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Scritto Giovedì 06 settembre 2012 alle 19:01

Nuove Province: i sindaci della Brianza preferiscono l’intesa con Monza. Contrarietà all’ipotesi Sondrio di Nava e Brivio

Il tema è scivolato sotto traccia sino all'incontro di fine luglio tra gli esponenti del Pd. E, come un fiume carsico, è riemerso impetuoso dopo l'inaspettata presa di posizione di Daniele Nava e Virginio Brivio, rispettivamente presidente della Provincia (Pdl) e sindaco di Lecco (Pd) i quali si sono trovati d'accordo nell'ipotizzare l'unione delle province di Lecco e Sondrio in vista del riassetto imposto dal Governo degli enti istituzionali intermedi. L'agenda, adesso si è fatta densa di appuntamenti. E tutti a distanza ravvicinata. Domenica alle 18, nei padiglioni della fiera di Osnago ove è in corso la festa del partito Democratico, gli amministratori in quota, discuteranno a porte chiuse anche di questo tema, oltre che del piano cave le cui scelte nell'area meratese, sono piombate come un fulmine a ciel sereno su diversi comuni. Poi il 14 i presidenti dei circondari torneranno a sedersi per tentare di addivenire ad una proposta unitaria: con Sondrio, con Monza, con Como? Infine il 19 settembre la Provincia si esprimerà in modo ufficiale indicando la propria direzione di marcia. Il tempo, dunque, stringe e anche se l'argomento apparentemente è poco sentito, quando sarà chiaro l'orientamento è prevedibile che si scatenerà un dibattito serrato. La Brianza meratese e casatese difficilmente sposerà la tesi di Nava e Brivio. Lo sguardo è storicamente rivolto a sud, più che a nord. Per saperne di più, però, è necessario toccare il polso ai sindaci. Ed ecco alcuni pareri.

Per Paolo Strina, presidente della conferenza dei sindaci del meratese e sindaco di Osnago, la questione è complessa e richiede un'attenta valutazione. "Premetto che secondo me tutta la vicenda del riordino delle Province è stata trattata in modo affrettato e pasticciato dal Governo. Meglio sarebbe stato concludere il lavoro organico della Conferenza Stato-Regioni-Città che sta discutendo del nuovo codice delle Autonomie Locali, cioè delle funzioni (perchè il problema sta qui) di competenza dei diversi livelli di governo in modo da stabilire "chi fa cosa" evitando duplicazioni. Ricordo ad esempio che a Lecco - e negli altri capoluoghi - c'è la sede della Provincia ma anche una sede decentrata (e costosa: un piccolo grattacielo) della Regione, il così detto Pirellino. Purtroppo però va deciso in poche settimane un riordino che prevede la soppressione delle province "piccole" come Lecco''.
A fronte di una scelta obbligata però, Strina propende per un accordo con la vicina Monza, con la quale i comuni del territorio avrebbero più affinità rispetto che con Sondrio. Ma più di tutto Strina propende per una valorizzazione del territorio delle Brianze, con il coinvolgimento anche dei comuni del comasco. ''E' ovvio che la Brianza Lecchese (meratese e casatese) che ha sempre guardato più verso Milano potrebbe valutare positivamente un accorpamento con Monza piuttosto che un matrimonio Lecco-Sondrio che porrebbe la nostra zona ai margini di una provincia prevalentemente montuosa e lacustre. Ma ad oggi non si sa nemmeno se Monza verrà conservata o inglobata nella città metropolitana milanese. Inoltre scomporre le attuali province comporterebbe dei costi notevoli, secondo me, maggiori dei presunti risparmi calcolati dal Governo: ad esempio i Comuni dovrebbero uscire dalle aziende ritagliate sui confini provinciali (Idrolario, ma si dovrebbe ripensare anche ReteSalute). A questo punto personalmente vedrei meglio una provincia Como-Lecco-Monza che terrebbe insieme tutta la Brianza con il territorio del lago. Si tratterebbe del male minore. Porrò comunque il problema alla Conferenza dei sindaci del meratese la prossima settimana, so che anche l'analoga conferenza del casatese intende esprimersi in merito: penso sia importante sentire la voce di tutti i sindaci, la nostra Provincia è composta soprattutto da piccoli Comuni".


Una posizione simile a quella del collega Antonio Colombo, sindaco di Casatenovo, al quale l'ipotesi di una unione tra Lecco e Sondrio proprio non piace. ''Per me si tratta di una forzatura politica, sicuramente il sindaco Brivio e il presidente Nava parlano in questo modo per tutelare Lecco e per mettere la nostra provincia al riparo da altre soluzioni più drastiche''.
Quello a cui mira Colombo è invece la sottolineatura della Brianza come territorio, al di là dei confini delle province, esaltando le specificità di questo territorio al confine con Lecco, Como e Monza.
''L'unione tra Lecco e Sondrio esalterebbe solo una parte dell'attuale area lecchese, di certo non valorizzando i comuni che fanno parte della Brianza. Noi di Casatenovo, ma anche molti altri comuni limitrofi, siamo più legati all'area sud, alla provincia di Monza, e con questi comuni a mio avviso vanno portati avanti dei ragionamenti. Noi sindaci dobbiamo valutare attentamente i vantaggi rivolti alla cittadinanza in termini di servizi e sicuramente per i casatesi andare con Sondrio non rappresenta la soluzione migliore. Dobbiamo fare gli interessi del nostro territorio ed è per questo motivo che è importante confrontarsi. Noi sindaci del casatese ne discuteremo martedì nel corso della conferenza dei sindaci''.


