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Scritto Sabato 22 dicembre 2012 alle 09:09

''Caso'' rimborsi: ho agito in modo onesto, responsabile, coerente

Nella serata di ieri 20 dicembre mi è stato recapitato un "invito per la presentazione di persona sottoposta ad indagini", da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano. Nel testo si sottolinea che il sottoscritto avrebbe utilizzato in qualità di consigliere regionale il rimborso della somma di € 5.754,25, a parere attuale del Pubblico Ministero, "in modo estraneo rispetto all'espletamento del mandato".
Chi mi conosce sa che ho sempre avuto un atteggiamento di assoluto rispetto, quasi maniacale, delle risorse messe a disposizione dalla pubblica amministrazione owero, come in questo caso, dal partito: non ho mai chiesto un euro, dicasi un euro, di rimborso spese in otto anni di assessore in Comune di lecco ed in dieci anni di responsabile provinciale della lega Nord (in provincia di lecco, Brescia e Sondrio).
Nei 5.754,25 euro richiamati sono comprese, per tutto il periodo considerato, circa un anno, spese telefoniche (€ 334), di cancelleria (€ 1023), bolli (€ 324); il resto (€ 4.073,25) è costituito da rimborsi per spese sostenute presso ristoranti, in particolare nei giorni di Consiglio Regionale o di seduta delle Commissioni Quinta (di cui ero vicepresidente) e Sesta, giorni nei quali venivano ospitati, data la funzione, rappresentanti istituzionali, delle associazioni o del tessuto sociale, presenti a Milano per audizioni o per presentare questioni in Regione, che interessavano la mia mansione.
Faccio presente che, anche nel ruolo di consigliere regionale, mi sono sempre recato l'intera settimana presso la sede della Regione o del Gruppo consiliare della lega Nord e che gli scontrini contestati riguardanti i ristoranti sono inferiori ad uno per settimana e sono sempre relativi ad un numero molto limitato di ospiti, con un costo medio a pasto attorno a 25 euro: giusto per dare il corretto peso alle cose. La legge che regolamenta il "contributo per l'espletamento del mandato" è in vigore dal 1972 e l'ultima variazione risale al 2001.
Da quando sono stato eletto consigliere nel 2005 mi sono sempre attenuto ad un comportamento non solo rispettoso delle norme di legge e delle regole che erano state imposte al Gruppo Consiliare (consolidate èd incontestate da sempre), ma anche ad una precisa etica personale. Si consideri che nel periodo interessato la legge in questione riconosceva al Consigliere regionale il diritto a chiedere il rimborso di spese sostenute, in relazione al suo mandato (per rappresentanza, documentazione, etc etc), fino all'importo di oltre euro 30.000. Come accertato dalla Procura della Repubblica le spese di cui il sottoscritto, per lo stesso periodo, ha prima chiesto e poi ottenuto dal Gruppo il rimborso ammontano ad euro 5.754,25: l'inchiesta confermerà che si tratta di costi inerenti al mandato consiliare e rientranti nelle voci previste dalla legge del 1972.
Nell'elenco inviatomi dal Pubblico Ministero, non si trova un euro per taxi, alberghi, congegni elettronici vari, viaggi in Italia o fuori, oppure altre vergognose spese ingiustificabili apparse sugli organi d'informazione e che hanno generato un'ulteriore ondata di indignazione collettiva.
Ringrazio i tanti amici ed anche i cittadini che non conoscevo personalmente che mi hanno già dimostrato fiducia, ancora prima che abbia avuto modo di chiarire quanto sopra. Non sono sereno, come alcuni dichiarano in queste occasioni, perché la gogna mediatica, che comunque si scatena, toglie la serenità e non mi consola affatto sapere che altri 61 (per il momento) consiglieri regionali lombardi si trovino a più titolo coinvolti nella stessa vicenda. Ma sono certo che la verità alla fine si rivela: e non vedo l'ora. Quello che voglio assicurare a chi mi ha telefonato ed a chi mi legge è di avere sempre agito in modo onesto, responsabile e coerente con tutto il mio passato. Cosi ho sempre e così farò.
Lecco, 21 dicembre 2012
In fede
Giulio De Capitani
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