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Scritto Venerdì 11 ottobre 2013 alle 15:14

Idrolario, Casaletto: ''Oggi posso parlare venuto meno il ruolo di consigliere e dico, caro Strina, questa è la verità, e lei la sa''

Alfredo Casaletto
Come persona informata dei fatti ho sempre apprezzato il dibattito che da oltre un biennio Merateonline dedica all'annosa vicenda del Servizio Idrico Integrato della provincia di Lecco. Evidentemente, il ruolo di consigliere di amministrazione della Società Idrolario S.r.l. mi ha indotto, nonostante ne fossi tentato, a non prendere posizioni sugli argomenti, a volte davvero puntuali, che il contraddittorio ha più volte posto all'attenzione dei lettori.
Oggi, che la qualità soggettiva di consigliere di amministrazione di Idrolario è venuta meno , giusta applicazione della disposizione normativa di cui all'art. 6 della Legge 444/94, mi ritengo non più avvinto da freni inibitori "istituzionali", assumendo come doverosa, anche in rispetto del ruolo di amministratore della società che ho rivestito per ben due esercizi, una breve replica alle considerazioni espresse dal sindaco Strina nella nota di risposta agli interrogativi posti dal Direttore e dal Sindaco di Merate in merito al bilancio Idrolario 2012. In realtà, l'iter di approvazione del bilancio di Idrolario (approvato dalla sola assemblea dei soci), come noto ai lettori di merateonline ed al suo Direttore (sul punto, si legga l'editoriale pubblicato in data 15 giugno 2013 dal titolo: Acqua Idrolario chiude il bilancio con 2.5 milioni di perdite. Col piano tariffe e con l'incarico ventennale utili per 1,3 milioni) è stata questione particolarmente complessa e dibattuta all'interno degli organi societari.
Il sindaco Strina, che è persona intelligente, sa che il parere frettolosamente bollato come "parere Federutility", in realtà, è stato reso dallo Studio Legale Acquarone di Roma, tra gli studi professionali maggiormente esperti in materia.
Dall'attenta lettura del richiamato parere è emerso che, in conformità a quanto espresso dal Consiglio di Stato nella sentenza n. 3920 resa dalla V Sezione in data 30 giugno 2011, le nuove tariffe 2013 si sarebbero potute applicare retroattivamente all'esercizio 2012 solo se gli AATO avessero previsto, alla data del 28.12.2012, ovvero al momento della pubblicazione della deliberazione n. 585/12/idr dell'AAEG, dei conguagli reali. In altri termini, bisognava prevedere l'applicazione retroattiva della tariffa stessa.
Sintetizzando concetti particolarmente complessi, la citata delibera della Autorithy evidenzia proprio che le tariffe applicabili in via transitoria (nel 2013!) sono quelle applicate nel 2012, che per Idrolario erano quelle del 2011 per effetto delle decisioni assunte dalla Conferenza dei Comuni e che avrebbero potuto essere diverse esclusivamente a condizione che l'Autorità d'Ambito avesse adottato tariffe 2013 anteriormente il 28 dicembre 2012 (data della Deliberazione AEEG 585/2012/R/idr. Rilevata l'assenza di tale intervento da parte dell'AATO di Lecco, non sussistevano i presupposti per modificare retroattivamente le tariffe 2012 e ciò proprio in conformità ai principi enunciati dalla richiamata decisione del Consiglio di Stato (sez.V, n°3920 del 30 giugno 2011) e richiamati nel parere dello Studio Legale Acquarone.
Il CdA di Idrolario, a maggioranza dei suoi membri (3 voti favorevoli, un astenuto ed un voto contrario), decise, facendo corretta applicazione dei principi di veridicità contabile dettati dal codice civile, di adottare un bilancio con una perdita di 2,5 milioni di euro. Non lo definisco un atto politico, bensì un atto di legittimità contabile dovuto. Per chi sia animato da pazienza e volontà, tali informazioni potranno costituire oggetto di più ampio approfondimento mediante la consultazione del sito internet dell'AAEG.
Il sindaco Strina, inoltre, omette di parlare, probabilmente perchè il tema non era stato affrontato nelle note pubblicate su merateonline, di una cosa assai importante, ovvero l' inserimento nel progetto di bilancio del debito maturato nei confronti degli utenti e stimato nell'importo di Euro 670.000,00, importo peraltro condiviso con gli Uffici di ATO, a titolo di restituzione del capitale investito come da volontà referendaria. In sede assembleare, nelle concitate fasi di discussione del bilancio, diversi sindaci hanno preteso che tale appostazione venisse eliminata! Francamente non ricordo se e tra questi vi fosse anche il sindaco di Osnago, dovrei rileggere il verbale di assemblea, Tale importo era stato posto correttamente dal CdA e dal Collegio Sindacale secondo i principi e postulati di redazione del Bilancio di esercizio delle Società. A comprova di ciò si richiama la delibera del Consiglio di Amministrazione ATO n°21/2013 in cui è stata stabilita la cifra esatta della restituzione in Euro 555.586. Pertanto nel Bilancio 2013 di Idrolario (con un sospetto ritardo di un anno) occorrerà inserire una sopravvenienza passiva di pari importo (€ 555.586,00), avendo cura di motivare le ragioni per le quali tale appostazione non sia stata, più correttamente, imputata nel bilancio 2012, stante il fatto che, in ogni caso, era già fatto noto e certo, ed anche sommariamente quantificabile, il dovere della restituzione. Si tenga presente, da ultimo, come evidenziato nella relazione sulla gestione del bilancio 2012, il crescente fa bbisogno finanziario di Idrolario era ed è riconducibile a una serie di fattori storico-operativi, dettati essenzialmente dell'assetto che si è voluto dare al Sistema Idrico Integrato, ove la stessa Idrolario appare essere l'affidataria del Servizio idrico integrato, ma priva delle necessarie dotazioni funzionali all'esercizio dello stesso. Da ciò consegue, la frammentazione operativa del servizio che ha quale primo evidente effetto il moltiplicarsi del credito di imposta IVA, tenuto conto dei differenziali di aliquote medie subite (20% - 21% - 22%) nel ciclo passivo ed applicate (10%) nel ciclo attivo.
Fattori non controllabili quali:
1. Il fenomeno della "morosità" degli utenti, tanto maggiore in un ciclo economico non certo felice, come quello che stiamo vivendo, che unitamente alla estrema parcellizzazione/polverizzazione delle fatture ha quale diretto e conseguente effetto un crescente monte crediti difficilmente esigibile,
2. L'andamento del costo della forza motrice (energia elettrica) che nel corso degli ultimi anni ha registrato tassi di crescita ben al di sopra di qualsiasi soglia di tolleranza, si pensi che nel solo 2012 l'incremento di costo è stato del 16,22%;
3. La decisione adottata dai Comuni dell'Ambito di mantenere inalterata la tariffa 2012, rispetto al 2011, anche in riferimento alla sola componente inflazionistica, degli effetti economici ;
4. La transitorietà dell'affidamento che si è tradotta, in termini di accesso al sistema del credito a medio lungo periodo nell'impossibilità totale all'accesso per Idrolario, per evidenti motivi di carenza, o meglio inesistenza, dei presupposti temporali per un affidamento a medio lungo periodo, appunto;
5. La mancanza di un volano economico e finanziario iniziale. Idrolario nasce "orfana" di tali requisiti: già nel 2009 è apparsa evidente la carenza, insufficienza ed inadeguatezza del progetto industriale, che avrebbe dovuto e potuto sostenere la "nascita" di Idrolario, a mezzo della ben nota scissione non proporzionale da parte di Lario Reti Holding. Nel progetto di scissione, come negli atti successivi e conseguenti, non vi è alcuna traccia in tal senso. Il come Idrolario avesse potuto sostenere gli oneri (economici e finanziari) a cui era chiamata non è stato argomento trattato in alcun modo e sede.
Su questi aspetti si abbia il coraggio di avviare una seria ed attenta riflessione sul futuro assetto del S.I.I. Tutto il resto, come diceva il compianto Franco Califano, E' NOIA!
Cordiali saluti.
Alfredo Casaletto già consigliere di amministrazione di Idrolario s.r.l.
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