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Scritto Sabato 12 novembre 2011 alle 17:23

Tutela delle specie a rischio nel programma di ripopolamento ittico varato dalla Provincia

È stato approvato dalla giunta di Villa Locatelli il programma di ripopolamento ittico 2012 della Provincia di Lecco.
Un documento importante con il quale l’amministrazione intende regolare lo sviluppo e la riproduzione delle specie ittiche che popolano i laghi e i corsi d’acqua del territorio, sfruttando le opportunità offerte dal Centro Ittiogenico di Fiumelatte. Una struttura all’avanguardia che dal 2006 a oggi ha garantito all’intera Provincia un livello di indipendenza nel quantitativo di specie destinate a ripopolare i bacini del territorio, spesso minacciati da fattori ambientali e antropici.


Nel piano presentato per il 2012 sono previsti, oltre ai consueti interventi legati alle immissioni di nuova fauna ittica, strategie di miglioramento ambientale necessarie e favorire le cosiddette “pratiche ittiogeniche”, tecniche atte a favorire la riproduzione in ambiente naturale dell’ittiofauna.
A tale scopo la Provincia ha avanzato un programma di interventi finalizzato a tutelare le uova degli “avannotti”, diminuendo la competizione delle specie locali con quelle esotiche (vedi la presenza del pesce siluro nel fiume Adda) e migliorando la qualità degli habitat acquatici, avvalendosi delle più moderne tecniche di gestione delle popolazioni ittiche.
Per far fronte a tutte le operazioni previste dal programma, la giunta ha stanziato la somma complessiva di 171.400 euro.



un esemplare di trota fario
 
Per quanto riguarda i torrenti, l’intervento più oneroso sarà rappresentato dai ripopolamenti di trote fario.
Per l’anno 2012 i tecnici del settore Ambiente della Provincia hanno preventivato di immettere nei corsi d’acqua lecchesi un totale di 14.000 esemplari di questa specie, un dato nettamente inferiore rispetto a quanto effettuato negli ultimi anni – 23.100 immissioni nel 2011, 16.700 nel 2010.





riepilgo delle immissioni previste nel 2012

Un netto ridimensionamento dovuto all’alta capacità riproduttiva dei soggetti già presenti nelle acque, più che sufficiente per compensare il prelievo effettuato dai pescatori: nell’ultimo decennio infatti a 158.000 immissioni hanno fatto seguito circa 71.500 catture opportunamente registrate sui “libretti del pescato” in dotazione ai pescatori, documenti utili ai fini del censimento degli esemplari di salmonidi esistenti in Provincia.






Ulteriori interventi sono stati programmati nella reintroduzione della trota lacustre (specie in via d’estinzione nel lago di Lecco), del Temolo (divenuto un’autentica rarità nei torrenti del territorio), dell’anguilla, dello storione e del luccio.
Prevista anche la realizzazione di diverse opere, quali la creazione di impianti artificiali di frega (pensati per favorire la deposizione delle uova delle specie maggiormente a rischio, come l’alborella), legnaie, interventi di dissuasione del cormorano e del pesce siluro (principali predatori di molte specie ittiche).
R.B.
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