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Scritto Giovedì 30 agosto 2012 alle 16:21

Castello B.za: Agosto, PGT non ti conosco

Che il PGT fosse una priorità per alcuni comuni, non c’erano dubbi. Spesso succede che la parte cruciale del procedimento,cioè il periodo per le osservazioni da parte dei cittadini,coincida con le ferie estive.
Per il comune di Castello Brianza si va dal 10 Agosto all’8 Settembre. Probabilmente, visto che la crisi ha costretto a casa molta gente, l’amministrazione comunale ha pensato bene di procurare loro un passatempo estivo. Sul balcone di casa, anziché sotto l’ombrellone, qualcuno ha potuto dedicarsi allo studio di questo importante strumento urbanistico. Grazie al quale sul paese verrà rovesciata una colata di cemento ed asfalto. Forse per questo il PGT è passato un po’ alla chetichella in questo rovente mese di Agosto, meglio non farlo vedere troppo in giro. Eh sì, vedere, ma chi l’ha visto? Si sfida chiunque a visionare la corposa documentazione cartacea che è disponibile all’ufficio tecnico: ci vorrebbero giorni e giorni.. Il PGT dovrebbe essere integralmente visibile sul sito del comune, in modo da poterlo consultare comodamente da casa. Invece si trova solo una piccola parte della documentazione. I file visibili riguardano gli ambiti di trasformazione (cioè i terreni potenzialmente edificabili); ce ne sono ben 14, un po’ per tutti i gusti.
 D’altra parte il cemento è ciò che vogliono i proprietari dei terreni, non c’è da scandalizzarsi. Sono 38 le  istanze presentate dai cittadini, di cui ben 30 con lo scopo di rendere edificabile il proprio terreno.
Tutto lecito, s’intende. Il caso classico è la richiesta per esigenze“ famigliari”(i figli che si sposeranno).Salvo poi scoprire che dopo un anno il terreno viene venduto all’agenzia immobiliare di turno. Tutto lecito, s’intende. Ma questo si chiama anche speculazione edilizia.
Si terrà conto del futuro Parco del S.Genesio, del corridoio ecologico e della valorizzazione dei terreni agricoli di pregio? Cose previste e progettate dal PTCP e dalla L.R.12/2005. Si auspica che gli organi competenti ed i cittadini promuovano un azione di contenimento di questo saccheggio del territorio che sta per compiersi.
Viene spontaneo pensare alla devastazione del paesaggio nelle regioni meridionali, ben descritta da Ernesto Galli della Loggia nel suo editoriale sul Corriere della Sera del 27 c.m. In quelle zone è prassi comune l’abusivismo edilizio. Nella nostra “virtuosa“ regione, che si erge a modello per il paese (il “modello Lombardia”), si vedono opere perfino peggiori, ma con l’assurdo di essere tutte regolarmente autorizzate. Viene da chiedersi quale sia la sensibilità di coloro che devono rilasciare queste autorizzazioni .
Il trend nazionale di consumo di suolo per scopi edificatori vede la Brianza ai primi posti a livello nazionale. Si veda a tal proposito il dossier “Terra rubata” disponibile sul sito del WWF o del FAI.
Evidentemente da queste parti si ragiona, urbanisticamente  parlando,come negli anni ’60 .Il binomio edilizia-sviluppo non funziona più. La crisi che ci attanaglia ha crudelmente dimostrato che quella politica di sviluppo è sbagliata .Difatti oggi ci ritroviamo senza lavoro e col paesaggio irrimediabilmente compromesso. Spesso si trova  il cartello Vendesi o Affittasi su immobili a scopo residenziale e produttivo. Questa situazione deriva da un’edilizia ipertrofica, frutto dell’intreccio tra pubblico e privato e quasi sempre a con maggiori vantaggi per il secondo.
Un accenno infine,ai tecnici. Senza mettere in dubbio la professionalità dell’estensore del piano,si vorrebbe però far notare che, parecchi progetti urbanistici realizzati e progettati a Castello Brianza portano la medesima firma. Se da una parte c’è il vantaggio di una buona conoscenza della realtà territoriale,questa scelta svela  un evidente conflitto di interessi. La scelta di affidare il PGT a questo estensore, pare quantomeno inopportuna, anche alla luce delle ultime vicende giudiziarie. Inoltre esiste anche una singolare coincidenza: committente  ed estensore hanno la stessa appartenenza politica.
Cesare Ghezzi, Rovagnate
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