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Scritto Mercoledì 09 gennaio 2013 alle 21:37

I motivi di una scelta

Antonio Rusconi
La frenesia di questi tempi della politica che ci obbligano a scelte continue di settimana in settimana (partecipare o non partecipare alle primarie per poi scoprire con quali criteri chi non vi ha partecipato e chi le ha perse è stato proiettato ai primi posti... ) e una legge elettorale che mortifica l'elettore su cui anche come partito abbiamo responsabilità, basata esclusivamente sui numeri assegnati, obbligano a spiegare i motivi della scelta: il numero 21 al Senato pone in una posizione di assoluta incertezza il sottoscritto, senatore uscente, nel pieno rispetto "matematico" del risultato delle primarie, a cui non è servito essere al primo posto nei cinque anni di attività per produttività complessiva tra i senatori del Pd lombardo, secondo in assoluto, essere autore di oltre 400 interventi in aula e in Commissione, relatore di oltre 10 provvedimenti, nè la lealtà nell'aver mai rotto la disciplina di gruppo.
Penso però che in questa occasione, anche per il ruolo strategico che svolge la Regione Lombardia nelle prossime elezioni, come mi ha insegnato Mino Martinazzoli, per tutti ci sia il dovere di una chiamata e non la pretesa di una richiesta.
Per questo, anzitutto, darò la mia disponibilità, senza se e senza ma, per un Paese che ha urgenza di un Governo stabile che investa da subito in Lavoro, Impresa e Sapere. Non c'è tempo purtroppo adesso per recriminazioni e invito tutti a un impegno comune, al di là delle condivisioni delle singole candidature, per votare il Partito Democratico in Provincia di Lecco alla Camera e al Senato.
Terminate le elezioni, e non secondario, sarà l'impegno per la vittoria di Ambrosoli in Regione Lombardia, comunque vada la mia sorte politica personale, sarà mia responsabilità organizzare momenti di riflessione non solo provinciali perchè davvero il Pd rimanga fedele al progetto originario, dove diverse culture si erano sentite protagoniste.
Vorrei sottolineare, non è un problema di rappresentanza di una parte o di un gruppo di amici, è l'unica strada che può riportare quell'entusiasmo, quella passione civile , anche di tanti giovani, che aveva caratterizzato la nascita del Pd.
Ringrazio i sindaci, gli amministratori, gli amici più o meno autorevoli del mondo della ricerca e dello sport che si sono "battuti " per una migliore posizione della mia candidatura: forse, viste le polemiche sorte a livello locale, meglio così, meglio provare a conquistarlo sul campo quel posto, con l'aiuto di tutti, se ci si riesce.
Ringrazio altri amici che, sono sicuro non in maniera strumentale, ritenevano auspicabile un mio impegno diretto e qualificato sull'agenda Monti: ho condiviso da capogruppo un anno di quel Governo e penso che se sono state fatte scelte difficili ma giuste, il Pd è stato il più leale dei partiti a sostenerle, ma personalmente, avendo scelto, magari sbagliando visto i tanti colleghi che le hanno evitate, la strada delle primarie, per coerenza o mi candidavo nel Pd o non mi candidavo da nessuna parte.
Vorrei essere un po' orgoglioso di un fatto: l'unica possibilità perchè possa essere eletto è che il Pd e la coalizione che lo rappresenta vinca in Lombardia rispetto all'accordo Lega-Pdl, che è la testimonianza del fallimento politico del Governo Berlusconi e della Giunta Formigoni.
Ma vincere o perdere in Lombardia sarà in assoluto determinante per avere la maggioranza in Senato e in questo il "poco simpatico" n. 21 può essere importante: siamo un gruppo di candidati senatori il cui risultato sarà determinante per l'obiettivo finale.
Ho una visione non fatalistica della vita, anche se il 21 è il numero del mio esordio in politica in Consiglio Comunale a Valmadrera e, comunque vada, ho un lavoro come docente che ho sempre voluto mantenere pagando i relativi contributi e se si deve concludere la mia storia parlamentare, meglio che accada sul campo.
Abbiamo tutti in questa campagna elettorale un dovere: restituire un minimo di credibilità e di dignità alla politica, in particolare ai giovani, perchè come ha scritto Carlo Maria Martini "non ha senso sedere a tavolino e riflettere su come conquistarli e su come creare fiducia. I giovani hanno qualcosa da dirci, a prescindere dal fatto che concordino o meno con il nostro pensiero e le nostre idee".
Anche per i tanti giovani meravigliosi che ho incontrato e incontro ogni giorno, che cercano un lavoro, che portano generosità nel volontariato, che trovo con l'entusiasmo e la passione nello sport, accetto questa sfida: dopotutto io e Castelli eravamo gli unici parlamentari in origine non eletti col "porcellum", potremmo dire coi nostri voti e adesso tornare a lottare per un posto incerto sembrerà di restituire al cittadino la possibilità di scegliere, o almeno, come recita Cyrano nell'ultimo saluto a Rossana, prima che cali il sipario, "ma perchè combattere solo quando la vittoria è certa?"
Antonio Rusconi
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