Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 328.042.288
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Lunedì 07 ottobre 2013 alle 17:02

Pneumologia/2: dalla Legge Sirchia ai giorni nostri passando attraverso anni di confronti e trattative mai andate a buon fine

L'Inrca di Casatenovo in immagini di repertorio
“A distanza di quasi 25 anni dal primo piano regionale ospedaliero si ripropone oggi il problema della presenza sul territorio lecchese di un Istituto di Ricerca Scientifica. Allora si decise che tutte le competenze (posti letto, attività ambulatoriali ecc.) in campo pneumologico dovessero fare capo all`Inrca di Casatenovo con il conseguente disimpegno nel settore, degli ospedali di Lecco e Merate. Un solo presidio "specializzato" nella patologia respiratoria in tutta la provincia, per evitare inutili e costosi doppioni. A "valle" è rimasta attiva presso il Manzoni la Chirurgia toracica che, alla luce della casistica crescente di tumori al polmone risulta in fase di potenziamento. Il futuro dell`Inrca di Casatenovo, quindi riguarda tutta la provincia. Il volume di prestazione che questa struttura ha contrattato con l`Asl di Lecco è una risorsa importantissima di cui il territorio non può fare a meno. Ecco perché occorre accendere i riflettori su questa problematica rimasta sinora un po` in ombra”.

