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Scritto Mercoledì 06 febbraio 2013 alle 16:07

Un appello per il presidente della Repubblica

Dopo tre settimane di silenzio, la notizia vergognosa è venuta alla luce lo scorso 3 Febbraio sul Corriere della Sera (http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_febbraio_3/romena-regolare-arrestata-passato-mendicante-2113826365469.shtml).
Nel 2006 una giovane mamma romena (che ha oggi 29 anni) fu identificata dalle forze dell'ordine sulla metropolitana di Milano mentre chiedeva l'elemosina assieme a una delle sue bambine. Venne denunciata a quanto pare per accattonaggio, poi nessuno la cercò fino allo scorso Gennaio. Nel frattempo aveva trovato casa e lavoro, e mandava regolarmente a scuola le tre figlie. All'improvviso però qualche settimana fa le fecero visita i carabinieri per arrestarla seduta stante e accompagnarla in galera, dove ancora si trova per scontare una pena di sei mesi. Era accaduto che, dichiarata contumace (ossia latitante) nonostante risiedesse ufficialmente a Milano e fosse facilmente reperibile sul posto di lavoro (bastava dare un'occhiata alla documentazione INPS), l'avevano processata a sua insaputa e condannata per accattonaggio con minore. Misteriosamente non le erano stati neppure applicati i benefici di legge spettanti agli incensurati (la sospensione condizionale della pena si dà a chiunque subisca una condanna a meno di due anni): mi piacerebbe sapere chi era il suo avvocato d'ufficio, e fargli tutta la pubblicità che si merita.


Possibile che non ci sia nulla da fare, e che lei e le sue bambine debbano continuare a subire un trauma orribile che certo non meritano? Ricordate: lo scorso Ottobre il mondo politico e quello della stampa si scandalizzarono di una più che meritata condanna subita da Alessandro Sallusti: lui, o chi sotto la sua copertura esercitava abusivamente la professione di giornalista, avevano fatto credere ai propri lettori, sapendo di mentire, che un magistrato avesse costretto una ragazzina ad abortire, omettendo poi per anni di pubblicare la doverosa smentita (chi avesse memoria labile può anche rileggersi un mio intervento in merito su queste stesse colonne in www.merateonline.it/articolo.php?idd=27251&origine=1). Il direttore del Giornale della famiglia Berlusconi fa parte però di una casta privilegiata, e non doveva attendere molti giorni perchè il Presidente della Repubblica intervenisse con la grazia a salvarlo dalla detenzione. Qualcuno vuole ora segnalare al presidente Napolitano il caso di questa mamma brutalmente separata dalle sue bambine senza aver mai rubato nè danneggiato nessuno? A me sembra che meritino la sua attenzione ben più di un incallito diffamatore. Ringraziando tutti per l'attenzione, colgo l'occasione di esprimere la mia solidarietà anche a don Virginio Colmegna, direttore della Casa della Carità di Milano, che apprendo aver iniziato uno sciopero della fame (che lui chiama cristianamente "digiuno") per protestare contro questa intollerabile vicenda.

Michele Bossi
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