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Scritto Mercoledì 27 febbraio 2013 alle 16:12

Elezioni: qualche considerazione sul voto del 24 e 25 febbraio 2013

E' indubbio che l'esito elettorale non ha premiato il PD anche se il suo candidato premier è stato sincero con gli italiani, non ha

fatto promesse mirabolanti per accaparrarsi qualche voto in più, è stato leale con l'alleato Vendola.
Continuo a considerare Bersani il miglior presidente del Consiglio possibile oggi, ma al Segretario del partito rimprovero le modalità di preparazione di queste elezioni ed una certa miopia nella valutazione degli umori degli elettori cosiddetti "moderati":

· ha sbagliato a non accettare il voto di preferenza sulle liste. Avrebbe ampliato la platea degli elettori convogliando sui singoli candidati il voto di quel cittadino che, non volendo scegliere il partito, poteva però optare di farsi rappresentare da uno dei suoi candidati a prescindere appunto dal PD;
· ha sbagliato nella valutazione degli esiti delle primarie: un conto è verificare con i propri elettori il proprio carisma, un conto è valutare quali sono le aree di consenso da intercettare per vincere e quindi poter governare il Paese;
· per questo ha sbagliato a lasciare Matteo Renzi ai margini della campagna elettorale (quasi avesse paura di essere "oscurato") perché così non ha intercettato i suoi voti. Sono convinta che ben diverso sarebbe stato l'esito elettorale se avesse dichiarato che comunque Renzi sarebbe stato nella squadra del suo Governo.

Certo, forse poteva evitare di dichiarare il limite per la patrimoniale, visto che nelle regioni più popolose e produttive non sono certamente "ricchi" coloro che possono contare su qualche proprietà immobiliare guadagnata in anni di lavoro dai propri genitori.

Certo, poteva più chiaramente esplicitare in che modo e come avrebbe voluto la legge sui costi della politica (perché non dire che i contributi per le elezioni sarebbero stati dati solo a fronte di fatture e di stipendi regolarmente dati sino ad un massimo di...), certo poteva affermare che le modalità di democrazia interna sarebbero state varate magari equiparando i partiti alle Associazioni di Volontariato per le quali la legge esiste già, certo avrebbe potuto garantire che gli stipendi dei parlamentari sarebbero stati equiparati anche ai fini previdenziali ai contratti di Collaborazione a Progetto (i famosi Co.Co.Pro) e via di questo passo.

Ma la vera questione è che non ha colto, da segretario, una evidenza lapalissiana: il Partito Democratico ha vinto sempre e solo quando il candidato premier non proveniva dalle gerarchie dei vecchi partiti e soprattutto ha rassicurato gli italiani con una candidatura che appariva "moderata".

Ha sempre vinto, appunto, solo con Prodi.
Giliola Sironi
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