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Scritto Lunedì 02 gennaio 2012 alle 16:29

Rogeno: dopo 18 mesi i risultati dei mangimi anticoncezionali Intere colonie di piccioni decimate, riproduzione ''scongiurata''

L'emergenza era stata lanciata un anno e mezzo fa dall'amministrazione comunale, trovatasi a dover fronteggiare un aumento incontrollato della popolazione di colombi e piccioni "residenti" sul territorio. Un problema non da poco, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, considerate le implicazioni che un sovraffollamento di questi volatili può avere tanto nelle aree urbane quanto in quelle rurali. Criticità igienico - sanitarie erano infatti state lamentate da numerosi cittadini residenti nei centri storici del paese, letteralmente imbrattati dalle feci di questi volatili che avevano invaso i sottotetti delle vecchie costruzioni eleggendole a propria "dimora". L'estesa nidificazione, favorita dall'abbondanza di spazi coperti tra le costruzioni, aveva successivamente provocato un'intensificazione della presenza di questi uccelli nelle aree agricole del paese, con conseguenti danni per agricoltori e allevatori.

Per arginare il fenomeno, come si ricorderà, l'amministrazione guidata dal sindaco Antonio Martone aveva deciso di ricorrere a una trovata tanto "bizzarra" quanto geniale: la somministrazione ai volatili di un nuovo mangime "anticoncezionale", studiato apposta per bloccarne la riproduzione e la conseguente crescita esponenziale. Dopo aver collocato per le vie e i tetti del paese grandi quantità di mangime per volatili, miscelato con le sostanze anticoncezionali, i tecnici dell'azienda incaricata dell'intervento avevano lasciato Rogeno con la speranza di riuscire effettivamente a contrastare l'aumento delle colonie di questi uccelli. A distanza di 18 mesi i risultati sono sotto agli occhi di tutti: esemplari "decimati", colonie tornate all'interno dei margini di tollerabilità, problemi pressoché azzerati in molte aree del paese. "Dopo aver proposto, in via sperimentale, l'intervento nell'estate del 2010, non abbiamo ritenuto opportuno di replicare l'operazione negli anni a venire - ci ha spiegato il sindaco Antonio Martone - non sappiamo dire con certezza se il ridimensionamento del numero di piccioni e colombi sia dovuto alla nostra campagna "anti fecondazione", quel che è sotto agli occhi di tutti è la reale diminuzione di questi animali che non costituiscono più un problema primario per la popolazione. Sicuramente la diminuzione è iniziata in concomitanza con questa singolare campagna".


La diminuzione all'interno delle colonie potrebbe inoltre essere dovuta alla campagna "parallela" di sensibilizzazione svolta dal Comune nei confronti della cittadinanza, informata sulle buone pratiche da attuare per non favorire la riproduzione dei volatili e la loro nidificazione all'interno delle aree private. Un esperimento positivo che, negli anni a venire, potrebbe essere assunto da esempio per porre un freno a questo fenomeno in molti paesi e città italiane, evitando di ricorrere all'eliminazione fisica degli esemplari o al loro trasferimento in altre zone.


Roberto Bonfatti
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