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Scritto Sabato 04 agosto 2012 alle 15:37

Debora Acerbi risponde all’A.O.: ''Noi negli anni abbiamo garantito un servizio efficiente''

Debora Acerbi, amministratore dello studio infermieristico associato, già stazione appaltatrice del servizio prelievi presso i centri Asl affidati in gestione all'Azienda ospedaliera, non ci sta. Le dichiarazioni della dottoressa Patrizia Monti - spiega in sintesi - sono diffamatorie. I legali dello Studio si stanno predisponendo per uno scontro che finirà nelle aule del tribunale sia per alcune dichiarazioni rese da esponenti dell'A.O. sia per il "contenuto" del bando quanto a requisiti qualitativi del servizio.

Debora Acerbi

La situazione insomma non sembra normalizzarsi. E del resto si teme che la riapertura feriale dei centri prelievi, quando diversi operatori privati chiudono per ferie, possa alimentare ulteriormente la già durissima polemica dovuta ai disservizi dei primi tre giorni di gestione della nuova Cooperativa, denunciati da diversi utenti e Amministratori pubblici.

Ecco quindi l'intervento integrale firmato da Debora Acerbi:


“In qualità di amministratore e responsabile dello Studio (e non cooperativa)  “stazione appaltante” assegnataria del servizio dei centri prelievi territoriali dal 1 Gennaio 2006 al 31 Luglio 2012, rispondo alla dichiarazione della Dott.sa  Monti direttore sanitario dell’Azienda Ospedaliera di Lecco.

Penso sia doveroso fare una premessa sulla nascita e l'organizzazione del servizio per poter comprendere il contenuto della mia replica.

Allo Studio fu assegnata la gara nel 2006 quando all’epoca il servizio gestito  dall’asl venne tramandato all’azienda ospedaliera.

Il servizio venne affidato al mio studio per impossibilità da parte dell’azienda nel reperire al suo interno personale dipendente.

Il mio personale infermieristico fu addestrato 2 ore alla vigilia di Natale del 2005, di li a 8 giorni sarebbe partita la nostra avventura professionale.

Ricordo la fatica dei primi giorni, e posso condividere le difficoltà dei nuovi operatori presenti, ma la nostra voglia di gestire al meglio le richieste dell’utenza nel rispetto del  profilo professionale , della deontologia e dei valori etici che sono pilastri fondamentali della nostra scelta professionale, ha fatto in modo che i servizi raggiungessero in breve tempo l’efficienza sotto il punto di vista amministrativo e operativo.

Nessun affiancamento ci fu riconosciuto ma solo il  volontariato gratuito di tante ore pomeridiane a servizio chiuso nell’apprendimento dei sistemi informatici da parte dei miei colleghi libero professionisti (non dipendenti di cooperativa) ha permesso il pronto apprendimento dei sistemi informatici e la velocizzazione del servizio.

Paradossalmente per il corretto funzionamento di questo servizio la prestazione più importante non è il prelievo ematico in se (che necessita di ovvia preparazione e accuratezza garantita dalla professionalità degli infermieri), ma sulle procedure di accettazione attraverso il sistema informatico che richiede conoscenza dei codici di esenzione, la corretta esecuzione dell’inserimento dei dati sensibili, la generazione di etichette codificate e  precisione nelle fasi di incasso dei ticket e da ultimo la puntualità nella consegna dei campioni al laboratorio analisi e per finire, il deposito dei ticket incassati presso la tesoreria dell’ospedale. Ci sono poi una serie di priorità fra gli utenti in base alle condizioni soggettive degli stessi( bambini, donne gravide, disabili) o per le prestazioni offerte (TAO che deve assolutamente avere priorità nella gestione perché legato a una terapia indispensabile quotidiana). Inoltre nel capitolato d'appalto è prescritto che se un operatore non può raggiungere la postazione operativa per un qualsiasi impedimento imprevisto o programmato deve essere immediatamente disponibile un operatore in sostituzione che deve sempre essere reperibile.

Alla luce delle dichiarazioni rese dalla Dott.ssa Monti dell'Azienda ospedaliera di Lecco  ritengo necessarie le seguenti precisazioni sul reale svolgimento della complessa procedura di appalto e successivo passaggio di consegne.

Lo studio professionale ha concluso il suo contratto  con l’azienda ospedaliera per  assegnazione di gara ad una cooperativa, preciso che l'appalto è terminato il 31 Dicembre del 2010 e proseguito poi  con proroghe per complessivi  18 mesi durante i quali lo Studio infermieristico  ha sempre garantito il servizio.

La gara è stata espletata il 23 dicembre 2011 e l’apertura delle buste economiche il 6 giugno 2012,  e l'ultima proroga allo Studio infermieristico aveva scadenza il 30 giugno 2012.

L’azienda ospedaliera di fronte alla ristrettezza dei tempi (non certo imputabile allo Studio Infermieristico)  ha inviato allo studio un’ulteriore proroga che cita:

“ L’azienda ospedaliera chiede allo Spettabile Studio la prosecuzione del servizio alle condizioni contrattuali (quelle di un contratto concluso 18 mesi prima) in essere per il periodo necessario all’espletamento della procedura stessa (presumibilmente fino al 31 agosto 2012, con eventuale possibile estensione nel mese di settembre p.v)”.

Lo studio infermieristico, composto da liberi professionisti che, preso atto della mancata conferma dell'appalto aveva già trovato altri impieghi, non era in grado di garantire l'affiancamento  e passaggio graduale di consegne per il termine richiesto - che peraltro non era previsto nel precedente contratto scaduto il 31 dicembre 2010 - si rendeva comunque disponibile a trovare un accordo e veniva garantita la prosecuzione del servizio sino al 31 luglio 2012 con una fase ed un calendario  di affiancamento concordata con l'azienda ospedaliera.

Quanto poi alla circostanza che il personale dello studio potesse essere assunto da una eventuale cooperativa appaltante preciso che trattasi di libere scelte personali dei singoli che, non essendo dipendenti non avevano alcun vincolo, inoltre la proposta è giunta solo dopo il 30 giugno 2012.

Concludo dicendo ai nostri utenti, ai vostri utenti, che la qualità non ha prezzo, e che i professionisti infermieri laureati, iscritti agli albi ai quali vengono pretesi crediti formativi si sono sempre impegnati per il miglior svolgimento del servizio  e,  per garantire (al di là ed oltre i  meri obblighi contrattuali) un passaggio di consegne alla cooperativa nuova appaltatrice che non fosse fonte di disagio per l'utenza, e i disservizi che si sono manifestati in questi giorni non sono in alcun modo da addebitare allo Studio infermieristico che vuole preservare quanto di efficiente e utile per la collettività ha costruito negli anni.


Amministratore Studio Infermieristico Associato
Acerbi Debora

 

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