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Scritto Mercoledì 24 luglio 2013 alle 18:48

Merate: all’incontro pubblico sull’acqua Robbiani annuncia che voterà contro la fusione del ramo idrico in ''Idroservice''

Dibattito pubblico ieri sera a Merate. Quattro relatori appartenenti a correnti politiche differenti - dalla Lega Nord del sindaco di Merate Andrea Robbiani al centrosinistra più "radicale" di Riccardo Mariani di Mandello e Salvatore Krassowski di Cernusco fino alla voce critica dalla società civile di Remo Valsecchi - hanno infatti deciso di sedersi allo stesso tavolo per dare vita a un dibattito sul percorso fin qui svolto e le decisioni in atto in tema di servizio idrico integrato. Una questione come noto recentemente salita alla ribalta delle cronache proprio in vista delle scelte definitive che a partire dal prossimo 1° gennaio porteranno all'affidamento ventennale del servizio provinciale tramite procedura diretta di in house providing a un'unica società. Ciò dopo un percorso tortuoso che ha portato nel 2007 alla fusione delle quattro società presenti sul territorio provinciale per poi sfociare nel 2009 nella scissione societaria di Lario Reti Holding e Idrolario alla base della dispendiosa dicotomia societaria che ha dato vita alle numerose storture che tuttora gravano sul servizio idrico lecchese.

Il pubblico presente in sala civica

Ma se la maggior parte dei sindaci lecchesi sta correndo verso un affidamento a Idroservice, figlia minore di Lario Reti, a Merate, seppur con sfumature differenti, non è mancato chi non ha esitato a criticare le scelte fin qui compiute, mettendo in guardia contro i rischi che comporterà l'affidamento ventennale a una società, Idroservice, tuttora sprovvista dei requisiti di controllo analogo. Merate e Mandello, in sede di Ufficio d'Ambito, hanno giocato il tutto per tutto per mettere più paletti possibili all'autonomia di Idroservice con un cronoprogramma più stringente (che vede entro il giugno 2014 la fuoriuscita dalla holding), mentre Cernusco e il Comitato si sono fatti promotori di una campagna di raccolta firme che approderà in consiglio provinciale per chiedere che vengano riaperte le porte all'Azienda Speciale, a dimostrazione che la partita è ancora da giocare. Ma non è mancata la denuncia dei rischi e dell'"assurdità" di alcune scelte politiche intraprese: dallo "strapotere" dei CdA societari che rischiano di esautorare il potere di controllo dei sindaci, ad alcune decisioni avallate a tutto vantaggio di Lario Reti: dal contestato, mancato pagamento dell'affitto delle reti a Idrolario per 2 milioni di euro (passato con il solo voto contrario di Merate), al contratto "capestro" che lega Idrolario alla holding per la fornitura del servizio (10 milioni di euro) affidato senza alcuna procedura di gara, fino al paradosso per cui Idrolario, oltre a pagare il proprio CdA e relativo consiglio sindacale, si sobbarca il 60% dei costi del CdA della holding. Inevitabile secondo i relatori la chiusura in perdita del bilancio di Idrolario in queste condizioni, soprattutto dopo il blocco delle tariffe votato dagli stessi sindaci salvo poi il paradossale tentativo di mettere le pezze pretendendo un conguaglio retroattivo sulla cui regolarità ci sarebbe molto da discutere.

Da sinistra Remo Valsecchi, Salvatore Krassowski, Andrea Robbiani,
la collega Marta Mazzolari e Riccardo Mariani

Per non parlare della decisione di optare per Idroservice nonostante il parere tecnico contrario dell'Anea, i cui costi, 19 mila euro, inutile dirlo, graveranno in tariffa e sulle tasche dei cittadini. Chi ci guadagna? La risposta di Robbiani è stata chiara: i sindaci lecchesi, che possiedono maggiori quote azionarie nella holding e che in questo modo potranno non soltanto puntare ai dividendi ma mantenere strategica una società, Lario Reti, che senza il servizio idrico i comuni potrebbero decidere di abbandonare dismettendone le quote.
Ma la "battaglia" appare tutt'altro che finita. Due infatti gli ostacoli che potrebbero rallentare la corsa della strategia lecchese. Il primo già il prossimo 2 agosto con una nuova assemblea dei soci di Idrolario che si preannuncia infuocata: dopo la "bocciatura" del bilancio, il CdA sottoporrà infatti ai soci due distinte bozze: la riproposizione del bilancio in perdita già bocciato ("Un progetto che non poteva essere differente volendo rispettare le caratteristiche di veridicità e correttezza contabile" volendo usare le parole del consigliere Alfredo Casaletto") e una seconda bozza con le modifiche richieste dai soci (adeguamento tariffario retroattivo e stralcio della quota per la restituzione ai cittadini del 7% di remunerazione del capitale) che tuttavia difficilmente potrà trovare il parere favorevole di collegio sindacale e revisore dei conti. Inutile dire che da Merate, Mandello e Cernusco giungerà il voto contrario a un bilancio "ritoccato" per giungere in attivo.
Ma da Merate è partita la bordata forse più pesante: l'annuncio del voto contrario in sede di assemblea di Idrolario alla fusione del ramo idrico in Idroservice fino a che questa non sarà scorporata dalla holding. Una decisione che, con il peso del 23,9% delle quote di Merate potrebbe mettere in seria difficoltà la road map fin qui studiata. Una scelta giustificata dal rischioso periodo di "interregno" tra il 1° gennaio (data di affidamento a Idroservice) e il 30 giugno (termine per lo scorporo di Idroservice) che di fatto non consentirà il controllo analogo sulla figlia minore di Lario Reti.


Ma non è l'unico ostacolo che si profila all'orizzonte: come noto la delibera predisposta dall'Ufficio d'Ambito per l'affidamento a Idroservice dovrà infatti ottenere il via libera del consiglio provinciale prima di diventare operativa. E non è affatto detto che la Lega deciderà di avallare l'operazione. L'ha detto chiaramente l'assessore Ennio Fumagalli: "Il consiglio provinciale dovrà limitarsi a un parere tecnico. Come potrà avallare un affidamento a Idroservice se la società non è conforme ai requisiti per l'affidamento in house? Personalmente non sarò chiamato a votare ma chi tra i consiglieri provinciali deciderà di prendersene la responsabilità?". Il fronte dei dissidenti si prepara quindi a giocare le proprie contromosse e ora per il lecchese la partita potrebbe farsi più dura. Del resto, come vuole il detto, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.
S.V.
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