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Scritto Domenica 16 dicembre 2012 alle 00:49

Oggiono, Ferrari: ''Noi con Ello e Castello siamo con Merate. A Idrolario la gestione del ciclo idrico come azienda pubblica''

Roberto Ferrari
Qualche avvisaglia era già stata data in occasione dell'approvazione del nuovo profilo di riassetto del gruppo quando (a causa di quel 'unbundling' - vale a dire la separazione contabile e amministrativa - obbligatoria per legge per le imprese operanti nei settori dell'energia elettrica e del gas) l'assemblea dei soci di LRH aveva deciso di cogliere l'occasione per dare il via libera allo spin-off di Idroservice.
Perché forzare i tempi e dar vita a una società di scopo dedicata anche al settore idrico se l'obbligo di unbundling è previsto solo per gas ed energia e, soprattutto, se l'assemblea dei sindaci dell'Ato di Lecco non si è ancora espressa sul modello gestionale provinciale del servizio idrico integrato? Questa era la domanda sollevata dal Comitato Acqua Pubblica che aveva visto nell'operazione le avvisaglie di una certa volontà politica di affidare il servizio idrico integrato proprio alla neonata Idroservice, secondo alcune indiscrezioni soluzione tutto sommato caldeggiata dagli esponenti del PD "lecchese" che si erano fatti tra le altre cose promotori (tramite il mandellese Riccardo Mariani e il valmadrerese Marco Rusconi) di uno statuto 'generico' di Idroservice che attualmente non prevede il controllo analogo (requisito imprescindibile nel caso si voglia procedere nella direzione di una gestione 'in house' del servizio).
Le avvisaglie si erano trasformate in voci di corridoio e le voci di corridoio in timori che ora, con il profilarsi all'orizzonte del ricorso alla gara per il servizio in outsourcing attualmente svolto da LRH per conto di Idrolario, il sindaco di Merate Andrea Robbiani non ha esitato a esprimere 'apertis verbis': se i sindaci intendono rispettare il dettame referendario di gestione pubblica del servizio idrico l'unica soluzione perseguibile è quella di scorporare il ramo idrico di Lario Reti Holding e di farlo confluire in Idrolario, unico vero soggetto titolato ad esercitare il modello gestionale in house essendo Idroservice priva di controllo analogo.

Elena Zambetti e Luigina De Capitani

Una posizione condivisa dal Comitato Acqua Pubblica lecchese, con una singolare convergenza di vedute tra la Lega Nord e il comitato referendario contro quello che sembrerebbe un repentino cambio di vedute (sempre più in direzione di una messa a gara del servizio) di quello stesso centrosinistra che si era mosso a sostegno delle tesi referendarie.
Del resto se il comune di Merate aveva fatto da "apripista" lanciando un chiaro segnale politico con la dismissione delle quote di LRH, anche l'oggionese si era sempre dimostrato estremamente compatto nell'esprimere le proprie perplessità in merito allo spin-off di Idroservice. Se infatti i sindaci oggionesi di area PD-PDL avevano optato per l'unanime astensione in occasione dell'approvazione dello statuto della neonata società di scopo, i leghisti (Luigina De Capitani di Castello Brianza, Elena Zambetti di Ello e Roberto Ferrari di Oggiono) si erano addirittura espressi con voto contrario.
E il primo cittadino oggionese non ha esitato ad allinearsi alla posizione espressa da Merate, riconfermando la propria posizione: "Le operazioni di questi giorni non sono altro che la diretta conseguenza di quanto approvato dall'assemblea dei soci lo scorso giugno" commenta Ferrari. "In quella occasione insieme a Ello e Castello Brianza noi esprimemmo voto contrario, nonostante non ci fossimo schierati in occasione della campagna referendaria. Trovo paradossale invece che proprio chi (gli esponenti del PD ndr) ha cavalcato quell'onda referendaria oggi la stia tradendo".
La soluzione caldeggiata da Oggiono è infatti la stessa espressa da Merate: "Se si vuole perseguire la gestione pubblica del servizio l'unica cosa da fare è scorporare l'intero ramo idrico e farlo confluire in Idrolario, unica società dotata di controllo analogo e interamente pubblica. LRH di fatto opera sul mercato e non è dotata di controllo analogo da parte dei sindaci pertanto non può gestire il servizio come società in house".
Marta Mazzolari
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