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Scritto Sabato 20 luglio 2013 alle 18:25

Lario Reti: i sindaci, la stampa poteva assistere all’assemblea. Ma il CdA e il numero uno della Holding contano più dei Soci

Paolo Strina e Vittorio Proserpio
"L'estromissione della stampa dall'assemblea, relativamente alla discussione degli statuti di Idroservice e Lario Reti Holding, non è stata l'indicazione data dai soci che, viceversa, hanno dato parere favorevole all'ingresso".
Dopo il nostro articolo di denuncia di quanto accaduto giovedì sera, la nostra "messa alla porta" dall'assemblea dei soci di Lario Reti Holding è questa la precisazione giunta dal sindaco di Osnago Paolo Strina che ha annunciato l'intenzione di voler portare avanti ulteriori verifiche per capire "come la vicenda sia stata gestita da parte dell'azienda". Una puntualizzazione di cui prendiamo atto e a cui, lo confessiamo, non stentiamo a credere.
Come già riportato, il "niet" alla nostra presenza in aula è infatti giunto in via preventiva: è stata la segreteria di presidenza della società a comunicarci già il giorno precedente che la nostra richiesta di poter presenziare sarebbe stata sottoposta al voto dei soci (i sindaci) esclusivamente per quanto riguardava il nono e ultimo punto all'ordine del giorno (poi ritirato) in quanto sui rimanenti otto "sussistevano problematiche di riservatezza". Insomma, come a dire, il parere ai sindaci certo che lo chiediamo, ma mica su tutto, solo su quello che vogliamo noi. Di conseguenza, essendo stata questa la risposta, ci siamo presentati per la trattazione dell'ultimo punto e mentre all'interno erano ancora in corso di trattazione il settimo e ottavo punto fuori ci hanno lasciato, nonostante all'interno l'assemblea avesse dato precise indicazioni in direzione differente (almeno stando a quanto sostenuto dal sindaco di Osnago).
Ora quindi ci chiediamo: chi ha dato indicazione alla segreteria di presidenza di limitare la nostra richiesta di ingresso esclusivamente alla trattazione dell'ultimo punto "scavalcando" il parere dei sindaci? E' stata una libera iniziativa del presidente Vittorio Proserpio di cui i sindaci non erano al corrente o è stata l'imbeccata di qualcuno? Dubitiamo infatti che un segretario decida di muoversi autonomamente senza una precisa indicazione dall'alto. Ma non è nostra intenzione addentrarci troppo nel terreno delle illazioni.
Va detto comunque che a nostro parere il CdA di Lario Reti un certo "vizietto" ce l'ha, quello di tentare di disattendere precise indicazioni dei soci o quantomeno di cercare di bypassarne il parere per avere mano libera (si veda il tentativo di ottenere l'approvazione dello statuto di Lario Reti senza il necessario - e obbligatorio - passaggio in consiglio comunale o ancora il tentativo di pilotare le fasi di voto facendo precedere a una precisa mozione di rinvio la votazione dei favorevoli). Un "vizietto" riconfermato anche nell'ultimo tentativo (riuscito) di estromettere la stampa che non dovrebbe essere consentito a società pubbliche per le quali si discute tanto di controllo analogo e della possibilità per i sindaci di avere un concreto potere di direzione e controllo, non soltanto sulla carta "perché tanto poi il CdA si muove per conto suo".
Questa vicenda semmai dimostra che sul controllo analogo "reale" quantomeno c'è ancora da lavorare. Per ora apprendiamo con soddisfazione l'intenzione del sindaco di Osnago di sottoporre all'assemblea dei soci una proposta: il libero accesso della stampa alle assemblee dei soci delle società pubbliche per quanto riguarda temi di pubblico interesse, quale appunto l'acqua, senza più lo "sbarramento" del voto. Un risultato quello della possibilità di esercitare liberamente un diritto che (se confermato), dopo due anni di battaglie, accoglieremmo davvero con piacere. Altro che tartine.
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Marta Mazzolari
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