Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 303.738.385
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Giovedì 10 ottobre 2013 alle 08:24

Nella giornata della Salute Mentale, un grazie a Basaglia e Montessori

Il 10 ottobre è importante perché si rinnova l'impegno per la Salute Mentale. E' anche un momento forte per ricordare che, con la Legge del 13 maggio 1978, n. 180, si sono chiusi tutti i Manicomi in Italia. Va precisato che nella vecchia e democratica Europa in quasi tutti gli altri Stati sono anacora presenti Istituti chiusi per la Malattia Mentale. Ora in Italia bisogna chiudere definitivamente gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari che sono veramente dei luoghi infernali e disumani. Gli OPG dovevano esser chiusi entro la fine del 2012 ma c'è stata una proroga di un anno. Ci si augura che non scatti il meccanismo del rimando. Grazie a Franco Basaglia, che ha condotto una rivoluzione scientifica e democratica, è stato possibile giungere a questo strepitoso risultato. I pregiudizi sulla Malattia Mentale sono ancora molti. C'è sempre la tendenza in atto di nascondere, di negare, di giustificare la malattia. Alla chiusura dei manicomi sono subentrate altre forme di stigmatizzazione del disagio.
C'è un aumento spropositato di psicofarmaci, Peppe Dell’Acqua ( già Direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste) : “Nella prassi dei servizi di salute mentale, l’uso di farmaci da ausilio alla cura si trasforma nell’intervento principale, che declassa tutto il resto a puro intervento satellite, a mera pratica di supporto alle terapie farmacologiche stesse. La ricaduta sui servizi è notevole. Si crea un circolo vizioso in cui la necessità (vera o presunta) di somministrare farmaci giustifica perfino pratiche repressive come la contenzione. Di fronte alla “efficacia” del farmaco, cioè alla sua capacità di dare risposte rapide, gli operatori non medici della psichiatria hanno spesso accettato un ruolo di “contorno”. Alcuni medici, dal canto loro, hanno rinunciato ad essere promotori di processi di cura articolati, in cambio di un indiscusso primato all’interno dei servizi e di una nuova immagine “professionale” da camice bianco ed esperto del cervello. Si aggiunga inoltre che le multinazionali del farmaco, finanziando ricerche universitarie, intervengono pesantemente anche sui manuali statistico-diagnostici. La miopia, se
non una vera e propria cecità, di fronte al preteso primato della terapia farmacologica è grave e travalica gli stretti limiti della psichiatria abbattendosi su altre istituzioni. Sul carcere, dove gli psicofarmaci vengono usati a sproposito per mille ragioni fra cui alcune strettamente connesse alle pratiche detentive e punitive; sulle case di riposo, dove servono ad adattare comportamenti disturbanti e noiosi da sindrome istituzionale degli anziani; sul sistema scolastico, sui centri di permanenza temporanea (per gli/le immigrati extracomunitari) e infine sulla società in generale” Inoltre, c'è il ripristino in certi luoghi di cura dell'elettroshock. C'è il perdurare della contenzione, della chiusura dei reparti, ci sono nuove forme di segregazione. La questione della salute mentale è ancora aperta. I Manicomi per tre secoli hanno rinchiuso per anni, e alcuni per tutta la vita, bambini e persone. Nel primo periodo del del secolo scorso la professoressa Maria Montessori, anche lei dimenticata, ha liberato i bambini che vivevano dentro le mura dei Manicomi con gli adulti. Maria Montessori ha dato una indicazione importante al benessere psicofisico dell'infanzia che l'attuale neuropsichiatria infantile, con i suoi reparti, sta rimuovendo. E' indispensabile dividere i disturbi del disagio psichico infantile dai disturbi neurologici. C'è la tendenza a patologizzare l'infanzia. E' importante ritornare all'insegnamento pionieristico di Maria Montessori che è stata la prima neuropsichiatra in Italia. Solo con l’impegno e la tenacia di Franco Basaglia e dei suoi collaboratori si è potuto giungere alla chiusura dei Manicomi e aprire una pratica terapeutica nuova e innovativa; così solo con l'impegno e la costanza di Maria Montessori si sono potuti liberare i bambini dalle catene dello stigma della malattia mentale. Mai più strutture chiuse, reparti chiusi in nome di un fantasma scientifico che non esiste. La libertà non ha prezzo. 
Associazione SestoSenso per il Benessere Mentale Bellano Enrico Magni
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco