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Scritto Mercoledì 02 maggio 2012 alle 20:40

Daniele Prati, Direttore di Medicina Trasfusionale e di Ematologia, al Convegno EASL di Barcellona

Nei giorni scorsi si è svolta a Barcellona la 47a edizione dell' International Liver Congress, il principale appuntamento scientifico internazionale in campo epatologico, nel corso del quale vengono comunicate le novità che riguardano lo studio e il trattamento delle malattie del fegato.
Tra gli organizzatori dell'evento, a cui hanno partecipato più di 9 mila medici e ricercatori di tutti i continenti , Daniele Prati, Direttore del Dipartimento di Medicina Trasfusionale e di Ematologia dell'Azienda Ospedaliera della Provincia di Lecco, una delle principali Strutture regionali per la diagnosi e la gestione delle epatopatie, soprattutto di origine virale.
"Le epatiti virali, insieme a quelle causate dall'alcol e associate all'obesità - spiega lo specialista di Lecco - costituiscono la principale causa di cirrosi e cancro del fegato. In Europa, i malati di fegato sono circa 30 milioni e le epatopatie terminali rappresentano la quinta causa di morte".
Nel corso del 2012 verranno resi disponibili nel nostro Paese nuovi farmaci che, aggiunti alle terapie correnti, permetteranno un trattamento più efficace dei pazienti più difficili.
Di più: dal congresso internazionale sono emerse novità importantissime in tema di nuovi trattamenti: "Nel giro di pochi anni - precisa Prati - potrebbero essere infatti introdotti schemi di trattamento alle malattie del fegato privi di interferone, dotati di grande efficacia, piuttosto ben tollerati".
"Per quanto osservato sino ad oggi - continua il Primario - nelle sperimentazioni iniziali si riscontrano tassi di risposta intorno al 90%. Sarà comunque necessario ancora del tempo per ottenere dati affidabili di efficacia e soprattutto di sicurezza".
In questo scenario è di fondamentale importanza rivolgersi a centri di cura che abbiano grande esperienza, e soprattutto dispongano di strumenti diagnostici di laboratorio avanzati.
"E' questo il caso del territorio della nostra Azienda
- sottolinea Prati - che può contare sulle Strutture di Medicina, di Malattie Infettive, e sui test messi a punto presso il Laboratorio di Biologia Molecolare".
I dati discussi a Barcellona hanno suggerito, inoltre, la necessità di dedicare sforzi nuovi a contrastare l'epidemia di obesità che, unita all'uso eccessivo di bevande alcoliche, alimenta il costante incremento di cirrosi e cancro del fegato. Uno studio danese ha mostrato che l'eccesso di peso corporeo durante l'infanzia (tra i 7 e i 13 anni) aumenta significativamente l'incidenza di cancro del fegato durante l'età adulta.
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