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Scritto Giovedì 19 luglio 2012 alle 18:02

Se aboliranno le Province respingerò al mittente ogni richiesta di lavoro aggiuntivo al mio Comune

Mario Tentori
Ci sono due motivi a dir poco deliranti per stare a discutere della positività dell'abolizione delle provincie, e mi riferisco a quella di Lecco, non a quelle appena create con qualche decina di migliaia di abitanti.
Per risparmiare soldi si elimina la provincia di Lecco e si pensa di passare ai Comuni le sue competenze. Nossignori! Respingo al mittente qualsiasi lavoro o incombenza aggiuntiva che dovessero passare al mio Comune, senza adeguato trasferimento di risorse. Andate a quel paese e gestite voi!
I Comuni non hanno più soldi, non hanno più tempo, non hanno più stimoli, non hanno più voglia!
Con questa idiozia che per risparmiare si fanno fuori perfino i piccoli Comuni, che sono l'essenza del vivere civile nelle comunità, che sono la linfa dello stare insieme, dell'aiutarsi, del piacere di conoscersi, stanno demolendo lo Stato democratico, sostituendolo con una becera burocrazia che vedo già più dispendiosa e inconcludente di quello che c'è.

Ma ci rendiamo conto che i consigli comunali sono diventati un tavolo di giocatori di briscola e tutti i giocatori hanno in mano il due di picche?
Ci rendiamo conto che anche i piccoli Comuni dal prossimo anno non potranno più effettuare alcun investimento perchè anzichè allentare il patto di stabilità per gli altri, qualche cervellone ha pensato di metterlo a tutti?
Ci rendiamo conto che le regole adottate per Milano valgono pari pari per Barzago?
Ci rendiamo conto che ci costringono a mettere insieme cose improponibili, a comprare in modo improponibile, a sottostare a regole improponibili, con l'idea di risparmiare qualche euro, quando potrei dimostrare a chiunque che spenderemo una valanga di soldi in più?

E il bello è che in molti ci credono.

L'unico rimedio pare dunque essere una sana disobbedienza civile (alle idiozie) o far intervenire 8.000 commissari prefettizi che sostituiscano i Sindaci.

Mario Tentori, sindaco di Barzago
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