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Scritto Venerdì 27 aprile 2012 alle 17:08

Bulciago: alunni del piacentino scrivono a Egidia Beretta per ricordare 'Vik' Arrigoni

A un anno di distanza dalla morte di Vittorio Arrigoni, continuano ad arrivare da tutta Italia pensieri e testimonianze sulla grande eredità morale lasciata da “Vik”, che con quel suo messaggio “Restiamo Umani” ha toccato le coscienze di un gran numero di persone.
In questi giorni nella casella delle lettere di Egidia Beretta, madre di Vittorio, è giunta una missiva proveniente dalle classi
Vittorio 'Vik' Arrigoni
terze, quarte e quinte della scuola elementare di Niviano (Piacenza), facente parte dell’Istituto Comprensivo di Rivergaro e Gossolengo.
Un messaggio semplice e genuino con cui i giovani alunni piacentini raccontano alla signora Beretta le tappe del lavoro svolto durante la scuola sulla figura di Vik e su quel messaggio, “restiamo umani”, capace di guidarli a “cercare sempre un senso in ciò che stiamo facendo, facendo restare impressa nel profondo del nostro cuore la sua immagine di persona umile, sincera e tenace, capace di un coraggio che ci ha impressionato”.
Una lettera diretta e commuovente quella indirizzata dai bambini della scuola, toccati dal tragico epilogo toccato a Vittorio nell’aprile del 2011.
“Abbiamo provato tristezza mentre sentivamo il suo racconto e vedevamo le immagini, per questo le sue parole ci toccano da vicino, ci invitano a chiederci ogni giorno tra compagni cosa ci permette di essere umani, cosa educa al perdono, alla condivisione, alla fratellanza per poter costruire un futuro umano. È questa l’eredità che ci lascia vittorio e che abbiamo fatto nostra, non solo per quest’anno scolastico”.
A seguire un invito indirizzato dagli studenti a Egidia Beretta, per una visita nella scuola di Niviano volta a conoscere meglio la figura di Vittorio e il suo messaggio di pace.

Di seguito il testo della lettera inviata dagli studenti:

Lettera alla signora Egidia Beretta madre di Vittorio Arrigoni e sindaco del Comune di Bulciago (prov. Lecco)

Carissima signora Egidia Beretta,
è dall’’inizio dell’’anno che nella nostra scuola “cammina” il messaggio di suo figlio Vittorio: “RESTIAMO UMANI”.
Noi bambini, insieme alle nostre maestre, abbiamo scelto questo tema perché il messaggio “RESTIAMO UMANI” ci induce a cercare sempre un senso a ciò che stiamo facendo.
Abbiamo visto video e filmati sul significato delle parole di Suo figlio.
La sua immagine di persona umile, sincera ma tenace ci è rimasta impressa nel profondo del nostro cuore.
Il suo coraggio ci ha impressionato.
Noi facciamo fatica a pensare perché sia andato in Palestina pur sapendo del pericolo per se stesso, ma lui da vero eroe ha rischiato la vita per le persone che ne avevano bisogno.
Abbiamo provato tristezza mentre sentivamo il suo racconto e vedevamo le immagini.
Per questo le sue parole ci toccano da vicino, ci invitano a pensare  e oggi, in modo particolare, a chiederci ogni giorno, nei rapporti tra noi compagni, con le persone che incontriamo “cosa ci permette di essere umani?”, “ cosa educa al perdono, alla condivisione e alla fratellanza per poter costruire un futuro umano?.
E' questa l'eredità che ci lascia Suo figlio e che abbiamo fatto  nostra non solo per questo anno scolastico.
Sappiamo che Lei, essendo Sindaco, non avrà molto tempo libero, ma ci piacerebbe molto poterLa incontrare ( magari prima della fine dell'anno scolastico...) per conoscere ancora più da vicino Vittorio e per poter rivolgere a Lei altre domande.
In occasione della commemorazione della giornata della Liberazione non ci è sembrato esempio migliore da ricordare che quello di Vittorio come vero simbolo  della Resistenza di oggi e dei suoi valori.
Abbiamo scritto alcune riflessioni che abbiamo letto ai nostri compagni degli altri plessi, al nostro Sindaco, alla nostra Dirigente Scolastica e glieLe vogliamo inviare.
E' in questo modo che vogliamo stringerci a Lei e ricordare Suo figlio, questo suo “figlio perduto, ma così vivo come forse non lo è stato mai, che come il seme che nella terra marcisce e muore, darà frutti rigogliosi”.
Con la speranza di averLa tra i nostri banchi La abbracciamo e la ringraziamo.
Restiamo umani.

