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Scritto Giovedì 18 luglio 2013 alle 15:27

Acqua Pubblica: Merate frena ma viene messo all'angolo. La delibera passa: via libera all'affidamento a Idroservice

Via libera della Conferenza dei sindaci alla delibera dell'Ufficio d'Ambito per l'affidamento ventennale del servizio idrico integrato lecchese a Idroservice. Ora la palla passerà al consiglio provinciale dopodiché la decisione sarà operativa. Sostenuto da una manciata di comuni (Mandello, Cernusco, Barzio, Crandola con l'appoggio espresso in sede di discussione anche da Olginate - astenuti Robbiate e Castello Brianza) è infatti naufragato l'estremo tentativo di Merate di sospendere la deliberazione, quantomeno per allineare i tempi di scadenza dell'affidamento provvisorio a Idrolario con il passaggio a Idroservice evitando quindi un pericoloso "periodo di interregno" durante il quale rischierebbe di venire meno la reale possibilità di un controllo analogo da parte dei sindaci.


La maggioranza schiacciante (pur su una presenza ridotta: 51 comuni su 90) ha fatto quadrato allineandosi alla posizione "lecchese": accelerare l'iter senza ulteriori rallentamenti, fermamente sostenuta da Galbiate, Valmadrera e Lecco in primis, ma con l'appoggio meratese e casatese espresso per bocca di Paolo Strina di Osnago e Davide Maggioni di Sirtori (ex presidente della Conferenza dei sindaci del casatese).
Del resto che la diplomazia tra partiti e il gioco di forze tra le parti avesse trovato un proprio equilibrio ben prima dell'assemblea di ieri sera era ampiamente prevedibile: impossibile ora rimetterla in discussione. Ci ha sperato Merate, ma è stato messo all'angolo.
La delibera "votata all'unanimità dai membri dell'Ufficio d'Ambito", come a più riprese ribadito il presidente Strina è infatti stata il frutto di un compromesso e di "un importante segnale di convergenza di opinioni" volendo usare le parole del sindaco osnaghese. Merate e Mandello, che si erano infatti fermamente opposti all'affidamento a Idroservice portando avanti l'opzione Idrolario, una volta al tavolo dell'azienda speciale non hanno infatti potuto che recepire l'indirizzo espresso dalla conferenza cercando almeno di "salvare il salvabile" mettendo più briglie possibili alla holding Lario Reti. Come? Attraverso un cronoprogramma più stringente: entro il 30 settembre 2013 l'indicazione di uscita di Idroservice dalla holding affinché questa diventi operativa entro il 30 giugno 2014. Entro il 30 novembre 2013 quindi l'entrata nella società di tutti quei comuni che attualmente non ne fanno parte (circa una trentina). Di qui la "convergenza" di cui ha parlato Strina.
Se non ci fosse un "se", come ha sottolineato il vicesindaco di Merate Massimiliano Vivenzio. L'adesione di Merate è giunta prima della "bomba" Idrolario: la mancata approvazione del bilancio che di fatto determinerà l'impossibilità per la società di operare. Una ragione sufficiente secondo Merate per rimettere le carte in tavola. "Uno dei passaggi fondamentali previsti dalla delibera è quello di accelerare i tempi in vista di una fusione del ramo idrico di Idrolario in Idroservice" ha spiegato Vivenzio "senza il bilancio questo passaggio fondamentale è bloccato, fino a quando? Non ci sono le condizioni per attuare la delibera". Ma il nodo critico secondo Merate è anche un altro: l'affidamento a Idrolario scadrà il 31 dicembre 2013 ma l'uscita di Idroservice dalla holding sarà operativa soltanto dal 30 giugno 2014.


Cosa accadrà nel frattempo? Chi garantirà il controllo analogo? Di qui la proposta di Merate: sospendere la delibera e modificarla almeno inserendo un "allineamento di date" vale a dire prorogando l'affidamento a Idrolario fino al 30 giugno 2014 per consentire le modifiche statutarie e lo scorporo di Idroservice dalla holding. Concorde sulla criticità di questo "vulnus" temporale anche il vicesindaco di Mandello Fabio Marcelli, disponibile a soprassedere su una sospensione della delibera ma non sul problema temporale "stringente". A fare quadrato anche Cernusco e Olginate: "Avendo optato per Idrolario non ci sentiamo di avvallare questa delibera anche in virtù della contestualità dell'uscita di Idroservice da Lario Reti, un elemento determinante".
Ma non è mancata la levata di scudi portata avanti da Galbiate ("dibattito e confronto sono già durati due mesi, ora è il momento di votare"), Osnago ("vi sono poche certezze legislative, si vive di interpretazioni, ma a un certo punto bisogna prendere delle decisioni"), Lecco ("votiamo convintamente a favore: le criticità sollevate da Merate e Mandello sono superabili. E' vero che inizialmente il modello proposto non sarà coerente con la normativa, ma nessun altro modello sarebbe coerente, non ci sono i tempi tecnici") Sirtori ("sono convinto che riusciremo a rimettere in pista Idrolario, voto convintamente a favore").
La proposta di Merate è quindi stata bocciata dalla conferenza che ha dato il via libera alla delibera con il voto contrario di Olginate, Merate, Cernusco, Crandola, Castello, Mandello e Lomagna. Astenuti Robbiate, Calolziocorte e Barzio. Ora la palla passerà alla Provincia.
M.M.
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