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Scritto Lunedì 28 gennaio 2013 alle 08:22

Il sindaco Bonacina e la crisi dell'edilizia

Quando si leggono certi interventi, tipo quello del Sindaco Bonacina, si perdono le poche certezze rimaste. Un Primo Cittadino, dovrebbe essere equilibrato, non fare affermazioni così lontane dalla realtà. Io non conosco il Sindaco, ma mi rifiuto di credere che imputare alla salvaguardia del Cornizzolo la ragione dei licenziamenti della Holcim, sia una tesi in cui Lui stesso, per primo, possa trovare una logica connessione. Non è neppure "strampalata", proprio non ha alcun senso. Appare più uno sfogo immaginario per chi si trova nell'impotenza.
L'impotenza di dover riconoscere, davanti a tante famiglie già in crisi, che l'edilizia, intesa come è stata fino a ieri, non esisterà più. Questa crisi ha messo a nudo quello che era evidente, lapalissiano: non si può più costruire per un mercato ormai saturo, in base alle potenzialità di acquisto. Per chi costruire abitazioni? Ormai la gente trova difficoltà ad arrivare a fine mese,
chi ha in tasca i soldi o le certezze per contrarre un mutuo per la casa? La situazione appare chiarissima, purtroppo dolorosamente chiara per gli addetti del settore: crisi finanziaria, crisi demografica, crisi territoriale. Finanziaria per i problemi sopra esposti, ma non solo: anche come bene rifugio il mattone non ha più appeal, troppa incertezza sui tempi e i modi per rientrare dall'investimento e molte spese, su un'abitazione pensata come fonte di reddito. Demografica, perchè il saldo attivo della popolazione deriva solo dagli immigrati, i quali difficilmente sbarcando su una spiaggia, possiedono i mezzi per acquistare una casa. Territoriale, visto che la "furia edificatrice" ha saturato tutta la Brianza, come del resto ampie zone dell'intera Nazione. Ma a Costa Masnaga, non espongono i cartelli "vendesi"? O il Sindaco non esce di casa ? L'invenduto coprirebbe, se la gente avesse le risorse, i bisogni per i prossimi decenni ....
Per non parlare dei capannoni: purtroppo ogni giorno se ne liberano di nuovi, altro che fabbisogno edilizio! E le banche, dal loro punto di vista, giustamente stanno attente ad erogare crediti se non vedono i rientri derivanti dalle vendite immobiliari. L'edilizia del futuro dovrebbe essere quella del recupero, del rinnovamento e, soprattutto, della messa in sicurezza del territorio.
In Italia, "grazie" alle calamità luttuose che seminano sempre più spesso, morte e distruzione, le opere di recupero e di prevenzione, sulla carta non mancherebbero di certo.
E darebbero lavoro a moltissime persone, per decenni. Manca però la volontà si metterle in atto e la Holcim, probabilmente, ne ha preso atto. Mentre il "nostro" Sindaco non trova di meglio che perorare la causa dei "divoratori di suolo ad ogni costo". Guardi, signor Sindaco, che le case automobilistiche bloccano la produzione per non riempire i piazzali di auto invendute. Lei invece cosa pensa, di continuare a costruire all'infinito?
Saluti.
Alfio Sala
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