Le bambine e i bambini delle classi III^ A e III^ B, IV^ e V^ della Scuola Primaria di Niviano ( Istituto Comprensivo di Rivergaro e Gossolengo- prov. Piacenza)

 
Caro Vittorio...
hai lasciato dentro di noi il tuo ricordo; anche se siamo solo bambini riusciamo a comprendere  molto bene il tuo messaggio che ricorda di non rispondere alla violenza con la violenza stessa.
Noi abbiamo ben impressa nella mente la tua storia piena di speranza e di pace.
Caro Vittorio, hai avuto molto coraggio, sei stato umile e hai voluto andare a Gaza  per aiutare e soffrire insieme ai palestinesi che non possono vivere in pace la loro vita, sei andato con loro  a coltivare le loro terre, a pescare con loro per difenderli dal  rischio di essere colpiti dagli israeliani che attendono sul confine segnato da un filo spinato di violenza. Non ti sei mai arreso di fronte all'ingiustizia!
Ti vogliamo ringraziare per il  coraggio che hai avuto a lasciare tutto e anche per aver dimostrato agli altri paesi che gli italiani possono essere persone gentili, in grado di rischiare la propria vita per altri, pur sapendo di poterla perdere.
Ti vogliamo ricordare per i tuoi sogni, come tu desideravi.
“UN VINCITORE E' UN SOGNATORE CHE NON SMETTE MAI DI SOGNARE, ” dicevi riprendendo una frase di Nelson Mandela, “ vorrei essere ricordato come un vincitore”
Ti siamo grati perchè tu non hai mai smesso di sognare;
Ti ricorderemo come vincitore perchè
hai scelto da che parte stare con semplicità e umanità disarmanti;
ti sei speso in prima persona
non hai mai smesso di lottare;
 hai dato la tua vita per gli altri, gli ultimi,
 con il tuo esempio hai dimostrato che giustizia,fratellanza, solidarietà sono valori che hanno ancora cittadinanza perchè Gaza “può essere fuori dalla porta di ciascuno di noi”
Sei e rimarrai un vincitore perchè
tu, figlio della resistenza, non hai mai creduto nella guerra ma nella forza della resistenza civile ,non violenta imparata prima di tutto dai pescatori, dagli agricoltori dai medici palestinesi;
le uniche tue armi sono state un computer, il telefono, la tua voce e la tua intelligenza,
Rimarrai per noi un vincitore perchè non hai mai perso la speranza che forse un giorno ci sentiremo tutti parte di un'unica famiglia: quella umana.
Con la tua testimonianza a Gaza“hai alleviato le paure; anche quella ossessione di udire nell'aria quei misteriosi schianti nelle notte che gelano il sangue nelle vene “.
Ai palestinesi di  Gaza va la nostra speranza che, con te nel cuore,  possano un giorno riuscire “a guardare le stelle”.
A noi che siamo da questa parte del Mediterraneo, a noi che ti ricordiamo, il compito di “restare umani” a nostro modo.
Come scrive la giornalista Giuliana Sgrena la tua 
“ È una eredità pesante, ma le tue parole ci interpellano, ci chiedono conto di quello che facciamo ogni giorno, in ogni gesto. Ovunque, anche qui a casa nostra, dove ci sono tante persone nate qui o in paesi lontani che guardandoci negli occhi ci chiedono di "restare umani". Accettiamo la sfida di Vittorio e cerchiamo di "restare umani".

RESTIAMO UMANI

VITTORIO ARRIGONI: MARTIRE DELL'UMANITA'.
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