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Scritto Giovedì 08 marzo 2012 alle 16:39

Grande apporto, quello dell'A.O. , al Registro regionale dell’ADHD

Circa il 2% della popolazione lombarda, tra i 6 e i 18 anni (con maggiore incidenza nei maschi), è colpita da una delle più frequenti sindromi neuropsichiatriche: il disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività, che tra i clinici è conosciuto con l'acronimo ADHD.

"I bambini affetti da questo disturbo - spiega Davide Villani, Neuropsichiatra dell'Ospedale Manzoni di Lecco - sono fonte di problemi e preoccupazioni per le loro famiglie e la scuola, oltre che per sé stessi. L'inattenzione, l'impulsività e la distraibilità condizionano negativamente il loro inserimento sociale, lo sviluppo emotivo-affettivo e il profilo scolastico. Inoltre, secondo alcuni studi, presentano seri rischi sul piano dello sviluppo evolutivo, se non riconosciuto e curato adeguatamente".

La struttura neuropsichiatrica del Manzoni aderisce al progetto "Condivisione di percorsi diagnostico-terapeurici per l'ADHD in Lombardia" , nato per migliorare l'appropriatezza dei percorsi clinici degli utenti con questa sindrome.

Il progetto coinvolge diciotto centri sanitari: l'obiettivo finale è organizzare un Registro regionale relativo ai casi clinici dei pazienti affetti dal disturbo, a cui la Neuropsichiatria dell'Azienda Ospedaliera sta già apportando notevoli e rilevanti contributi (45 i casi registrati), tanto da acquisire più di un apprezzamento e riconoscimento.

"Siamo giunti a questi risultati - spiega Ottaviano Martinelli, Direttore della Neuropsichiatria Infantile del presidio lecchese - anche grazie alla collaborazione di due giovani borsiste impegnate nel progetto con il contributo di Regione Lombardia".

"La nostra partecipazione - continua Davide Villani - è volta a migliorare la qualità dei dati inseriti nel Registro, ma soprattutto ad attivare un confronto e una condivisione sui casi e sulle modalità di presa in carico dei pazienti affetti da ADHD".

"Attraverso la messa in rete dei casi, la condivisione delle pratiche cliniche tra i Centri e la valorizzazione delle competenze che si sono sviluppate in questi anni - aggiungono Martinelli e Villani - saremo in grado di predisporre quelle Linee Guida che ci aiuteranno a sviluppare percorsi riabilitativi specifici per i giovani pazienti".

Vale la pena ricordare che nel 2009 è stato attivato al Manzoni un Ambulatorio dedicato specificamente a questo disturbo.Il servizio coinvolge diverse figure professionali (il neuropsichiatra infantile, lo psicologo, l'educatore e l'infermiere) e oggi segue una sessantina di bambini, per lo più lecchesi.

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