Iniziava così l’editoriale apparso su questo giornale il 3 agosto 2006. Di anni, ora, dal documento citato nell’attacco, ne sono passati 32 ma la situazione di stallo, nonostante le battaglie combattute, gli incontri (ufficiali e segreti) tenutesi e i fiumi di parole spesi per dare voce a tutte le parti coinvolte nella vicenda, si è trascinata fino ai giorni d’oggi.
Nella prima “puntata” del nostro riassunto delle vicissitudini che hanno portato alle condizioni attuali, con un nuovo reparto quasi pronto al Mandic senza però che si sia ancora trovato l’accordo con l’Inrca per il trasferimento all’interno del presidio meratese dell’acuzie pneumologica (http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=39127&origine=1), ci eravamo fermati alla legge Sirchia la cui applicazione, in Lombardia, porta, alla trasformazione di  4 Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico su 5 in Fondazioni. Nascono  il Tumori, il Besta, il San Matteo di Pavia e il Policlinico ma rimane aperta la questione dell’Inrca di Casatenovo, presidio dell’unico Irccs nazionale, con sede ad Ancona e succursali in altre regioni, anomalia non presa in considerazione tra le ipotesi di Riforma. Iniziano così a farsi strade le congetture più disparate sul futuro di tale realtà. Di qui l`ipotesi accarezzata da più parti di chiedere alla Regione Lombardia, e più specificamente all`assessore alla sanità Alessandro Cé e al direttore generale Carlo Lucchina, di aprire un tavolo col Ministero della Salute e la regione Marche per negoziare il distacco del presidio casatese dall`Irccs di Ancona. In questo modo si sarebbe potuto trasformare l`Inrca in Fondazione (avendo lo stesso ottenuto la riconferma del riconoscimento di Istituto a carattere scientifico dalla stessa Regione il 16 aprile 2004 e dall`ex ministro La Loggia, già presidente della Conferenza Stato-Regioni, il 28 marzo 2006) oppure aggregare il presidio di Casatenovo a una delle quattro Fondazioni lombarde già esistenti oppure ancora trasferire l’attività da
Pietro Caltagirone e Felice Baio
esso condotta all`Azienda Ospedaliera di Lecco. A quest’ultima opzione mira anche il dottor Piero Caltagirone, direttore generale della struttura pubblica lecchese, giunto al suo ultimo anno di mandato. Siamo nel 2007. “Fermo restando che il problema semmai va demandato alla programmazione regionale, personalmente vedrei volentieri un trasferimento di tutta l'attività assistenziale a Merate e il mantenimento dell'attività di ricerca dentro la struttura di Casatenovo in collaborazione col Policlinico di Milano, convogliando quindi all'Inrca una fetta dell'attività di ricerca sulle malattie respiratorie da Milano a Casatenovo” spiega, sulle colonne di questo giornale, il 2 gennaio, ricevendo il plauso di destra e sinistra. Nello stesso mese, 26 primi cittadini, al di là dell`appartenenza politica, sottoscrivono una proposta per il trasferimento di tutte le attività del Centro Inrca di Casatenovo all`interno della struttura del San Leopoldo Mandic, riservando al presidio casatese un ruolo significativo in tema di prestazioni specialistiche ambulatoriali, riabilitazione generale e non solo respiratoria e per la continuità assistenziale.
Tra le ragione che depongono a favore della scelta condivisa dall’asse Caltagirone-sindaci vi è anche la questione, non irrilevante, legata al finanziamento del 2° lotto dei lavori all’ospedale di Merate messo a rischio dalla contrazione delle spese per l’edilizia ospedaliera decisa dallo Stato. Gli interventi, per essere finanziati, devono essere “strategici”, volti dunque alla razionalizzazione della rete per le acuzie e portare intrinsecamente un  valore aggiunto al presidio. La Pneumologia al Mandic è l’asso nella manica per ottenere il finanziamento, finanziamento che di fatto a luglio 2007 viene concesso e con esso anche l’autorizzazione, a firma dell’assessore regionale Carlo Lucchina, l’apertura di una divisione pneumologica  con l’intera filiera assistenziale: la semintensiva, l’acuta, la post acuta e la riabilitativa. Ma sarà lo stesso Lucchina, promotore del progetto, a tarpare le ali alle trattative portate avanti da Caltagirone con la dirigenza di Ancona per arrivare ad un accordo sul trasferimento dell’Inrca al Mandic, accordo che a fine mandato, il dg dell’Ao di fatto, nonostante il gran lavoro compiuto, non
Ambrogio Bertoglio, Carlo Lucchina e Mauro Borelli
otterrà. La “patata bollente” passa dunque nelle mani del suo successore, il dottor Ambrogio Bertoglio che si trova a fare i conti con la nuova direzione generale dell`Inrca. Questa ipotizza piani di potenziamento e sviluppo del presidio di Monteregio riuscendo a catturare l`interesse di Antonio Colombo, sindaco di Casatenovo, che entra in sintonia con Franca Colombo, primo cittadino di Barzanò, da sempre contraria a qualsiasi spostamento di reparti da Monteregio al Mandic. A dare man forte agli anconetani ci pensa poi anche la Regione: a giugno 2008 stanzia 2 milioni per la Tac dell’Inrca, concedendo invece “solo briciole” al Mandic e facendo così saltare l’atteso acquisto della Risonanza magnetica aperta, la cui procedura era stata avviata da Caltagirone.
I sindaci non ci stanno: Felice Baio, presidente dell’Assemblea distrettuale, carta e penna alla mano, poche ore dopo aver avuto la conferma che il riparto fondi regionali per l'innovazione tecnologica ospedaliera penalizza fortemente il San Leopoldo Mandic, scrive al presidente della Giunta regionale Roberto Formigoni, ai vertici dell'assessorato alla sanità e, per conoscenza, ai dirigenti politici provinciali chiedendo la sospensione temporanea dell'assegnazione dei finanziamenti destinati all'Inrca di Casatenovo e al presidio di Via Cerri. Anche Bertoglio prende posizione. E lo fa all’indomani del documento firmato da Baio.  “Perché non accorpare tutta l'attività INRCA (quella per acuti e riabilitativa) in un unico luogo, a Merate, al Mandic? Perché non cercare di conferire all'Ospedale tutte le risorse che l'INRCA e l'Ospedale stesso sono in grado di attivare in questa operazione?” domanda nella sua missiva inviata a questa testata. “Non si tratta di inglobare l'Istituto (per il quale dovrebbe essere confermata tutta la sua autonomia gestionale e clinica) quanto consentire ad esso di poter usufruire di tutti quei servizi che ritiene necessari , siano essi sanitari (la radiologia, l'anestesia, il laboratorio, etc.) che di supporto. E' fin troppo evidente-  prosegue- che mantenere due strutture separate con, entrambe, l'ambizione di svilupparsi è una pia illusione”.
Il mese successivo (luglio 2008) la Regione fa dietro front, cancellando i due milioni previsti per l’Inrca e la “quadra” sulla questione Pneumologia sembra ormai prossima a essere trovata. Nella seduta di ottobre del Tavolo territoriale, i dirigenti dell’Inrca di Casatenovo,Claudio Montoli e Paolo Diana annunciano la volontà dell'Istituto anconetano di trasferire l’acuzie e la
Nicola Bonaduce, Paolo Diana e Claudio Montoli
semintensiva presso l'ospedale di Merate, continuando tra le mura del 5° piano del padiglione Villa anche la ricerca e la sperimentazione, in particolare delle tecnologie di controllo a distanza messe in campo dal dottor Enrico Guffanti. Il presidio casatese dovrebbe invece mantenere la riabilitazione. I sindaci incontrano Bertoglio e chiedono di essere ascoltati anche da Aprile, direttore generale dell’Irccs anconetano. Quest’ultimo si nega e quando finalmente viene fissato un incontro a Monteregio, ai primi cittadini viene “data buca” all’ultimo: il dg dell’Ao e quello dell’Asl incontrano “privatamente” i vertici dell’Inrca. Di qui l’infausta affermazione di Mauro Borelli (Asl): "io rispondo solo alla regione non ai sindaci". E proprio dal Pirellone, Nicola Bonaduce (dal settembre del 2008 Consigliere di Indirizzo e Verifica dell’Inrca, in rappresentanza della Regione Lombardia, con delega per l’ospedale di Casatenovo) spiega come l'acuzie andrà al Mandic mentre a a Casatenovo resteranno la riabilitazione e gli ambulatori.
Ma ancora una volta, nulla accade. Ed in effetti, contrariamente all’idea sostenuta – a spizzichi e bocconi – da Bertoglio, cade la strategia di trasferire a Merate tutti i 60 posti letto del Centro casatese:  vengono autorizzati solo quelli per acuti che, si
Mauro Lovisari
ipotizza, potrebbero essere trasferiti fin da subito (in attesa della realizzazione dei lavori del secondo lotto), negli spazi lasciati libero all’interno dell’ex Medicina del Mandic, idea presto fatta tramontare dalla resistenza anconetana.
Arriva così il momento di un nuovo  cambio al vertice: il dottor Mauro Lovisari prende il timone dell’Azienda ospedaliera della Provincia di Lecco, ereditando anche in questo passaggio, la patata – sempre più bollente – della Pneumologia:  e già perché ora i lavori previsti (finalmente) sono cantierizzati. “A breve riapriremo la partita con l’Inrca. Per quanto ci riguarda siamo pronti ad ospitare la "semintensiva", la Pneumologia generale, la riabilitazione pneumologica  e la ricerca, l'intera filiera "acuta" delle attività attualmente svolte dall'istituto di Casatenovo.  In ogni caso l’Azienda dovrà disporre entro un paio d’anni delle attività pneumologiche. E in un modo o nell’altro l’avremo”  dichiara a febbraio 2011.
E siamo ai giorni nostri con il reparto pronto ad essere inaugurato… (continua….)

Articolo correlato:
Pneumologia/1: ecco perché la specialità è rimasta all’Inrca. Gli accordi tra l’Ussl e l’Irccs dal 1981 fino alla Legge Sirchia
Alice Mandelli
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco