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Scritto Venerdì 16 dicembre 2011 alle 07:47

Stemmi comunali, tocca all'oggionese: nei 13 ''scudi'' richiami alla storia, al paesaggio naturale ma anche ai personaggi 'illustri'

Dopo le due puntate sugli stemmi dei comuni dei circondari di Merate e Casatenovo, dedichiamo questo servizio all'oggionese.
L'analisi dei cosidetti ''scudi'' rivela infatti degli elementi di forte richiamo al territorio e ai personaggi che vi hanno vissuto.
Di seguito quindi, proponiamo una carrellata degli stemmi dei 13 comuni dell'oggionese con la spiegazione del loro significato. Per comprenderlo ci siamo avvalsi ancora una volta delle informazioni contenute nei siti internet dei comuni, ma soprattutto nel volume ''Stemmario Lecchese'' di Foppoli e Mezzera realizzato nel 2005 in collaborazione con la Provincia di Lecco.
Anche nell'analisi degli ''scudi'' oggionesi si evince molto chiaramente come spesso le simbologie adottate siano molto simili fra loro.
E' fortemente presente, ad esempio, la figura di un castello o fortezza, come elemento di richiamo alla storia passata. Ne sono un esempio gli stemmi di Costa Masnaga, Rogeno, Sirone e Dolzago.
L'emblema di Annone riproduce invece gli elementi tipici del suo paesaggio: il suggestivo lago e sullo sfondo i monti lecchesi, mentre in altri casi ancora la simbologia dello stemma richiama personalità che hanno dato lustro ai comuni come Marco d'Oggiono, Giuseppe Parini o Andrea Appiani.
Ecco di seguito gli stemmi dei 13 comuni oggionesi:

 


ANNONE BRIANZA
Nello stemma del comune di Annone, adottato nel 1978, si combinano richiami paesaggistici e storici legati al territorio.
Nella parte inferiore dello stemma è raffigurato il paesaggio costituito dal lago di Annone e sullo sfondo le montagne lecchesi: il Cornizzolo, il Rai, i Corni di Canzo e Moregallo.
Nella parte superiore dello scudo invece, è ripreso lo stemma della nobile famiglia Annoni, originaria proprio di questi luoghi.

BOSISIO PARINI
Lo stemma, adottato con decreto del presidente della Repubblica nel 1990, è costituito da uno scudo ''inquartato'', ovvero diviso in quattro parti uguali. Nel primo quarto, in campo argento, è raffigurata una lira in nero, richiamo all'illustre concittadino Giuseppe Parini, poeta che visse in paese nel XVIII secolo.
Nel quarto ''quartiere'' dello scudo appaiono invece i tre pennelli del pittore, per celebrare la figura di Andrea Appiani che dimorò per un periodo della propria vita a Bosisio, dalla sorella Angelica.
Il secondo e il terzo quadro, entrambi su sfondo rosso, raffigurano invece i simboli della stella che significa ''azioni magnanime e fama'' e quattro ''bisanti'' che in araldica indicano la prosperità.

CESANA BRIANZA
Lo stemma fu adottato nel febbraio 1895 su progetto araldico dell'editore Vallardi ed esprime le origini romane e le tradizioni medioevali del paese. Il ''biscione visconteo'' raffigurato nell'emblema comunale allude forse al fatto che a Cesana l'arcivescovo Visconti, con decreto del 1585 aveva istituito il seminario di San Fermo, poi soppresso nel 1596 dal cardinal Borromeo.

COLLE BRIANZA
Il comune di Colle Brianza costituito nel 1927 unendo i soppressi comuni di Cagliano, Nava e Ravellino, deriva il suo nome dal fatto che comprende la zona più elevata della Brianza, che culmina con il monte San Genesio.
Il cosidetto ''interzato in fascia'' dello stemma comunale, adottato il 22 settembre 1963, vuole appunto ricordare simbolicamente questa ''unione''. Nel primo (Nava) si nota un antico castello, dove vennero rinvenuti avanzi di pitture del periodo giottesco, simili a quelle esistenti nella cappella di Teodolinda a Monza. Per Ravellino si può notare la cometa, simbolo di fama e chiarezza di nome, riferendosi allo storiografo Giuseppe Ripamonti nato proprio in paese che raccolse le testimonianze da Milano nel periodo della peste. Per Cagliano si ricorre ad una fontana zampillante acqua, per ricordare una sorgente di acqua solforosa fredda detta la Pirenta, che si dice fosse efficace per le malattie cutanee.

COSTA MASNAGA
Lo stemma viene raffigurato con torre e ruderi per richiamare la torre di Tregolo, attualmente ricompresa nel perimetro di Villa Beretta. Essa faceva parte di un antico castello, già in rovina nel 1964 e forse riconducibile alla dinastia dei Parravicini.
L'odierno comune di Costa Masnaga fu costituito con decreto del 7 gennaio 1870 mediante l'unione al maggiore comune di Tregolo, dei limitrofi Centemero e Brenno.

DOLZAGO
Lo stemma, concesso il 25 marzo 1998, rappresenta un torrione. E' il cosidetto ''castellaccio'' di Dolzago, di vaga origine romana, una probabile torre di segnalazione posta a guardia della piana circostante in corrispondenza del guado del torrente Gandaloglio. Un'altra esile torre si trova però anche in località Cogoredo, di origine medioevale.
Questa figura, rappresentata nello stemma comunale, simboleggia antichità, nobiltà, ma anche difesa e sorveglianza. La torre è sormontata da una ruota dentata a otto raggi e di ventiquattro denti d'oro, che allude al lavoro e al progresso tipici della gente di Dolzago e in generale della Brianza.

ELLO
Gli scaglioni (caprioli) d'argento su sfondo rosso e l'aquila nera in campo azzurro, sono le due figure simboliche rappresentate nello stemma di Ello, adottato con apposito decreto nel 1997. I primi richiamano gli emblemi presenti negli antichi stemmari lombardi, pertinenti alle famiglie ''De Ello'' e ''Redaelli''.

GARBAGNATE MONASTERO
Nello stemma comunale adottato il 2 maggio 1977 è raffigurata su sfondo argento, l'abside di una chiesetta romanica e, nell'angolo sinistro sono presenti una spiga di grano, una pannocchia di granoturco e una rosa rossa. La chiesetta romanica non simboleggia soltanto la storica presenza monastica da cui deriva il nome del paese, ma è anche la trasposizione della chiesa dei SS Nazaro e Celso. Durante i lavori di restauro all'interno della chiesetta è stato ritrovato il perimetro di una precedente chiesetta di epoca longobarda. Le figure delle spighe di granoturco e la rosa rinviano invece alla tradizione agricola del territorio di Garbagnate.

MOLTENO
Lo stemma del comune di Molteno è stato adottato con un decreto del presidente della Repubblica, il 12 gennaio 1954. Il ''fasciato d'argento e d'azzurro'' richiama lo stemma della nobile famiglia Molteno.

OGGIONO
Lo stemma comunale di Oggiono, adottato il 2 ottobre 1989, è diviso in due parti uguali: in quella superiore è raffigurata una tavolozza da pittore accollata a due pennelli incrociati. Nella parte inferiore, su sfondo azzurro, appaiono tre fascie ondate d'argento. La data del 1654 riportata al centro dello stemma si riferisce ad un episodio storico dal grande valore simbolico: la disinfeudazione del comune.
La tavolozza con i pennelli da pittore sono invece un richiamo a Marco D'Oggiono, discepolo lombardo di Leonardo da Vinci: personaggio di spicco e di grande risonanza nella storia oggionese. Infine le fascie ondate richiamano le caratteristiche del paesaggio, ovvero le onde del lago di Annone su cui si affaccia il territorio comunale.

ROGENO
Nello stemma del comune di Rogeno, risalente al 1956, è raffigurato un piccolo castello rosso, con una sola torre. L'attuale territorio comunale comprende anche la frazione di Casletto che un tempo costituiva un comune indipendente. Il castello, alluderebbe ad una costruzione che sarebbe esistita proprio nella località di Casletto. Il suddetto comune fu soppresso nel 1928.

SIRONE
Lo stemma fu concesso nel 1985, nella forma attuale, perchè una precedente versione sottoposta dal Podestà nel 1932 non fu accolta.
Nello scudo è raffigurata l'immagine di una torre diroccata, con il gheronato ridotto e semplificato nei colori rosso e argento. Essa richiama il ricordo del castello di Sirone, che sorgeva sulla collina che sovrasta il paese. Di questa costruzione si conservano ancora oggi tracce in alcuni muri a secco con massi di notevoli dimensioni e se ne ha attestazione già dalla fine del 1300.

SUELLO
Non potendo vantare particolari e rilevanti tradizioni o vicende storiche, nello stemma comunale, adottato nel 1960, sono raffigurati due simboli legati al lavoro e all'operosità del territorio: il bozzolo e le api. Con il primo si vuole richiamare la tradizione della coltivazione dei bachi da seta, esercitata tra il 700 e l'800 dai contadini di Suello e in generale, dell'intero territorio. Negli stemmi dele antiche famiglie nobili invece, il simbolo delle api richiama il diritto feudale sugli alveari boschivi, ma in altri casi viene legata all'attività dell'apicoltura. Nel caso di Suello sembra che la loro presenza richiami ''l'industria, l'artifizio e la fatica virtuosa''.
Ultima curiosità: dal 1927 al 1955 Suello aveva costituito con Cesana il comune di Cesello Brianza.

Gloria Crippa
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