• Sei il visitatore n° 338.785.597
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Lunedì 19 novembre 2012 alle 16:33

Casatenovo: colpire i Comuni e i Sindaci  significa colpire l’ultima rappresentanza dello Stato e quindi tutta la popolazione

Antonio Colombo
Penso di essere stato tra i primi negli anni passati (anche se non molto ascoltato!) a sollevare in tutte le sedi, istituzionali, politiche, associative (ero nel direttivo dell'ANCI regionale), con lettere ai cittadini e sui giornali locali , il tema del patto di stabilità, evidenziandone iniquità ed ingiustizie e quindi anche oggi sono solidale con i piccoli Comuni che chiedono di non attuare tale scelta e di modificarne in profondità i contenuti.
Non voglio entrare nel merito delle specifiche rivendicazioni che vanno dagli insostenibili e continui tagli ai trasferimenti, al blocco degli investimenti, all'obbligo di "produrre" avanzi, all'ingiusta funzione di esattori per conto dello Stato sull'IMU (che di municipale ha proprio poco) , alla prossima tassa sui rifiuti (TARES) che colpirà pesantemente ancora le famiglie ed in particolare quelle più numerose (in sostanza i Comuni dovranno dare allo Stato circa il 30% della propria tassa rifiuti con rivalsa sui propri cittadini) ed alla logica sbagliata dei tagli lineari che creano solo disparità ed ingiustizie.
I Sindaci chiedono da tempo un nuovo Patto di stabilità, che per la parte corrente sia basato sul principio dell'equilibrio, del pareggio di bilancio e che ponga obiettivi di riduzione di debito, visto che il problema è la riduzione del debito ( regole che valgono per i Comuni francesi, tedeschi, per quelli di altri Paesi europei). La Germania ha stanziato prestiti pari a circa 4 miliardi di euro ai Comuni. Noi non ci aspettiamo questo, ma sarebbe sufficiente poter finanziare opere già progettate, "cantierabili" immediatamente e ferme per i vincoli del Patto.
Il contributo che i Comuni hanno dato dal 2007 al 2013, in termini di manovra cumulata, sfiora i 15 miliardi di euro. Questo contributo è dovuto, oltre che ai tagli, al fatto che abbiamo dovuto ridurre gli investimenti produttivi, quelli in conto capitale: c'è stato un crollo degli investimenti il 15% dalla Corte dei conti. Abbiamo pagato un prezzo altissimo al della finanza pubblica La stessa Corte dei Conti dice che la spesa statale nel 2011 per consumi intermedi, che doveva essere ridotta per legge del 6%, in realtà si è ridotta del 2%; e che gli impegni della spesa centrale registrano un incremento fino al 12% rispetto al 2010. Nella stessa relazione si dice che le spese per il Personale nei Comuni sono calate nel 2010 di due punti percentuali e mezzo, mentre sono rimaste stabili nell'amministrazione dello Stato.
Sottolineo anche che la maggior parte dei Comuni hanno fatto la loro parte in questo momento di grave difficoltà e vogliono continuare a contribuire a migliorare la propria capacità di spesa, di risparmio e di impiego delle proprie sempre più limitate risorse. Oggi è sempre più indilazionabile rilanciare un principio di autonomia e di "vero federalismo solidale e responsabile" che porti a distinguere e confrontare gli enti decentrati secondo precise analisi di costi per Comuni omogenei (ad esempio del personale per abitante, delle spese generali per abitante, dei debiti comunali per abitante, ecc. . E non solo, sull'associazionismo e sulla messa in comune di esperienze e servizi ( ad esempio in Francia vengono gestite in maniera associata il 97% delle funzioni comunali) I Sindaci chiedono che a quei Comuni, che intraprendono percorsi di unione di servizi ,o addirittura di fusione tra piccoli Comuni, venga riconosciuta l'esenzione dal Patto di stabilità e la possibilità di lavorare seriamente a questi processi di riorganizzazione.
Negli anni la politica centralistica dei Governi ha invece sistematicamente colpito gli enti locali e posto i Comuni ed i Sindaci "a mani nude" in situazioni di grande difficoltà proprio nel bel mezzo di una delle più acute crisi dal dopo-guerra. Vediamo marcati segnali anche nella nostra Brianza colpita dal problema della disoccupazione (non solo giovanile) , dal diffuso disagio sociale, dalla chiusura di esercizi commerciali e dalla stagnazione delle attività produttive e artigianali.
Inoltre colpire i Comuni ed i Sindaci significa, a mio avviso, colpire l'ultima rappresentanza dello Stato che mantiene, sempre più difficilmente, un collegamento con i cittadini provati dalla crisi e sfiduciati dalla "cattiva politica" e dalla "casta" che è ancora molto lontana dal dare l'esempio con tagli ai propri costi assurdi e con una lotta decisa a sprechi e parassitismi ( per contro conosco molti sindaci, assessori e consiglieri che fanno politica a costo zero e molte volte ci rimettono del proprio)
R ingrazio la stampa locale per lo spazio che mi ha sempre concesso per spiegare ai nostri concittadini le nostre proposte e le nostre motivazioni.
Antonio Colombo - Sindaco di Casatenovo
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco