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Scritto Mercoledì 28 dicembre 2011 alle 17:08

Contributo di 50.000 euro al Parco Lambro per migliorare l’habitat del Lago di Pusiano

Un finanziamento di 50.000 euro è stato concesso dalla Regione Lombardia al Parco Valle Lambro, per mettere in atto un articolato piano di interventi pensati per migliorare l’habitat acquatico e la fauna dei laghi di Pusiano e Alserio.
Particolarmente vasto l’elenco degli interventi in programma, uniti da un denominatore comune volto a proteggere il patrimonio ambientale e faunistico dei due laghi ricreandolo laddove inquinamento e interventi distruttivi hanno contribuito negli anni a rovinare lo “stato di salute” di queste zone suggestive.

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il lago di Pusiano

Ad assegnare i fondi al Parco Lambro è stata la Direzione generali Sistemi Verdi e Paesaggio della Regione, che ha collocato l’elaborato al secondo posto della “classifica” formata tra i 29 progetti pervenuti da tutte le province lombarde.
Cura delle sponde, dei fontanili e del sistema delle rogge le priorità di questo “piano per il ripristino della “naturalità” delle sponde e dell’alveo dei corsi d’acqua, con un particolare impegno per i fontanili delle località attorno a Erba, Eupilio e ai Comuni lecchesi del bacino. Non viene trascurato neppure l’habitat naturale che vive attorno al fiume: campi agricoli, boschi, prati e canneti e il sistema delle rogge hanno un occhio di riguardo all’interno del programma.

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“L’obiettivo finale – ha spiegato il presidente del Parco Lambro Emiliano Ronzoni – non è solo quello di tutelare l’ambiente naturale, dando vita a una sorta di “museo” ambientale. Ci teniamo invece che questo ambiente naturale “rinato” possa diventare di nuovo fruibile per la popolazione, come luogo di svago e di contatto con la natura. In particolare, pensiamo a valorizzare la pesca sportiva.
E’ un traguardo che ci rende orgogliosi. Il risultato dimostra non solo il valore dei nostri progetti di tutela dell’ambiente brianzolo, ma anche quello delle nostre risorse umane e tecniche”.

Particolare attenzione è stata riservata dal progetto alla tutela delle specie autoctone che contribuiscono a creare l’ambiente naturale dei laghi e delle aree umide circostanti, formate da un fitto reticolo di rogge a cavallo tra il territorio lecchese e quello comasco. Tra queste, un capitolo a parte è stato riservato al gambero d’acqua dolce – recentemente tornato a popolare i piccoli corsi d’acqua del territorio – e ai numerosi anfibi che popolano la zona.
R.B.
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