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Scritto Martedì 16 luglio 2013 alle 14:43

Giusto o sbagliato è da Idroservice che si deve partire accelerando l’uscita della società da LRH per diventare di proprietà dei Comuni

Caro direttore,
nel ringraziarti per avermi associato all’amico Paolo Strina avendomi indicato come uno dei “fari” nella intricata questione del Servizio Idrico Integrato, vorrei evitarti ed evitarmi una accusa di millantato credito ! Si perché in realtà devo ammettere che, nonostante gli sforzi che da sempre sulla questione cerco di metterci, sono molte le cose che ancora mi sfuggono forse anche perché Paderno è agli estremi confini sud della provincia e qui, per fortuna, non arrivano tutte le “indicazioni” dei comitati centrali. Ho sempre cercato, magari senza riuscirci, di pensare con la mia testa provando anche a mettermi “fuori dal coro” beccandomi a volte l’accusa di bastian contrario ma pazienza: se proprio devo sbagliare almeno lo faccio in prima persona e non per conto terzi. Ho avuto molte perplessità fin dalla nascita di LRH: non servono molte dita per contare i comuni che votarono contro quella scelta; così come scelta obbligata, nel rispetto di norme assurde poi abrogate, fu la nascita prima e l’affidamento poi a Idrolario. Ma dal momento che questi sono gli strumenti a disposizione , volenti o nolenti è da lì si deve partire. L’incomunicabilità, chiamiamola così, tra LRH e Idrolario è evidente e deleteria.
Per questo motivo ero, e sono, convinto che l’azzeramento sarebbe stata la soluzione migliore per il futuro del sistema Idrico. Per questo in ATO mi sono battuto perché costruissimo una società ex novo in cui far confluire sia Idrolario che Idroservice. Nel momento in cui in ATO si è preferito scegliere tra Idroservice e Idrolario, scartando la newco, non mi è rimasto, coerentemente credo, che astenermi. Ora che la scelta, Idroservice, è stata fatta, volenti o nolenti è da lì che si deve nuovamente ripartire e per me ripartire significa semplicemente accelerare al massimo la retrocessione di tale società fuori da LRH e di nuovo in mano ai Comuni. Con molto pragmatismo e con la speranza che non ci si incarti, come invece temo.
Lo temo perché un “incartamento” è sicuramente il risultato dell’ultima assemblea di Idrolario. Non potendo esserci di persona, ho delegato il mio assessore a presenziare con il mandato di votare con la maggioranza dei colleghi convinto che sarebbe stata poco più che una formalità seppur dolorosa visti i numeri del bilancio di Idrolario. Sbagliavo.
Nessuno di noi era al corrente di quello che sarebbe successo. Concordo con te, direttore, un sano principio di prudenza contabile suggerisce quantomeno di evitare di prevedere a bilancio una entrata su cui esistono dubbi di legittimità. Così come qualche perplessità mi lascia la scelta di Idrolario di prevedere la restituzione della remunerazione del capitale. Capisco che sia un doveroso obbligo di legge visto l’esito del referendum ma resta il fatto che, per scelta dei Sindaci, Idrolario non ha mai remunerato il capitale ma ha reinvestito questa quota in opere: a che pro quindi restituirlo per poi richiederlo indietro per finanziare quelle stesse opere ? Sperando che da questo si possa ripartire senza più frenate o deviazioni. Sbaglierò anche questa volta?!
Valter Motta - Sindaco di Paderno
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