• Sei il visitatore n° 338.785.931
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Mercoledì 08 agosto 2012 alle 16:11

Missaglia: sui cartelli in dialetto qualche precisazione su quanto afferma l'assessore Spanu

Gentile redazione,
Ho letto la lettera dell'Assessore Andrea Spanu e della sua intenzione di rimuovere il cartello in lingua locale a Missaglia/Massaja.
Da professionista delle lingue oltre che madrelingua lombardo vorrei ricordare che l'uso delle lingue locali sia nella vita privata che in quella pubblica è un diritto imprescrittibile sancito dall Consiglio d'Europa nonché dall'UNESCO, massimo ufficio delle Nazioni Unite per la scienza e la cultura. L'assessore Spanu menziona alcune regioni d'Europa dove la toponomastica bilingue è all'ordine del giorno, ma non spiega perché la Lombardia (e le altre regioni d'Italia) non dovrebbero essere tra tali regioni, dove, proprio grazie alla valorizzazione del bilinguismo regionale, i giovani hanno maggiori abilità d'apprendimento delle lingue straniere, una maggiore flessibilità mentale, nonché una maggiore capacità di concentrazione (per accedere ad esempi specifici vi invito a visitare il sito http://bilinguismoregionale.hostoi.com, che curo insieme ad altri professionisti della lingua). Questi vantaggi nascono da un uso costante (sia nel parlato che nello scritto) delle rispettive lingue regionali affiancate alla lingua di stato, uso che le rispettive istituzioni sostengono ed incoraggiano anche attraverso la toponomastica bilingue.
Perché alla Lombardia dovrebbe essere negato l’accesso a tali vantaggi? Considerando che il sistema lombardo è tipologicamente più distante dall’italiano di quanto il catalano lo sia dallo spagnolo, non esiste alcun motivo linguistico per ghettizzare la lingua storica della Lombardia ammettendola solo “in famiglia e al mercato, al bar e in piazza”, quando catalano, galiziano, sardo, e molte altre lingue regionali d’Europa sono ammesse in ben più ampi contesti comunicativi. Perché solo i figli di Catalogna, Galizia e Sardegna dovrebbero avere il diritto di accedere ai vantaggi neuro- e psico-linguistici del bilinguismo? In un’Europa moderna e democratica tale discriminazione è ingiustificabile.
Per concludere, voglio poi ricordare che l'aggiunta della lingua locale nella toponomastica è, come testimoniano varie realtà europee, un passo verso l'accettare sé stessi e la propria storia linguistica, passo imprescindibile per la successiva comprensione e accoglienza delle altre culture. Perché, se mi permette di parafrasare Goethe, solo coloro che rispettano la loro lingua potranno imparare il rispetto per quella degli altri.
Cordialmente,
Marco Tamburelli, Docente di Bilinguismo, Università di Bangor-Galles
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco