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Scritto Giovedì 08 novembre 2012 alle 18:22

Dopo il taglio della Provincia ora rischiano Questura e Prefettura. Il parere dei sindaci

Cancellate con il decreto di mercoledì scorso 35 Province, ora il Governo sembra deciso a puntare alla fase due. A metà gennaio del 2013 dovrebbe essere pronto il documento della Presidenza del consiglio finalizzato a rideterminare quali e come saranno ''gli enti territoriali del governo sul territorio'', e soprattutto quali funzioni avranno a seguito dell'accorpamento delle Province stesse.
Sembra che inevitabilmente l'attenzione si sposterà sulle Prefetture e sulle Questure. Poi, via via, sulle motorizzazioni civili, le capitanerie di porto, le sovrintendenze dei Beni culturali, i provveditorati alle opere pubbliche, gli uffici scolastici e i presidi provinciali del controllo sul territorio. Una trentina di Enti in tutto, che nelle intenzioni del governo dovranno essere articolati secondo le nuove linee tracciate gli accorpamenti territoriali.
Proprio partendo dal possibile taglio di Prefettura e Questura a Lecco, abbiamo chiesto un parere ad alcuni dei sindaci del nostro territorio.

La sede di Questura e Prefettura in Corso Promessi Sposi a Lecco

"Non sapendo oggi quali saranno i compiti delle nuove province è difficile dare una risposta" ammette il primo cittadino di Osnago Paolo Strina. "Il rischio è quello di perdere il controllo del territorio se la riduzione sarà pesante, senza che vengano lasciati uffici distaccati. Al momento però non ci sono certezze: fino a novembre dell'anno prossimo saremo sempre in una fase scivolosa. Il rischio vero è che si fermi tutta l'attività della Provincia come sta già accadendo".
In effetti al momento a regnare è un clima di incertezza come ci ha confermato Renato Ghezzi, presidente della conferenza dei sindaci del casatese. "Esiste una forte preoccupazione circa i possibili problemi che l'abolizione delle province, e delle relative questure e prefetture, potranno creare ai cittadini. La situazione non è ancora ben chiara, sono in corso diversi riscorsi al Consiglio di Stato e bisognerà attendere le sentenze prima di farsi idee precise. Se le cose dovessero concludersi come previsto, sono del parere che i sindaci non dovranno per nessun motivo mollare i tavoli di trattativa, per far si che i servizi ai cittadini non peggiorino. È vero che oggi esistono servizi telematici raggiungibili dai computer di tutte le famiglie, è pur vero che un cittadino medio nella sua vita ben di rado si vede costretto a recarsi in questura, se non per il rinnovo di un passaporto o per problemi di natura penale. Ma è impensabile oggigiorno, dopo aver tartassato i cittadini in ogni maniera, mandarli in giro per mezza Lombardia affinchè possano raggiungere le questure rimaste, con trasferimenti magari di più ore".

I sindaci Strina (Osnago), Ghezzi (Viganò) e Besana (Cremella)

Mantenere inalterata la qualità e l'efficienza dei servizi erogati. E' questo l'aspetto fondamentale per alcuni sindaci. ''L'importante è che non si vadano a toccare i servizi ai cittadini''. Si è espresso così il sindaco di Barzanò, Giancarlo Aldeghi rispetto all'ipotetica chiusura di Questura e Prefettura a Lecco in considerazione della nuova organizzazione delle province.
''Se la Prefettura rappresenta un ente più vicino alle istituzioni, la Questura eroga importanti servizi a favore dei cittadini, che a mio avviso non dovranno essere trasferiti a Como. In caso contrario si andrebbe incontro ad un problema non da poco, soprattutto in termini logistici visto che Como non è proprio dietro l'angolo''.
Stessa posizione quella espressa dal sindaco di Casatenovo Antonio Colombo, secondo il quale ''la riorganizzazione delle province non deve equivalere alla perdita di servizi per il cittadino, soprattutto considerando che la Questura ne eroga parecchi''.
Posizione condivisa da Guido Besana, sindaco di Cremella. ''Ne parlavamo in conferenza dei sindaci ieri sera. Purtroppo il vero problema è che ad oggi non sappiamo cosa accadrà, quali saranno i servizi che rimarranno a Lecco e cosa invece sarà trasferito a Como. Si parla del taglio di Questura e Prefettura, ma non è ancora definitivo. Sicuramente sarebbe uno svantaggio in termini logistici soprattutto per i servizi erogati ai cittadini, perchè Lecco è più raggiungibile. Bisognerà capire cosa accadrà, credo tuttavia che alcuni presidi, quelli essenziali resteranno''.

I sindaci Aldeghi (Barzanò), Colombo (Casatenovo) e Canali (Sirone)

Perplessità sono state espresse dal sindaco di Sirone Matteo Canali, presidente della conferenza dei sindaci dell'oggionese. ''Per quanto riguarda l'aspetto operativo presumo non si avrà un grosso impatto sull'utenza: verranno eliminate le figure apicali, con la riduzione di un unico questore e di un unico prefetto per le tre province di Lecco, Como e Varese ma presumo che gli sportelli decentrati e le figure operative restino; inoltre se la questura ha qualche servizio di sportello direttamente con l'utente la prefettura invece presenta molti meno servizi di front-office. Ma il problema non credo sia questo, la verità è che ritengo che non ci sarà quel gran risparmio economico che vorrebbero farci credere. Inoltre una nuova provincia che comprende Lecco, Como e Varese ha dimensioni enormi, che praticamente si avvicinano a quelle di qualche piccola regione italiana e diventano anche difficili da gestire''.
Contrario fin da principio all'accentramento, il sindaco di Lomagna Stefano Fumagalli in merito al probabile smantellamento di Questura e Prefettura non può dunque augurarsi che "non sia così. A mio avviso - ci ha spiegato - la presenza dello Stato nelle ormai ex-province si è sempre rivelato abbastanza utile a livello di mantenimento del controllo. Certo, se si guarda solo la logica del dover risparmiare, più si taglia meglio è. Ma più si ingrandiscono le realtà, più viene meno il servizio offerto ai cittadini. Si dovrebbe anche tener in considerazione la facilità nel raggiungere gli uffici".

I sindaci Fumagalli (Lomagna), Panzeri (Perego) e Motta (Paderno)

"Più anche gli organi periferici dello stato sono vicini ai cittadini meglio è". Questa l'opinione del Presidente dell'Unione dei Comuni della Valletta e sindaco di Perego, Paola Panzeri che però, mettendosi nei panni dei cittadini, fa anche un distinguo ammettendo come effettivamente la Questura sia più utilizzata, per il disbrigo di pratiche mentre la prefettura risulti essere effettivamente meno frequentata dalla gente comune. "Se poi tagliano a Lecco per ingrandire a Como, non vedo dove sia il risparmio" aggiunge ricordando però come al momento, sia il caso di aspettare a esprimersi perché "quando cambierà il governo, tutto potrà ancora cambiare".
"Se l'idea è quella di risparmiare, l'eventuale "taglio" di Questura e Prefettura credo sia l'unica opzione" è il commento di Valter Motta sindaco di Paderno "se non è per questa ragione credo sia un atto di masochismo. Il risparmio che il Governo si prefigge non può venire certamente dagli stipendi di assessori e consiglieri provinciali. Certo io avrei optato per altre soluzioni e avrei lasciato le province in quanto la loro vera funzione è fare da coordinamento tra i comuni in una realtà comunale frammentata. Se c'era qualcosa da tagliare bisognava optare per il Pirellino ad esempio".
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