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Scritto Mercoledì 18 aprile 2012 alle 20:03

Qualche riflessione sul contenuto dell'incontro (e sui relatori) sulla questione educativa, al ''Paolo VI'' di Barzanò

Sono allibito da quanto letto sul vostro prezioso giornale on line riguardo l'affollatissima serata di venerdì 13 a Barzanò promossa dalla Fondazione Costruiamo il Futuro sul tema " la questione educativa oggi".
Un "prestigioso" parterre ha visto la presenza di tre "relatori d'eccezione dal mondo laico ed ecclesiastico" Riporto brevemente le frasi virgolettate dell'articolista che penso abbia sintetizzato compiutamente il pensiero dei 3 "testimonials" ( Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera - Bruno Vespa, noto giornalista tv - Cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna ) :
1 ) "Con Caffarra e Vespa, in particolare" ha detto Lupi "desideriamo puntare l'attenzione su un tema fondamentale e forse, oggi più che mai, delicato, che coinvolge adolescenti e giovani. Solo mettendo in pratica un cultura della persona come protagonista della vita si può vincere la sfida della quotidianità".
2 ) "Il nostro paese" ha detto Vespa "si è avvolto in una fascia di diritti, o supposti tali, una "placenta" di decrescita che continua a far diminuire la disposizione dei giovani ad entrare nel mondo del mondo del lavoro. La colpa è anche nostra, e del sistema educativo, che ha lasciato passare, talvolta, messaggi sbagliati".
3 ) "Questa forma mentis" ha detto Caffarra "( riferendosi alla comune cultura di matrice utilitaristica )è diffusa oggi in tutta la scienza economica e finanziaria ed ha avvelenato le radici delle vie di educazione. Abbiamo tre cose da fare per ripristinare la giusta via educativa occidentale: la Rievangelizzazione, il ritorno alla Verità dell'Uomo, la riscoperta della bellezza gratuita dell'amore".

Ma come, nel gremitissimo palazzetto nessuno ha eccepito nulla su questi concetti e soprattutto sulla coerenza delle bocche, perlomeno alcune, che hanno sostenuto queste tesi ? Io non essendo stato presente non posso sapere se poi c'è stato spazio per domande e considerazioni del pubblico presente, ma immagino di no perché a quel genere di appuntamenti pubblici di solito ci si "deve" concentrare sul "verbo" degli "esperti" o presunti tali.
Cerco però di porre alcune mie semplici e sintetiche riflessioni, che se fossi stato presente mi sarei sentito di sottoporre loro.
1 ) Questa Politica e questa classe dirigente, in cui Lupi da svariati anni ricopre ruoli non certo secondari, aiuta a "vincere la sfida della quotidianità dei giovani" ? Cosa ha fatto e cosa sta facendo effettivamente a partire proprio dai "modelli culturali" che fornisce loro ? Il "protagonismo nella vita" che declinazioni ha avuto nell'immaginario popolare giovanile, ma non solo, proprio grazie all'entourages arcorese di cui Lupi fa pienamente parte ?
2 ) A parte le "placenta di decrescita", termine sfoggiato, immagino se è suo, per celebrare il proprio ruolo di grande comunicatore mediatico, Vespa ,quando parla del "sistema educativo, che ha lasciato passare, talvolta, messaggi sbagliati", non ha proprio nulla da modificare nella "sua proposta televisiva" di servizio pubblico ? lui, instancabile narratore - indagatore ( con annesso immancabile plastico ) di casi di cronaca nera, che assicurino l'audience facendo spesso leva sulla "pancia" dei teledipendenti o lui Gran Cerimoniere del Potere che si auto conserva o del mondo luccicante del cosiddetto "starsistem" ?
3 ) All'illustre prelato, che non conosco molto, sommessamente avrei da sottoporre un mio trittico "per ripristinare la giusta via educativa occidentale" : Vivere con coerenza il Vangelo, il ritorno all'Uomo (non all'idolatria del profitto = mammona), la riscoperta della bellezza della gratuità dell'Amore tenendo d'occhio quegli ambienti d'ispirazione pseudo religiosa che sembrano aver brillato con "prestazioni gratuite d'amore", tipo le ultime tristissime vicende lombarde.

Mi piacerebbe avere delle risposte su di un piano dialettico costruttivo, visto che la "correzione fraterna" era una delle caratteristiche più evangeliche dei primi cristiani, anche se non mi faccio grandi illusioni.

Germano Bosisio
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