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Scritto Giovedì 29 novembre 2012 alle 17:29

Il consiglio provinciale compatto per dire no alle cave. 'Ma una rondine non fa primavera'

Il Consiglio Provinciale si è dichiarato contrario all’apertura di nuove cave in provincia di Lecco. Questo, quindi, il significato dell’approvazione dell’ordine del giorno congiunto, presentato e approvato durante l’assise di mercoledì 28 novembre.
Durante il consiglio era, infatti, prevista la discussione su due ordini del giorno separati relativi all’iter del nuovo piano: uno presentato dalla maggioranza e l’altro dalle forze politiche di minoranza. I capigruppo, però, dopo una trattativa che ha preceduto il consiglio, sono riusciti a trovare un punto di accordo, presentando, quindi,  un documento congiunto che ha chiesto alla Giunta di “concludere e portare in approvazione il Piano Cave escludendo lo sfruttamento di nuovi siti di estrazione e concentrando le valutazioni su eventuali implementi di escavazione e di estrazione unicamente nei giacimenti già aperti tenendo in considerazione il parere delle amministrazioni comunali coinvolte”.


Soddisfatti tutti i consiglieri per il raggiungimento  dell’accorto. “Le minoranze – ha commentato il capogruppo del Pd Italo Bruseghini – sono sempre state a favore di una sospensione dell’Iter, ma per trovare un punto di incontro con le altre forze politiche abbiamo rinunciato a questa opzione. Siamo soddisfatti perché con il contributo di tutti si è redatto un documento in cui è chiara la posizione del consiglio, cioè la contrarietà a qualunque tipo di nuova escavazione. Siamo invece disponibili – ha concluso Bruseghini - a discutere della possibile riqualificazione della cava Mossini, sempre con l’approvazione dell’amministrazione comunale interessata”.


Sulla stessa lunghezza d’onda anche il gruppo della Lega Nord. “La Lega ha sempre parlato con chiarezza sulla questione – ha sottolineato il capogruppo Paolo Arrigoni - Potevamo dichiararci favorevoli a una sospensione dell’iter, ma non lo abbiamo fatto per senso di responsabilità”. Consensi sulla decisione presa dall’assise sono arrivati anche dal Pdl e da Sel, che con Alessandro Pozzi ha però sottolineato come  “si siano spesi 80.000 euro inutilmente per poi lasciare tutto come prima”. Pozzi ha poi ringraziato e sottolineato “il ruolo di tutti coloro che si sono mobilitati per la difesa del nostro territorio”.
Contento anche l’assessore all’Ambiente Carlo Signorelli. “Lavorare per la stesura del Piano Cave è stata per me una bellissima esperienza sia dal punto di vista politico che da quello umano. Abbiamo ascoltato le motivazioni di tutti, senza però farci mai tirare la giacca da nessuno. Tutto quello che abbiamo fatto – ha continuato l’assessore - è stato necessario per avere una chiara e completa visione di tutte le problematiche. Ritengo – ha concluso – che la stesura del Piano sia necessaria anche per sbloccare alcune questioni come quella della cava Mossini, dove, nonostante l’interesse di un gruppo industriale e il parere favorevole del comune di Galbiate, è ancora impossibile procedere con i lavori di riqualificazione per l’assenza di un nuovo piano”.


L’approvazione dell’ordine del giorno è stata salutata da un applauso dei numerosi presenti, tra i quali alcuni esponenti del Coordinamento Cornizzolo.  Ad assistere al consiglio anche Ercole Castelnovo del coordinamento provinciale di Sel, il quale ha voluto precisare la posizione del suo partito. Castelnovo si è quindi dichiarato “per il momento soddisfatto della decisione presa dal consiglio, ma – ha affermato – prima di cantare vittoria desideriamo aspettare la decisione finale della Giunta, perché una rondine non fa primavera”.
All’indomani di questa seduta il sindaco di Merate Andrea Robbiani, che da subito si era espresso a tutela del suo territorio, auspicando un utilizzo delle cave esistenti, senza andare a intaccare nuovi territori, ha così commentato: “Il piano Cave va esattamente nella direzione che avevamo auspicato come amministrazione e che già durante la serata in sala civica avevo avuto modo di dettagliare. Vedo ora che la soluzione da me proposta è stata anche adottata. Siamo di fronte a una leggere regionale in procinto di cambiare, di province che non ci saranno più e saranno accorpate. Andare a modificare il piano in questo momento sarebbe stato decisamente inopportuno. Sono soddisfatto perché è prevalsa la linea dell’intera amministrazione comunale, senza colore politico. In questo modo il piano cave sarà ridisegnato sull’esitente, senza andare a toccare nuovi territori”.
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D.F.
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