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Scritto Martedì 16 ottobre 2012 alle 07:40

Casatenovo: sul PGT forti dubbi del Gruppo Valle Nava, ''cresceranno ancora troppe case''

Il PGT di Casatenovo? Non salvaguarda a sufficienza il territorio. Ad affermarlo sono i membri dell'associazione Gruppo Valle Nava, che hanno elaborato un comunicato stampa nel quale esprimono forti perplessità rispetto allo strumento urbanistico in fase di elaborazione.

Costruzioni in corso nelle frazioni di Galgiana e Rogoredo


Secondo i ragazzi del sodalizio infatti, il documento di piano già pubblicato sul sito del comune non risponderebbe alle promesse e alle aspettative che la maggior parte della popolazione aveva riposto nell'attuale giunta.
''Questo secondo mandato del Sindaco Antonio Colombo, grazie anche all'attenzione prestata al tema dagli assessori competenti Galbiati e Sironi, si annunciava come una stagione nuova in cui l'urbanistica, illuminata dal concetto di Paesaggio, avrebbe dovuto mutare atteggiamento nei confronti del cittadino (partecipazione) e del territorio (cura e attenzione al paesaggio). Così non è stato, almeno nelle previsioni del Piano Urbanistico che si vanno definendo'' spiegano.
Ecco di seguito il comunicato stampa sulla questione:
L’associazione Gruppo Valle Nava, in vista della seconda conferenza di VAS (Valutazione ambientale strategica) prevista all’interno del percorso di redazione del nuovo PGT (Piano di governo del territorio) di Casatenovo, ha predisposto un documento che formalizza il contributo alla discussione attorno ai temi del nuovo strumento urbanistico, una discussione avviata più di un anno fa dall'Assessorato all'Urbanistica, che non ci ha mai visti mancare e affermare le nostre posizioni.
L’osservazione presentata in questi giorni focalizza la sua attenzione sull’analisi del Documento di Piano e sulla lettura degli ambiti di trasformazione proposti.
Ci siamo chiesti soprattutto se le previsioni e le strategie contenute nel Documento di Piano, che ormai si sta delineando concretamente, siano la traduzione delle promesse e delle (molte) aspettative che la Cittadinanza e la nostra Associazione avevano riposto nell'attuale Giunta proprio in merito ad un nuovo modo di gestire l'urbanistica comunale.
La nostra risposta, motivata in modo articolato all'interno dell’osservazione presentata, è NO, in quanto i presupposti condivisi all'inizio del percorso sono stati disattesi da quanto ora prodotto.
Questo secondo mandato del Sindaco Antonio Colombo, grazie anche all'attenzione prestata al tema dagli assessori competenti Galbiati e Sironi, si annunciava come una stagione nuova in cui l'urbanistica, illuminata dal concetto di Paesaggio, avrebbe dovuto mutare atteggiamento nei confronti del cittadino (partecipazione) e del territorio (cura e attenzione al paesaggio).
Così non è stato, almeno nelle previsioni del Piano Urbanistico che si vanno definendo.
Il piano che avrebbe dovuto invertire una tendenza, segnare il passo, realizzare una discontinuità, conferma solamente la triste tendenza conosciuta: molte costruzioni polverizzate sul territorio, un aumento dell'offerta insediativa sovradimensionata rispetto al trend di mercato e alle dinamiche demografiche del paese.
In particolare, e non servirebbe nemmeno ribadirlo, in tema di limitazione del consumo di nuovo territorio e valorizzazione dei nostri spazi verdi, il Piano fallisce.
Se l'Amministrazione avesse voluto davvero salvaguardare il territorio e dare avvio a un concreto percorso di riordino urbanistico, avrebbe dovuto come prima azione e strategia mettere mano alla pesante eredità dei diritti edificatori già concessi da un vecchio e scriteriato piano regolatore generale.
Ma questo non è stato fatto. Alla pesante eredità del PRG si aggiungono interventi massicci come quello relativo al Nuovo Centro (ex Vismara ed ex Vister) e sette nuovi ambiti di trasformazione inseriti ex novo nel PGT o in aggregazione a previsioni del vecchio strumento urbanistico.
Analizzando la documentazione relativa al Documento di Piano, pubblicata sul sito internet comunale in occasione della convocazione della seconda conferenza di VAS, si stima che, se gli ambiti di trasformazione previsti dal nuovo PGT e quelli ereditati dal vecchio PRG, trovassero effettiva attuazione e se la realizzazione del nuovo centro andasse in porto concretamente, avremmo più di 1.300 nuovi abitanti a Casatenovo. Una nuova frazione. Troppo.
Se la salvaguardia degli equilibri ambientali, un limitato consumo di suolo, il riordino urbano, un'attenzione al recupero dell'esistente, erano le basi annunciate su cui si sarebbe dovuto costruire un nuovo Piano, ci sembra che tali obiettivi siano stati mancati.
Ci troviamo davanti a un Piano pesante in termini insediativi e che prosegue la triste tradizione delle costruzioni “a macchia di leopardo”, spesso in posizioni delicate, spesso lungo le arterie stradali ad occludere gli ultimi cannocchiali paesistici rimasti.
Questi rappresentavano criteri insediativi da evitare, ma, all'atto pratico, non sono stati messi da parte e si è proseguito alla vecchia maniera, confermando le discutibili previsioni del vecchio Piano Regolatore.
La scelta da compiere, a nostro giudizio, sarebbe stata quella di ridimensionare i diritti edificatori concessi dai precedenti Piani Urbanistici e mai goduti.
Solo con un'azione del genere saremmo arrivati a limitare il consumo di suolo, valutare scelte urbanistiche e allocative migliori, segnare una discontinuità rispetto alla cattiva urbanistica (evidente agli occhi di tutti) del passato.
Se questo Piano sarà approvato così come si sta delineando attualmente, cari concittadini, preparatevi a vedere nascere e crescere ancora molte nuove costruzioni, nonostante la crisi del mercato edile, nonostante il molto invenduto, nonostante le numerose motivazioni scientifiche ed economiche che inviterebbero ad abbandonare la vecchia via dell'economia del mattone.
Siamo ancora in tempo, l'Amministrazione può ragionare nuovamente sulle scelte del Piano, sappiamo infatti che da parte dell'Assessore competente e della Giunta comunale non è mai mancato l'ascolto delle parti sociali e interessate, dobbiamo però far sentire la nostra voce in questo momento.
Anziché lamentarci tra un paio d'anni, quando nuovi capannoni e casette sorgeranno di fianco alla nostra abitazione, informiamoci ora di quanto si prepara nei documenti del Piano e facciamo valere insieme i motivi di un maggior rispetto della terra e della qualità del paesaggio, ora che possiamo ancora salvarli.
Partecipando attivamente possiamo costruire un percorso condiviso che porti a risultati migliori, è nell'interesse nostro, di cittadini, e della stessa Amministrazione comunale.

Associazione Gruppo Valle Nava
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