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Scritto Venerdì 03 agosto 2012 alle 18:34

Ma Patrizia Monti minimizza: ''Sono disagi fisiologici, legati al cambio del personale''

La dottoressa Monti
Non nega i disagi e non nasconde nemmeno di aver quindi ricevuto delle segnalazioni dagli utenti e da un medico di medicina generale che si è fatto portavoce di preoccupazioni espresse da due suoi pazienti, Patrizia Monti, direttore sanitario dell'Ao di Lecco, contattata a proposito delle criticità che sembrerebbero emerse nei centri prelievo dislocati sul territorio provinciale, la cui gestione è passata nelle mani di una nuova cooperativa dallo scorso primo agosto. Per cercare comunque di inquadrare il tutto in termini meno allarmistici di quelli utilizzati dai sindaci dei comuni direttamente interessati, la dottoressa parte proprio dai criteri e dalle modalità che hanno portato alla selezione della nuova società appaltatrice. "I vincitori delle gare d'appalto non vengono scelti solo in base al prezzo ma si tiene conto anche della qualità. Il punteggio finale è infatti determinato dalla somma di entrambi gli aspetti" precisa rigettando quindi la tesi secondo la quale l'economicità avrebbe guidato la scelta dei nuovi appaltatori a discapito dell'efficienza. "Alla cooperativa vincitrice del precedente bando di gara, avevamo chiesto di rimanere fino alla fine di settembre, per affiancare quella nuova, rendendo il passaggio di consegne graduale. In una riunione avvenuta a giugno ci è stato risposto che loro avrebbero garantito la loro presenza fino a fine luglio e così è stato. Avevamo anche chiesto che personale della "vecchia" cooperativa venisse assunto dalla nuova, per garantire continuità ma anche in questo senso ci sono stati problemi, tanto è vero che una sola persona è passata dalla prima alla seconda realtà".
I nuovi arrivati, però, non sarebbero entrati in servizio da un giorno all'altro, senza preparazione, ma avrebbero, invece, seguito, nel mese di luglio, un "corso" di formazione della durata di 10 giorni: "Il primo sono state spiegate al personale amministrativo le procedure, per sei giorni hanno affiancato il nostro personale allo sportello e per tre giorni hanno lavorato direttamente sul centro prelievi" spiega la dottoressa Monti che prosegue, poi, specificando come anche il personale infermieristico sia stato "testato" dall'Ao seppure la formazione, in questo senso sia stata "molto più semplice". "Per tre giorni abbiamo fatto verifiche di idoneità e per tre giorni c'è stato l'affiancamento ai nostri operatori. Un solo soggetto tra quelli proposti dalla cooperativa non è stato accettato ed è stato quindi da loro sostituito".
Sarebbero così "certificati" gli infermieri in servizio presso i centri prelievi nell'occhio del ciclone e "formati" gli addetti allo sportello. Ma, ammette il direttore sanitario stesso, in tutte le fasi di cambiamento, qualche difficoltà iniziale è da mettere in conto tanto è vero che "avevamo predisposto dei cartelli per avvisare gli utenti della nuova gestione, avvisando che qualche disagio poteva essere previsto, come del resto era accaduto con l'insediamento, a suo tempo, della precedente cooperativa". Eppure in alcuni casi, la situazione sembrerebbe essere "degenerata", oltre le aspettative. "Per quanto riguarda Introbio, Valmadrera e Olginate non abbiamo ricevuto segnalazioni" spiega la dottoressa Monti che parla, ad esempio, dei 48 prelievi eseguiti il giorno 1 a Introbio e dei 41 registrati nella giornata di ieri. "A Olginate, abbiamo riscontrato solo un certo rallentamento, emerso poi anche nel numero di prelievi effettuati". Ben diversa è apparsa invece, anche agli occhi del direttore, la situazione riscontrata nel presidio di Colico e in quelli di Costa Masnaga e Galbiate, considerati come un'unica realtà in quanto il team di lavoro è il medesimo che ruota, nei giorni di apertura, sui due centri. In base alle segnalazioni ricevute e a quanto appurato agli "ispettori" inviati dall'Azienda nella giornata di oggi, venerdì 3 agosto, a Colico il primo giorno di attività è stato caratterizzato da "rallentamenti amministrativi. La procedura di accettazione è stata avviata a mano alle 8.40" ha proseguito Patrizia Monti evidenziando quindi un certo ritardo nell'avvio delle operazioni per problemi legati all'utilizzo dei terminali elettronici da parte degli addetti allo sportello. "C'è stato poi un problema anche a livello infermieristico in quanto alle 6.30 l'operatore di turno ha dato forfait obbligando la cooperativa a chiamare un'altra persona che non aveva seguito tutta la proceduta di formazione. Già ieri, comunque, i rallentamenti sembrerebbero essere diminuiti così come i problemi". Sempre da Colico sarebbe poi arrivata la segnalazione, da parte di "una persona bucata quattro volte senza che il prelievo, poi, andasse a buon fine".
Da Costa Masnaga e Galbiate, infine, sono giunte tramite l'Urp "segnalazioni di lentezza nella procedura, con attese anche di un ora e mezza. Le operazioni, effettivamente, sono risultate rallentate tanto che già da oggi i nostri operatori hanno prestato supporto presso il presidio e continueranno l'affiancamento anche la prossima settimana. Bisogna in questo caso capire se si tratta solo di rallentamenti dovuti al fatto che i nuovi addetti devono prendere la mano o se si tratta di una vera e propria criticità da affrontare".
Venendo invece ai pazienti in Tao ovvero a coloro i quali si devono sottoporre con costanza a controlli ematici in quanto assuntori di terapia anticoagulante orale, alla direzione sanitaria, fino ad oggi, non sono giunti esposti di utenti che si sarebbero rivolti ad altri centri per il prelievo, "in fuga" da quelli appaltati alla nuova cooperativa. "Ci è arrivata la segnalazione di un medico di medicina generale a cui due pazienti hanno espresso preoccupazione ma, contattati direttamente, sono risultate lamentele preventive sulla scia di sentito dire".
Complessivamente quindi, la dottoressa Monti parla di "disagi fisiologici legati al cambio del personale", destinati gradatamente a svanire grazie anche "alle segnalazioni fatte dall'Ao alla cooperativa, al processo di affiancamento con i nostri operatori e all'esperienza che il personale acquisirà".
Concludendo non manca però anche una stoccata polemica, in riferimento alle dichiarazioni rilasciate nella giornata di ieri dal sindaco di Costa Masnaga che aveva evidenziato come nel mese di agosto il centro prelievi del suo comune veda un incremento di utenti per via delle "chiusura per ferie" delle analoghe strutture interne a Villa Beretta e alla Nostra Famiglia. "Chiudono le realtà private e nessuno dice niente. Le ricadute si hanno su di noi e noi riceviamo lamentele di ogni tipo" sentenzia la responsabile sanitaria.
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