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Scritto Venerdì 19 luglio 2013 alle 18:07

Acqua: i sindaci privatizzano le aziende pubbliche sbarrando le porte assembleari. Ma se pensano che arretriamo sbagliano

In vista dello scontro finale le armi in campo, com'è ovvio che sia, si fanno sempre più affilate. Ma in questa battaglia per la
Vittorio Proserpio
presidente di Lario reti holding
gestione (e il controllo) del servizio idrico integrato nostro malgrado siamo finiti anche noi. Non che le premesse fossero delle migliori, ammettiamolo, ma la nostra estromissione dall'assemblea dei soci di Lario Reti Holding di ieri sera ha raggiunto dei livelli di ridicolo forse mai sfiorati prima. Che in tema di partecipazione alle assemblee dei soci (che nient'altro sono che rappresentanti dei comuni ergo dei cittadini, ergo di tutti noi) delle società pubbliche fossimo tenuti perennemente sotto scacco è cosa nota e già a più riprese denunciata. Estromessi (per non dire buttati fuori) dall'aula nel novembre 2011 grazie a un gioco di equilibrismo - LRH è sì una società pubblica ma di diritto privato, quindi l'ingresso è riservato esclusivamente ai soci (i sindaci o loro delegati, rappresentanti pubblici, non soggetti privati, ribadiamo) - per poi essere frettolosamente convocati, e riveriti, l'indomani in occasione di una conferenza stampa per la trasmissione di un comunicato ad hoc (qualche malizioso potrebbe anche definirla una "velina", alla faccia della stampa libera e indipendente), la situazione si era più o meno stabilizzata con un tacito accordo: noi avremmo dovuto chiedere (come abbiamo sempre fatto) tramite richiesta scritta di poter presenziare all'assemblea e la nostra richiesta sarebbe stata di volta in volta sottoposta al voto dei sindaci che avrebbero avuto la facoltà di accettarla o respingerla. Ma la nostra richiesta è sempre stata accolta, questo va detto. Non che la trasformazione dell'esercizio di un diritto (la libertà di stampa e, se necessario, anche di critica) in "concessione" ci facesse piacere, sia chiaro, ma abbiamo sempre guardato alla sostanza della questione: possiamo presenziare? Bene, vada per la trafila burocratica e richiesta scritta sia.
Ma questo "tacito accordo" ieri sera è venuto meno e già in via preventiva. Alla nostra richiesta di ingresso è infatti stato risposto dalla segreteria di presidenza che sarebbe stata sottoposta al voto dei sindaci soltanto per il nono e ultimo punto all'ordine del giorno in quanto per gli altri sussistevano "problematiche di riservatezza" perchè erano attese "indicazioni inerenti persone proposte per cariche amministrative senza aver sostenuto iter di accettazione".

E qui è necessaria un'analisi dei fantomatici temi oggetto di riservatezza.


Punto 1: esame della proposta di statuto Acel service e relativo mandato per indirizzo a procedere
Punto 2: indirizzi per la costituzione della governance e dell'organo di controllo per Acel service e determinazione dei relativi compensi
Punto 3: indirizzi per la partecipazione alla governance per AEVV Energia SRL
Punto 4. esame della proposta di statuto Lario Reti gas relativo mandato per indirizzo a procedere
Punto 5. indirizzi per la costituzione della governance e dell'organo di controllo per Lario Reti Gas srl e determinazione dei relativi compensi

E fin qui vada. Ma poi leggiamo:
Punto 6: esame della proposta di statuto di Idroservice srl relativo mandato per indirizzo a procedere
Punto 7: indirizzi per la costituzione della governance e dell'organo di controllo per Idroservice e relativi compensi
Punto 8: preliminare valutazione dello statuto di Lario Reti Holding spa per successiva assunzione
Punto 9. presentazione della proposta sottoposta all'Ato per relativa validazione e assunzione del percorso societario finalizzato all'affidamento diretto a Idroservice srl del servizio idrico integrato.

E qui ci chiediamo: cosa c'è di riservato nella modifica statutaria di Idroservice, la società pubblica a cui sembra verrà affidata la gestione del servizio idrico (un servizio pubblico essenziale di cui usufruiscono e usufruiranno tutti i 340 mila cittadini della provincia di Lecco) per i prossimi vent'anni? Cosa c'è di riservato nella valutazione preliminare dello statuto di Lario Reti Holding che dovrà passare per i consigli comunali di tutti i comuni soci?
Se la "riservatezza" di cui si parla è quella relativa alla nomina dell'organo di controllo e relativi compensi (e anche su questo ci sarebbe da discutere) prevista al punto 7 l'ostacolo sarebbe stato facilmente aggirabile chiedendo un momentaneo allontanamento della stampa, nessuno avrebbe avuto da ridire. Era solo questione di volontà. Ma forse è proprio questo il punto.
Ma la beffa non finisce qui: entriamo per la discussione del nono punto e dal CdA viene comunicato che proprio questo non verrà trattato in quanto superato dalla delibera approvata dalla conferenza dei sindaci di mercoledì. La presidenza non sapeva che proprio il nono punto sarebbe stato annullato? Preferiamo andare sulla fiducia e credere che sia realmente così. Altrimenti questa vicenda assumerebbe tutt'altri connotati, dalla presa in giro alla deliberata e volontaria messa all'angolo di Merateonline. Uno scenario che preferiamo non paventare.
Insomma, purtroppo dell'ultima assemblea di Lario Reti Holding questa volta potremo raccontarvi ben poco, giusto il buffet perché è lì che siamo stati confinati, magari perché a stomaco pieno siamo tutti più buoni.
Ma il nostro impegno per esercitare il diritto di cronaca e di critica e indagare i retroscena delle decisioni in atto, determinanti per un servizio essenziale per i cittadini, non si arresterà certo di fronte a un paio di tartine.

Marta Mazzolari
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