Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 328.125.357
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Martedì 23 luglio 2013 alle 09:51

Cari Brivio, Strina, Signorelli: se la vostra è partecipazione....

Non sappiamo a chi si riferissero i sindaci di Lecco, Perledo ed Osnago nella loro "veste istituzionale idrica" nel recentissimo comunicato stampa, a firma congiunta, sul tema delle ultime scelte relative all'affidamento del servizio idrico provinciale. Credendo però noi fermamente nella Partecipazione democratica - effettiva e "dal basso" - non possiamo non porre all'attenzione dei Cittadini e dell'opinione pubblica, perlomeno quella più attenta, alcune semplici considerazioni in merito.
Nei processi consultivo decisionali (perlomeno quelli più importanti per la Collettività ), se si ha effettivamente a cuore il massimo coinvolgimento ed il massimo grado di consapevolezza della Cittadinanza e della forze della cosiddetta Società Civile :

- Non si vive con insofferenza l'esercizio banale della Partecipazione attiva dei Cittadini dopo averla, a parole, invocata dimostrando palese "fastidio" per i contributi di chi non si adegua a presunte "leadership".

- Si cerca di innescare il più grande dibattito possibile ad esempio promuovendo consigli comunali aperti e li si pratica senza costruirsi alibi preventivi più o meno fondati del tipo "tanto la gente non viene".

- Nelle società cosiddette "pubbliche" collegate non si dovrebbe votare per ammettere o meno cittadini e media. Li si fa partecipare, se si crede nella trasparenza, a prescindere.

- Quando si consultano i cosiddetti portatori d'interessi generali come Comitati, Associazioni, Sindacati e simili non lo si fa programmando incontri in orari tutt'altro che coerenti con la presunta sbandierata esigenza partecipativa (ore 13 ed ore 15 di giornate lavorative...). In quei contesti i cosiddetti "esperti" dovrebbero inizialmente spiegare i loro contenuti e non sondare prima i rispettivi pareri in materia.

- Quando si richiedono pareri (ennesimi e costosi) agli esperti non li si usa a secondo delle proprie "convenienze" e solo quando confermano una direzione politicamente preordinata.

- Non si escludono a priori pregiudizialmente approfondimenti su ipotesi diverse rispetto a quelle proposte da chi guida i processi (l'Azienda speciale consortile di diritto pubblico)

- Non si disertano (gran parte dei sindaci o loro delegati) occasioni pubbliche promosse dalla Società civile per approfondire i temi oggetto dei processi decisionali.

- Nelle Assemblee decisionali (Conferenza dei Comuni) non si forniscono sistematicamente all'ultim'ora - spesso ad assemblea in corso - testi potenzialmente deliberativi, spesso complicati, rendendo problematico l'esercizio pienamente consapevole di voto di gran parte dei sindaci o dei loro delegati presenti. Ed i questi contesti si rispettano i mandati dei propri Consigli Comunali (Lecco, Olgiate, Osnago) e non li si piega alle esigenze, più o meno fondate, del momento.

- Non si aspettano anni per rendere il sistema idrico pubblico efficiente, efficace ed economico rischiando di fornire il peggiore degli alibi ad una possibile scelta scellerata di mettere a gara i servizi essenziali per la collettività che, per loro stessa natura, devono essere tenute fuori dalle logiche di mercato, come inequivocabilmente suggellato da 27 milioni d' Italiani e 138.000 lecchesi nei referendum del 2011.

- Non si usano le norme ad intermittenza e solo quando convengono ai propri orientamenti . Ad esempio non contrastando adeguatamente una nefasta legge regionale formigoniana - molti sindaci di altri territori lo hanno fatto - le cui ripercussioni, preannunciate peraltro in modo inascoltato dal nostro Comitato, in termini di sprechi economici per i doppioni societari creatisi, sono tra le cause più importanti dell'attuale disastrata situazione ;mentre dall'altro lato non si rispettano le norme comunitarie, previste, una volta tanto, per garantire l'effettivo controllo diretto di Comuni e Cittadini su servizi pubblici locali d'interesse primario per le Comunità.

-Non si apostrofano prima Comitati, Associazioni o gruppi di Cittadini come fuorviatamente "ideologici" e poi, all'occorrenza, quando presentano considerazioni e soprattutto proposte concrete (scritte, circostanziate e pertinenti oltre che assolutamente praticabili) definendoli troppo "piegati" sulle norme. Non si ricorda loro, in ogni occasione, che gli amministratori pubblici sono elettivi mentre i Comitati no, cosa apparentemente ovvia quanto "insidiosa" se fa balenare l'idea che solo i sindaci hanno il diritto di interagire nelle scelte : bell'esempio di convinta democrazia partecipativa !

- Non si "minacciano" altri addossandogli responsabilità derivabili dalle proprie inadempienze. Ad esempio imputare il dannosissimo possibile rientro dell'ipotesi di gara, peraltro abbondantemente e preventivamente denunciato anche da noi, a coloro che volessero impugnare un affidamento non consono alla normativa europea. Il vulnus, per le note ragioni, è creato da chi coscientemente e pervicacemente sta perseguendo la scelta "pro Idroservice". L'opinione pubblica saprà ben riconoscere questo tentativo di rovesciamento delle parti se l'ipotesi di ricorso alle competenti autorità effettivamente si concretizzasse.

- Soprattutto non si "scimmiotta" la volontà popolare di ben 27 milioni d'Italiani, di cui 138.000 lecchesi, che hanno sancito che l'Acqua deve stare fuori dal mercato e che i profitti devono stare fuori dall'Acqua, con pseudo scelte solo apparentemente rispettose di questa volontà popolare. C'è un "generico pubblico" ed un "pubblico QUALIFICATO E COERENTE " : E' quello che ci piace !

Ci fermiamo qui convinti d'aver fornito elementi sufficienti alla Cittadinanza per formarsi un'opinione, la più oggettiva possibile, sugli avvenimenti accaduti ed in corso d'opera: sarà il Consiglio Provinciale a definitivamente pronunciarsi in materia.

Da parte nostra costatiamo con soddisfazione che sempre più Cittadini chiedono conto della situazione ai propri amministratori e sempre più sindaci stanno saggiamente rimeditando il tutto ed infoltendo la schiera dei "dissidenti" perché :


SI SCRIVE ACQUA MA SI LEGGE DEMOCRAZIA !

Comitato Lecchese per l’Acqua Pubblica e i Beni Comuni
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco