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Scritto Venerdì 30 dicembre 2011 alle 17:35

Bilancio anno 2011 e prospettive anno 2012. Nel nome di Gesù

Mirabile coincidenza: il passaggio da un anno all'altro (31 dicembre e 1 gennaio), nella Chiesa ambrosiana, viene celebrato con l'Ottava del Natale del Signore e più precisamente con il memoriale dell'assegnazione del nome di Gesù. «Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù» (dal Vangelo di Luca).         
Nessun nome è insignificante. Il nome indica l'identità di una persona, la sua verità profonda, la sua vocazione, la sua missione: l'essere unici e irrepetibili. Giuseppe ha il compito di assegnare il nome a quel Bambino nato a Betlemme e di innestarlo nella dinastia davidica.         
Gesù significa "Dio salva". Terminiamo perciò l'anno che sta per finire e iniziamo l'anno nuovo nel nome di Gesù. Ciò significa rivisitare l'anno 2011 nell'ottica di Cristo Salvatore. Tutte le crisi vanno lette e interpretate come "travaglio", come opportunità.  Senza la pretesa di essere esauriente evoco sinteticamente alcuni elementi: crisi economica, crisi morale e soprattutto crisi spirituale, che investono persone, famiglie, popoli e mondo intero... E poi: disuguaglianze tra ricchi e poveri, l'integralismo ideologico e religioso, le violenze di ogni genere che schiacciano gli esseri umani, i disastri naturali...         
Oltre a tutto questo, registriamo fermenti positivi di ogni genere: il risveglio dei paesi del nord Africa, l'indignazione maldestra ma significativa dei giovani... E poi: il martirio di tanti cristiani specialmente dei lecchesi Vittorio Arrigoni e P. Fausto Tentorio; la santità del popolo di Dio con l'indicazione del beato don Serafino Morazzone e del Santo don Luigi Guanella; una Chiesa ambrosiana in stato di conversione e di missione con il passaggio dal cardinale Tettamanzi al nuovo arcivescovo Angelo Scola.        
 Nel nome di Gesù iniziamo il nuovo anno 2012. Ciò significa, come scriveva l'apostolo Paolo ai Filippesi, «avere in noi gli stessi sentimenti di Gesù Cristo». Quando nella Bibbia si parla di "sentimenti" non si indica soltanto un'emozione, ma l'orientamento di tutta la nostra persona: mente, fantasia, cuore, libertà, volontà e determinazione. Siamo chiamati a seguire lo stile di Gesù Cristo: egli ci ha salvati orientandoci alla pienezza perché ha assunto pienamente la nostra umanità, condividendola fino al dono totale di se stesso.        
 A questo punto il nostro augurio per l'Anno nuovo è credibile se ciascuno di noi nella propria vocazione particolare vive lo stile di Gesù. Siamo chiamati a coniugare alcuni verbi  con coerenza e perseveranza: assumere, condividere e donare. C'è salvezza dell'umanità se ci lasciamo salvare da Gesù, corrispondendo a lui con gesti nuovi: vivere con sobrietà, eliminare i privilegi, ridurre le spese, investire nella ripresa, dare futuro alle nuove generazioni, esercitare una solidarietà intelligente e responsabilizzante, impegnarci per la giustizia e per la pace. In tale ottica accogliamo l'appello del papa Benedetto XVI per la 45° Giornata Mondiale della pace su "Educare i giovani alla giustizia e alla pace". Buon anno nel nome di Gesù!
                                                   
mons. Franco Cecchin prevosto di Lecco
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