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Scritto Venerdì 16 marzo 2012 alle 15:50

Rogeno: a decine gli striscioni 'no antenna'. Il Comitato chiede di 'adottarne' il terreno

È ormai ''bufera'' a Rogeno in merito alle sorti della nuova antenna di telefonia mobile, per la quale recentemente la società H3G aveva avanzato una richiesta di installazione alle spalle dell’acquedotto, su un terreno di proprietà comunale.
Nei primi giorni di marzo un nutrito gruppo di cittadini aveva dato via in via Don Minzoni, proprio davanti all’area designata a ospitare l’antenna, al “Comitato per la tutela della salute e la salvaguardia del territorio di Rogeno”, con l’intento di manifestare in modo chiaro il dissenso all’installazione di apparati capaci di provocare danni alla salute ai cittadini, degrado ambientale al territorio e qualsiasi forma di inquinamento ai danni del paese.



Una suggestiva immagine del Parco delle Capriate, nei pressi dei quali dovrebbe sorgere l'antenna

Nonostante la riunione fra amministrazione e residenti, tenutasi in Municipio lo scorso sabato, gli abitanti della zona non hanno perso tempo e hanno dato vita a una massiccia campagna informativa.
Partendo dal piazzale del municipio l’intera via Minzoni e le sue ramificazioni appaiono tappezzate da manifesti, striscioni, lenzuola recanti i più vari slogan contro l’arrivo dell’antenna.



La torre dell'acquedotto, adiacente al sito prescelto per l'antenna


“No antenna, sì parco”, “no alle onde”, “stop alle antenne, ci sono i bimbi”, “non vogliamo l’antenna”: decine e decine di messaggi fissati sulle cancellate, sui balconi, sulle facciate delle case e persino sui pali della luce, a segnalare il malcontento che sembra regnare sovrano davanti all’arrivo della sgradita antenna di telefonia.




''Durante l’incontro è stata evidenziata innanzitutto l'impatto estetico che causerà un’antenna di quasi 30 metri di altezza, nell’area adiacente all’acquedotto comunale, tanto che molti dei presenti hanno auspicato il diniego all’autorizzazione per l’installazione da parte della Commissione Paesaggistica del Parco Valle Lambro – spiega Giuseppe Ratti, responsabile del Comitato e residente di via Minzoni - tale  impianto infatti è previsto nel punto più elevato del paese, in una delle zone a più elevato valore ambientale e paesaggistico del territorio”.


Da qui l’idea di riqualificare l’area adiacente all’acquedotto, un appezzamento di circa 6.000 mq di terreno denominato “Parco delle Capriate”, grazie a un’attenta opera di restyling che i residenti si impegneranno a mettere in pratica “sfruttando” la campagna comunale di adozione delle aree pubbliche, già portata avanti con successo in numerose zone di Rogeno.


“Il Comitato si è dichiarato disponibile ad adottare l’area adiacente, già classificata a verde pubblico e denominata “Parco delle Capriate” con lo scopo di creare un parco giochi per bambini ed anziani e un luogo per educazione ambientale con realizzazione di orto, giardino e frutteto didattico, (richiesta che è stata  inoltrata ufficialmente in data 12.3.2012), auspicando quindi lo stralcio delle aree compatibili all’installazione di antenne.
Il Comitato ha inoltre chiesto se era stato valutato l’impatto acustico provocato dall’impianto di raffreddamento dell’antenna visto che sarà posizionato a pochi metri da alcune abitazioni.
E’ stato fatto presente che la salute dei cittadini viene prima di tutto, compreso il vantaggio economico e si  è si è richiesto di fare effettuare gli opportuni monitoraggi delle emissioni elettromagnetiche su tutto il territorio comunale anche in relazione all’antenna dello stesso tipo già presente. Purtroppo, con nostro rammarico, l’ora tarda raggiunta nel corso dell’incontro non ha permesso di sviscerare tutte le problematiche insite nella questione”.



Nei giorni scorsi alcuni residenti hanno riferito la presenza, nel Parco delle Capriate, di una commissione tecnica del Parco Valle Lambro. Nei prossimi giorni è atteso il verbale del sopralluogo e il relativo parere di compatibilità paesistica, anche se è lecito aspettarsi un probabile diniego a fronte di un progetto che prevede l’edificazione di un palo di 30 metri a sostegno dell’antenna.


Un’opera che comprometterebbe lo “skyline” delle Capriate, un suggestivo balcone con visuale a 360° da Monguzzo al Monte di Brianza, sino alle vette delle montagne lecchesi.
L’attività di sensibilizzazione dei residenti proseguirà nei prossimi giorni, con l’installazione dei banchetti di raccolta firme “no antenna” presso l’area mercatoria e sui sagrati all’uscita delle funzioni religiose.


L’attesa, infine, è rivolta al parere della Soprintendenza, l’ente con maggiore competenza sul territorio in base al quale si deciderà sul futuro delle Capriate e della sua antenna.
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R.B.
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