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Scritto Giovedì 19 luglio 2012 alle 18:06

A noi giovani imprenditori non è concesso sognare. Non abbiamo aiuti di nessun tipo

Ho 31 anni e ho cercato di fare il possibile e l'impossibile per aprire un'azienda in questo momento di crisi mondiale.
Ho aperto la mia nel 2009 ed evito di scendere troppo nei particolari: nel 2011 due gravi incidenti ci portano a perdite sconsiderate e di certo non prevedibili. Chiediamo un finanziamento per cercare di riappianare la nostra situazione, chiediamo alle banche "sul territorio" e otteniamo una garanzia da un Fondo di Garanzia. No, No, No, queste sono le risposte più sentite oppure "Abbiamo bisogno che investiate i vostri risparmi se volete il finanziamento"... ora: non vi viene il dubbio che se chiedo soldi è perchè non ne ho?! Se no avrei evitato di chiederli, giusto?
E io ho 31 anni, con un'azienda che ha lavoro (non ci possiamo lamentare) ma che quello che si prende serve giusto per pagare il corrente: quello indietro diventa impossibile da sanare.
Chiediamo aiuto, ci umiliamo spesso e volentieri, andiamo avanti sempre a testa alta ribadendo che noi "vogliamo farcela". Cerchiamo di tutelare e servire il territorio nel miglior modo possibile. Cosa ci torna indietro? NO, NO, NO!!!
Bello essere imprenditori, prendersi le responsabilità sulle spalle... ma quando tutti gli altri le spalle te le voltano e tu ti ritrovi da sola con i costi che aumentano e i pagamenti che si allungano che devi fare? Chiudere? Fallire?
Abbiamo la volontà, abbiamo la voglia di fare, di svilupparci, di creare occupazione... cosa torna? NO, NO, NO!!!
Perchè a noi giovani non è più concesso sognare, costruire una casa, lavorare per darci una pensione. A noi giovani è concesso solo lavorare, rinunciare al tuo stipendio per pagare quello dei dipendenti (e spesso prenderti dello stupido da loro e dagli altri!), vivere per lavorare e non lavorare per vivere.
Si parla di aiuti, tante belle parole... ma chi lo da questo aiuto? Chi ti risponde costantemente NO, NO, NO?????
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