Stessa visione di Colombo per Bruno Crippa, sindaco di Missaglia. ''Credo che il territorio della Brianza monzese abbia grandi affinità con Monza. Non vorrei che nella posizione di Brivio e Nava vi sia un eccesso di lecchesità a discapito di altri territori, come il nostro, che con Sondrio hanno davvero poco a che spartire. Anche a livello di servizi, sanitari e scolastici solo per fare un paio di esempi, i nostri cittadini sono spesso proiettati al monzese''. Per Crippa è escluso un ritorno con Como. ''Sono stato consigliere provinciale e devo dire che l'affinità territoriale risultò già allora piuttosto scarsa. E' una questione importante che richiede massima attenzione''.


Renato Ghezzi, sindaco di Viganò e presidente della conferenza dei sindaci del casatese sceglie Monza. Ma ci tiene a fare una critica rispetto all'assemblea convocata per il prossimo 14 settembre da Virginio Brivio e Daniele Nava con i sindaci dei comuni capi-circondario. ''Esistono delle conferenze dei sindaci riconosciute dalle stesse province e non capisco perchè siano stati convocati solo i rappresentanti dei comuni più grandi. Era opportuno a mio avviso interpellare i presidenti, in modo che essi si facessero portavoce delle esigenze emerse dai comuni dei circondari''. Poi una critica alla questione relativa all'abolizione delle province. ''Perchè dobbiamo accettare queste decisioni calate dall'alto? Siamo delle marionette in balia delle decisioni altalenanti del Governo, spesso prive di logica. Questa questione delle province proprio non mi va giù ma se devo decidere tra Sondrio e Monza scelgo quest'ultima''.

Per Gian Mario Fragomeli, sindaco di Cassago è invece buona l'ipotesi di unione tra i territori di Lecco e Sondrio. ''Si tratta di un asse importante per non disperdere l'identità del territorio. Numericamente si raggiungerebbero i parametri numerici richiesti, mantenendo la centralità di Lecco''. Tuttavia il sindaco cassaghese ammette la scarsa affinità dei comuni del casatese e del meratese con Sondrio, a differenza invece di quanto non vi sia con la Brianza monzese. ''Il ragionamento che stiamo portando avanti con alcuni sindaci è quello di un asse Lecco-Sondrio capace di inglobare anche alcuni comuni del monzese, immaginando di unire il territorio attraversato dalla superstrada 36. E' vero che alcuni comuni auspicherebbero l'unione con Monza, ma numericamente si tratta di un'ipotesi allo stato attuale impraticabile. Se immagino il mio comune Cassago, che confina con i monzesi Renate e Veduggio, è lecito immaginarsi un'unione con quel territorio, ma il ragionamento a mio avviso deve essere più ampio. Se per conquistare i parametri richiesti si dovesse allargare l'ipotesi anche all'area metropolitana milanese allora non sarei d'accordo. I comuni lecchesi della Brianza a mio modo di vedere non hanno nulla a che vedere con Milano e la sua periferia''.
Fragomeli tuttavia scarta il ritorno ad un'unione tra Lecco e Como. ''Non è stato un valido punto di riferimento per i nostri comuni, si ritornerebbe indietro invece di progredire''.


Favorevole all'unione Lecco-Sondrio il sindaco Matteo Canali di Sirone. ''A mio avviso la soluzione più sensata sarebbe che Monza venisse riassorbita nella città metropolitana di Milano dato che già oggi non vi è soluzione di continuità tra l'hinterland e Monza e il legame diverrà ancora più stretto con la realizzazione della metropolitana. Eventualmente i comuni della periferia nord della provincia di Monza e Brianza potrebbero confluire nella provincia unificata di Lecco e Sondrio. L'ipotesi di una provincia verticale che unisca Lecco a Sondrio personalmente non mi dispiace. Il parametro stabilisce infatti che il capoluogo debba essere il comune più densamente popolato, vorrebbe dire Monza, credo che chiedere agli abitanti di Colico di andare fino a Monza sarebbe poco fattibile''.


Dubbi per il sindaco di Lomagna Stefano Fumagalli, sia per l'ipotesi di aggregazione a Sondrio che alla provincia di Monza. "Lomagna farà provincia a se" scherza il primo cittadino che, a tutti i discorsi che al momento circolano, preferirebbe il mantenimento dello status quo. "Sciogliere le province va in direzione diametralmente opposta al federalismo tanto decantato nelle ultime elezioni". Anche l'idea di doversi associare alla confinante Monza e Brianza spaventa Fumagalli: "I comuni di quella provincia sono tutti molto grossi. Rischieremmo di essere tagli fuori dalla parte decisionale".

Tutte le ipotesi restano aperte per il sindaco di Cernusco Giovanna De Capitani. "Sono tanti i parametri da tenere in considerazione" sostiene il primo cittadino cernuschese secondo la quale "con Como abbiamo più affinità rispetto che con Sondrio perché una sorta di accorpamento già esiste in riferimento a quanto attiene al Lago, al sistema di navigazione e allo sviluppo turistico. Dal punto di vista viabilistico però il nostro asse va verso Sondrio. Come area a Sud della provincia di Lecco, poi, il meratese guarda da sempre anche verso Monza, allo sviluppo della piccola e media impresa".

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