato per l'occasione dal sindaco Roberto Ferrari, impossibilitato a presenziare la cerimonia.

Un discorso proiettato nei temi più caldi dell'attualità, aperto da una poesia di Diego Valeri. "Verrebbe da chiedersi come reagirebbero questi patrioti, se potessero, anche per un solo giorno, vedere cosa ne abbiamo fatto dell'Italia che hanno contribuito a formare sacrificando le loro vite.

Stiamo attraversando un momento difficile: non solo la crisi economica mondiale, non solo i paesi dall'altra parte del Mediterraneo, infiammati da sconvolgimenti che li hanno fatti uscire da dittature per portarli verso un futuro ancora non chiaro, ma anche le difficoltà economiche che ci accopagnano nella vita di tutti i giorni.


In questi momenti, sento di dover rendere omaggio alle nostre Forze Armate in particolare, perché ancora oggi sono impegnati su fronti esteri per garantire la pace mettendo a richio la propria vita. Viva le Forze Armate, e viva l'Italia".

NIBIONNO
La comunità nibionnese si è ritrovata domenica mattina alle 10 presso il cimitero di Tabiago, dove è stata deposta la corona d'alloro sulle tombe dei caduti durante la prima guerra mondiale. Il parroco don Luigi ha poi dato la benedizione.

Si è poi formato un corteo fino alla chiesa parrocchiale accompagnato dal corpo musicale "Giuseppe Verdi". Qui è stata celebrata la Messa nel giorno di Cristo Re. "In questa giornata vogliamo ricordare in modo particolare i caduti, che si sono sacrificati per la libertà ed il benessere dell'Italia" ha affermato il parroco.

Al termine della celebrazione, la processione si è spostata presso il Monumento dei Caduti in piazza del Municipio, dove il sindaco Claudio Usuelli ha ringraziato tutti coloro che sono intervenuti alla cerimonia.


"Dobbiamo onorare la memoria dei nostri concittadini morti in battaglia che hanno dato vita alla democrazia con il loro sacrificio" ha così affermato il primo cittadino. Presenti alla cerimonia anche il vicesindaco Giovanni Panzuti e l'assessore Roberto Gemetto.

E' seguito poi un rinfresco in sala consiliare.

SIRONE
Il tempo inclemente non ha frenato le commemorazioni in occasione del 4 novembre nel comune di Sirone. Oggi pomeriggio la comunità si è raccolta per celebrare la ricorrenza della Festa dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate.

Le celebrazioni si sono aperte oggi pomeriggio alle 14.30 con la recita dei Vespri presso la chiesa parrocchiale alla presenza delle autorità, dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, del Gruppo Alpini e Protezione Civile di Sirone nonché degli alunni della scuola primaria.

Al termine della funzione religiosa il corteo, accompagnato dal Corpo Musicale Santa Cecilia, ha raggiunto il monumento dei caduti dove ha avuto luogo la deposizione della corona di alloro.

Nel suo discorso commemorativo il sindaco Matteo Canali ha richiamato non soltanto la ricorrenza del 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia, ma anche il 90esimo anniversario della traslazione da Aquileia a Roma del feretro contenente la salma del Milite Ignoto, tumulata nel 1921 sotto la statua della Dea Roma, nel complesso monumentale del Vittoriano, in memoria dei tanti militari caduti in guerra e di cui non si conosce il nome o il luogo di sepoltura. Una ricorrenza celebrata quest'anno con il "Viaggio dell'Eroe", la riproposizione dello stesso percorso organizzato dal Ministero della Difesa e Ferrovie dello Stato.

"Novant'anni fa nella basilica di Aquileia la madre di un soldato il cui corpo non fu mai identificato scelse tra undici salme senza nome il milite ignoto da tumulare a Roma. Quel feretro percorse in treno 800 km da Aquileia a Roma tra centinaia di migliaia di persone. Quest'anno un treno ha ripercorso nuovamente lo stesso tragitto tra centinaia di migliaia di persone a dimostrazione che ancora oggi è vivo quel sano sentimento di unità nazionale così necessario in questo momento di crisi" ha esordito il primo cittadino.

"Solo con una coesione forte, non soltanto delle parti politiche ma anche di tutte le parti sociali, sarà infatti possibile uscire da questo momento di difficoltà".

Canali ha quindi ricordato non soltanto quei valori di "libertà, uguaglianza, pari dignità e diritto al lavoro" sanciti dalla costituzione, ma anche "i doveri, affinché ciascuno collabori al progresso della nostra nazione" lanciando un "richiamo alla partecipazione attiva e alla vita sociale, perché solo così potremmo onorare quelle persone che sono morte per noi e per fare dell'Italia un paese libero e democratico".

Il corteo ha quindi raggiunto il Monumento supplica alla pace in ricordo degli Alpini caduti in guerra per la deposizione della corona di fiori proseguendo quindi verso il cimitero comunale.

La cerimonia si è quindi conclusa presso la sede degli Alpini con la "burollata" finale.

VIGANO'

Venerdì 4 novembre alle ore 20.30 presso la chiesa parrocchiale si è tenuta una messa alla memoria dei caduti nel conflitto mondiale.


La cerimonia, alla presenza del sindaco Ghezzi e celebrata dal parroco don Enrico, ha visto la partecipazione degli Alpini di Missaglia. Al termine della messa, deposizione di una corona sul monumento ai caduti situato all'esterno della chiesa.

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