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Scritto Martedì 14 agosto 2012 alle 13:46

M.te di Brianza: Softair possibile risorsa per alcuni sindaci, per altri sport da scoraggiare

Sindaci oggionesi divisi sulla pratica del Softair, disciplina sportiva basata sulle simulazioni delle attività di guerra largamente praticata nei boschi del territorio lecchese.
Di fronte ai praticanti di questa disciplina, vestiti e armati di tutto punto per simulare anche nell’aspetto autentici soldati moderni, i sindaci del Monte di Brianza risultano divisi circa l’opportunità o meno di consentire l’allestimento dei campi gara e gli allenamenti da parte di gruppi più o meno organizzati di “guerriglieri”.
Nato oltreconfine e diffuso a macchia d’olio in Italia negli ultimi anni, il Softair unisce elementi di strategia militare all’impiego di “armi” giocattolo capaci di sparare pallini di gomma di piccolo calibro, il tutto all’interno di spazi delimitati all’interno di boschi o scenari di campagna.



Sui monti oggionesi l’attività ha riscosso recentemente un buon successo grazie anche alla nascita di gruppi e associazioni dedicati a questa pratica sportiva sorti nella zona tra Consonno e Colle Brianza.

Nei mesi scorsi diversi frequentatori dei sentieri avevano segnalato alle autorità locali la presenza di questi gruppi, a volte organizzati a volte presenti in maniera del tutto amatoriale, nei boschi o in prossimità dei sentieri con evidente pericolo per gli escursionisti fin troppo a portata di queste armi giocattolo.
Già da tempo il Comitato Monte di Brianza ha segnalato a più riprese le criticità legate alla pratica di questo sport sul territorio locale, legate soprattutto agli incontri ravvicinati con gli escursionisti e all’impatto che una simile attività potrebbe avere sulla condizione di stress della fauna locale.

I boschi del Monte di Brianza

Recentemente, poi, l’amministrazione dolzaghese ha emanato un’ordinanza sindacale tesa a vietare la pratica del softair sull’intero territorio comunale, lamentando la pericolosità di questi “incontri ravvicinati” con i fruitori dei sentieri nonché l’aspetto moralmente discutibile legato alla simulazione di un’attività di guerra quando nel mondo decine di popolazioni risultano soggette agli effetti distruttivi delle guerre “vere”.
Il fronte della politica locale presenta tuttavia sotto questo profilo opinioni diverse, come quella del sindaco di Colle Brianza Marco Manzoni che identifica nel softair una pratica ludico – sportiva con ricadute positive per l’economia locale e per la valorizzazione del territorio al di fuori dei confini locali.
Marco Manzoni, sindaco
di Colle Brianza
“A Colle le gare sono organizzate da ormai diverso tempo, sempre ben segnalate e all’interno di spazi visibilmente delimitati
– ha commentato il primo cittadino – le uniche segnalazioni sono pervenute dal Comitato del Monte di Brianza, mai da cittadini spaventati per gli spari o per la presenza di questi giocatori in uniforme da battaglia. Esiste oltretutto in paese un’apposita associazione che collabora con noi anche durante le giornate di pulizia dei boschi e dei sentieri, capace di creare un certo indotto durante le gare di portata regionale o nazionale per i ristoranti e i locali della zona. Si tratta in ogni caso di un’attività sportiva riconosciuta che, praticata con i dovuti accorgimenti, non è incompatibile con i nostri boschi. Sicuramente sotto il profilo morale ognuno può trarne le dovute considerazioni, ma allora se si deve criticare anche i film violenti che quasi ogni giorno vengono trasmessi in tv in prima serata devono far indignare, al pari di molte altre cose.
Esistono poi piccoli gruppi amatoriali che la nostra associazione disconosce, che in passato hanno creato alcuni problemi nei nostri boschi: le critiche semmai vanno rivolte a loro. Chi pratica il softair secondo le regole chiedendo le dovute
Elena Zambetti
autorizzazioni, segnalando la presenza delle sessioni di gara o allenamento, utilizzando pallini biodegradabili non deve essere messo in croce a prescindere. I nostri boschi, oltretutto, sono molto vasti e possono ospitare numerose attività al loro interno. Potrebbe essere un modo come un altro per far conoscere il nostro territorio valorizzandolo sotto l’aspetto sportivo”.


Anche nella vicina Ello i moderni “guerrieri per gioco” non sembrano aver destato con la loro presenza particolari problemi: “sono presenti sul territorio ma sono discreti – ha raccontato il sindaco Elena Zambetti – effettivamente l’assetto da guerra spaventa un po’, alcune persone potrebbero spaventarsi ma relegando questo tipo di attività all’interno di perimetri segnalati da opportuni cartelli non dovrebbero esserci problemi”.

Il problema, arginato l’aspetto amministrativo – logistico, resta quello morale legato all’opportunità di consentire lo svolgimento di azioni di guerra – seppur simulate – sul territorio.
Ma in questo caso ogni cittadino è libero di fare le dovute considerazioni e di prendere la propria decisione.
R.B.
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