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Scritto Giovedì 15 dicembre 2011 alle 10:28

Lrh assemblee aperte: lo strano concetto di ''trasparenza'' di Brivio

All'auditorium Golfari di Galbiate l'estromissione della stampa dall'ultima assemblea dei soci di LRH è tornata a far parlare di sé. Come si ricorderà, lo scorso 3 novembre i giornalisti sono infatti stati espulsi dalla sala in virtù di quello status di "società pubblica ma di diritto privato" di Lario Reti che prevederebbe pertanto l'ingresso riservato esclusivamente ai soci.
Quello del tentativo di estromissione della stampa dalle assemblee di società al 100% pubbliche, del resto, è un copione andato in scena a più riprese già ben prima di quest'ultimo episodio, e al quale questa testata si è sempre fermamente opposta nella convinzione, come più volte ricordato dal direttore Claudio Brambilla, che Lario Reti Holding e Idrolario Srl saranno anche società di diritto privato ma al 100% dei Comuni e che pertanto ogni cittadino è possessore delle quote societarie, se è vero come è vero che il Comune è la sintesi istituzionale dei residenti.
A tornare sulla vicenda martedì sera (su sollecitazione del Comitato Acqua Pubblica) è stato il sindaco di Lecco Virginio Brivio che, richiamando il concetto di trasparenza, ha affermato: "In tutte le assemblee societarie non è previsto il diritto dei cittadini ad entrare, abbiamo aperto le porte ai membri del Comitato Acqua Pubblica in quanto non avevamo nulla da nascondere. Per quanto riguarda i giornalisti invece per una questione di trasparenza bisognava dirlo contemporaneamente a tutti gli operatori della stampa e non fare entrare solo quei pochi presenti. Se si decide di intraprendere questa strada bisogna farlo in maniera preventiva".
Il sindaco di Lecco dimentica di dire che numerose sono state le telefonate dei giornalisti che "preventivamente" avevano chiesto di poter entrare e alle quali è stato opposto un diniego in molti casi senza nemmeno menzionare il fatto che, volendo (e forse è proprio questo il punto) i soci avrebbero potuto mettere ai voti la proposta (come già avvenuto in passato e fatto per i membri del Comitato Acqua Pubblica) e optare per l'eventuale ingresso. Ma, prescindendo da questo aspetto, è quantomeno singolare che la "trasparenza" venga invocata per estromettere i giornalisti presenti in virtù di un diniego già espresso ad altri e non, viceversa, per estendere "preventivamente" la possibilità di ingresso a tutti i giornali, cosa che si sarebbe potuta tranquillamente fare già il 3 novembre scorso dato che il problema si era già posto a più riprese ed era facilmente prevedibile che si sarebbe ripresentato.
Ma, al di là delle polemiche, prenderemo il richiamo del sindaco Brivio al concetto di "trasparenza" come la garanzia che alla prossima assemblea di una società al 100% pubblica verrà garantita a tutta la stampa la possibilità di presenziare, affinché possa esercitare quella prerogativa che le è propria in ogni istituzione democratica, vale a dire la possibilità di trasmettere un'informazione corretta, plurale, libera e, al di là dei proclami, realmente "trasparente".
Marta Mazzolari
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