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Scritto Mercoledì 01 febbraio 2012 alle 14:02

Villa Greppi: sul nuovo CdA è necessario condividere i nuovi membri, affinchè si possano individuare le figure più adeguate

Davide Maggioni
Gentile redazione,
leggo i diversi interventi sul vostro giornale in merito al futuro di Villa Greppi e vorrei aggiungere le mie considerazioni. La prima doverosa considerazione è che in questi anni il Consiglio di Amministrazione ha lavorato bene, perseguendo al meglio le indicazioni contenute nelle linee guida approvate all’unanimità dall’Assemblea. Posso affermarlo serenamente, perché c’ero e ho informazioni di prima mano.
Alcuni membri in particolare si sono distinti nella loro azione anche negli ultimi mesi, nonostante una prospettiva temporale ridotta, figlia di rinnovi dovuti alle continue modifiche normative. Il Consiglio è attualmente formato da persone del territorio, per lo più con esperienza nelle Amministratori locali, che hanno portato avanti gli interessi del Consorzio: individui capaci, votati all’unanimità dall’Assemblea. Fino a ieri i vari Enti potevano indicare un proprio nominativo, in quanto lo statuto riservava i 7 posti in modo da garantire a tutti una rappresentanza: Presidenza e vicepresidenza a turno alle Provincie, due posti ai Comuni di Monza e Brianza, uno al Comune di Monticello, gli ultimi due rispettivamente ai Comuni del casatese con più e con meno di 4.000 abitanti. La lista così formata veniva poi votata da tutta l’Assemblea: in questo modo c’è sempre stata la garanzia che i vari posti, soprattutto quelli più di rilievo, Presidenza e vicepresidenza, fossero assegnati a persone condivise dalla maggior parte degli Enti, a tutela del Consorzio stesso.
Alla luce della riduzione del numero dei componenti a soli 5 rappresentanti è evidente come i vecchi equilibri non siano più validi. Con quale criterio individuare i nominativi? Chi ha più diritto?
Le Provincie, che contribuiscono maggiormente dal punto di vista economico? I Comuni, che sono i più numerosi? Chi si ritrova sul proprio territorio la sede del Consorzio? C’è chi invoca profili altissimi, scomodando professori universitari, e chi invece propone accordi trasversali pur di mantenere un posto.
Personalmente penso, e non ho mancato di ribadirlo in Assemblea, che la modalità corretta sia quella di condividere i nominativi: oggi è ancora più importante che nel passato: non vuol dire avere il diritto di veto, ma la garanzia di individuare delle persone ritenute adeguate. Scoprire i nomi, blindati, la sera della votazione non è una garanzia per nessuno ed è lecito chiedere di più rispetto a persone che sarebbero entrate per la prima volta nel Consorzio con il loro insediamento; la mancanza di chi si era distinto per la bontà del lavoro svolto fino a quel momento ha svelato come l’obiettivo fosse di “occupare le sedie” indipendentemente dagli interessi di Villa Greppi.
A questo punto è fondamentale un cambio di prospettiva:
- le Provincie sono sicuramente in grado di proporre nominativi di rilievo, arrivando ad una candidatura per la Presidenza autorevole, rinunciando a quella pervicacia che nemmeno ripetuti incontri a Lecco hanno potuto scalfire;
- i Comuni sapranno individuare sul territorio persone di qualità, come in passato, che hanno indubbiamente contribuito al bene del Consorzio;
- il Comune di Monticello potrà riconoscere persone in grado di “garantire la vitalità dell’ente” e di sposare le proprie istanze senza che questi siano necessariamente residenti entro i propri confini.

Lavorando con questa modalità il Consorzio si è rialzato da gestioni conflittuali e poco proficue, che lo avevano portato a numerosi contenzioni con gli Enti soci ed alla fuga di diversi Comuni: prova ne siano gli ultimi anni, in cui il Tavolo degli Assessori ha presentato numerosissime iniziative di elevato livello sia istituzionale che culturale, sono stati proposti spettacoli, in ossequio allo Statuto, organizzate iniziative artistiche, con l’acquisizione e la valorizzazione del “fondo Greppi”, avviato il tavolo di lavoro sul futuro della Villa, che ha subito una grave battuta di arresto.
Sarebbe un grande errore oggi fermare tutto perché non si vuole riconoscere la necessità di operare nella condivisione, condivisione che la stessa parola “Consorzio” sottende: invito tutti a fare un passo non in avanti, ma verso l’alto, elevando il livello del dibattito nell’esclusivo interesse di Villa Greppi. Ringrazio per l’attenzione e la disponibilità.
Cordialmente,
Davide Maggioni, Sindaco di Sirtori
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